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lunedì 17 aprile 2017

Somigliare a un corridore che si fermi nel bel mezzo della corsa

Somigliare a un corridore che si fermi nel bel mezzo della corsa per cercare di capire che senso abbia. Meditare è una confessione di affanno.


(Emil Cioran)

lunedì 20 marzo 2017

Vivere è distruggersi

Vivere è distruggersi, non tanto per una carenza, ma per una sorta di pienezza pericolosa. In Dostoevskij non sono gli omuncoli, vero, che si distruggono, non sono i debolucci, gli anemici, sono individui che esplodono, che giungono al limite estremo di se stessi e oltrepassano quel limite.


(Emil Cioran)

sabato 10 settembre 2016

Seduto su una roccia. Ho atteso il giorno.

- 8 agosto 1966

Mi sono alzato verso le quattro del mattino e ho passeggiato in riva al mare. Seduto su una roccia. Ho atteso il giorno. Quando la luce è spuntata, non è venuta dall'alto, ma dalle rocce intorno, come se vi fosse nascosta e attendesse il mattino per apparire. Questa trasfigurazione della materia, così bella, così irreale, mi ha fatto dimenticare le amare riflessioni con le quali esordisce ogni mia insonnia.


(Emil Cioran; "Taccuino di Talamanca")

Io e Dio, questa è la mistica!


 ...nella mia vita mi sono confrontato a lungo con la mistica. Non ho mai creduto. È strano, perché conosco veramente poca gente che si è occupata come me tanto di mistica. Sin da giovane mi sono dedicato alla mistica. Ho letto tutti i grandi mistici. Mi hanno profondamente attratto. Ho letto cinque volte l'autobiografia di Teresa d'Avila, con un'intensità quasi dissennata. (...) Io e Dio, questa è la mistica! Ed è per questo che ho letto i grandi mistici. Ho anche scritto in rumeno un libro che consiste solo di citazioni di mistici. Sono stato attratto da questa intensità dei mistici, questa prova di forza con Dio, di muoversi, per così dire, all'interno di Dio, questa aggressività dei mistici, che erano tutti grandi, potenziali eretici.


(Emil Cioran)

venerdì 20 maggio 2016

Altrimenti non riesco a capirlo

Ho provato disperazione per molti anni, soprattutto nella mia giovinezza. Da giovane ero molto più infelice di oggi. (...) In gioventù sono stato veramente disperato, ed è stato interessante per me vedere se fossi riuscito a sopportare questa disperazione. Poiché probabilmente l'uomo non può farcela, in ogni caso è molto difficile. La continua disperazione è la cosa peggiore che un uomo possa sperimentare. Non c'è alcun dubbio. Ma la vita si difende. E infatti ho visto che potevo sopportare la disperazione, perché in me si celava una grande vitalità. Altrimenti non riesco a capirlo.


(Emil Cioran)

domenica 13 marzo 2016

Tutto è già esistito

Tutto è già esistito. La vita mi pare un'ondulazione priva di sostanza.


(Emil Cioran)

domenica 21 febbraio 2016

...perché nessuno legge per imparare ma per dimenticare

Che piacere avere sottomano un mistico tedesco, un poeta indù o un moralista francese, a uso dell'esilio quotidiano! Leggere giorno e notte, divorare tomi su tomi, questi sonniferi, perché nessuno legge per imparare ma per dimenticare...


(Emil Cioran)

Espiamo in una sola vita il divenire infinito

Devo aver vissuto altre vite. Altrimenti, perché tanto spavento? Le esistenze anteriori sono l'unica giustificazione del terrore. Solo gli orientali hanno capito qualcosa dell'anima. Ci hanno preceduto, e ci sopravviveranno. Perché, noi moderni, abbiamo abolito le nostre peregrinazioni? Espiamo in una sola vita il divenire infinito.


(Emil Cioran)

martedì 5 gennaio 2016

Io sono come un mare

Io sono come un mare che ritiri le sue acque per fare posto a Dio. L'imperialismo divino presuppone il riflusso dell'uomo. Oppresso dalla solitudine della materia, Egli ha pianto gli oceani e i mari. Da ciò il richiamo misterioso delle distese marine, e la tentazione di una immersione definitiva, come scorciatoia verso di Lui...  Colui che, di fronte ai cieli e ai mari, non ha rasentato le lacrime, costui non ha mai abitato le nebulose contrade del divino, dove la solitudine è tale che ne richiama un'altra ancora più grande.


(Emil Cioran)

Che io sappia, Kant non è mai stato triste

I filosofi hanno cominciato ad essermi indifferenti  il giorno in cui mi sono reso conto che non si poteva fare filosofia se non con indifferenza, vale a dire, mostrando un'indipendenza inaccettabile rispetto agli stati d'animo. La neutralità psichica è il carattere essenziale del filosofo. Che io sappia, Kant non è mai stato triste. Non posso amare gli uomini che non mischiano i dispiaceri ai pensieri. Analogamente alle idee, i filosofi non hanno un destino. Come è comodo essere filosofo!


(Emil Cioran)

sabato 31 ottobre 2015

Invocare gli "altri" e ritenersene l'interprete

Mi basta sentire qualcuno parlare sinceramente di ideale, di avvenire, di filosofia, sentirlo dire "noi" con tono risoluto, invocare gli "altri" e ritenersene l'interprete - perché io lo consideri mio nemico.


(Emil Cioran)

domenica 18 ottobre 2015

Mi ci vuole ogni giorno la mia razione di dubbio

Mi ci vuole ogni giorno la mia razione di dubbio. Non c’è mai stato uno scetticismo più organico. (...) Datemi dubbi e ancora dubbi. Più che il mio cibo, sono la mia droga. Non posso farne a meno. Ne sono intossicato a vita. Perciò, quando ne trovo uno, uno qualsiasi, mi ci avvento sopra, lo divoro, lo incorporo nella mia sostanza. Perché la mia capacità di assimilare dubbi è sconfinata; li digerisco tutti, sono ciò che mi tiene in vita e la mia ragione d’essere. Non riesco a immaginarmi senza di loro. Datemi dubbi, ancora e sempre dubbi.


(Emil Cioran)

mercoledì 30 settembre 2015

Ogni forma di silenzio è essenziale

Fatto degno di nota: non c’è silenzio frivolo, silenzio superficiale. Ogni forma di silenzio è essenziale. Quando lo si assapora, si conosce automaticamente una sorta di supremazia, una strana sovranità. È possibile che ciò che si designa con interiorità non sia nient’altro che un’attesa muta. Perciò, non c’è "vita vera" o, semplicemente, vita spirituale che non implichi la morte dell’immagine e della parola, la distruzione - nel più profondo dell’essere - di questo mondo e di tutti i mondi. L’esperienza mistica, al suo limite estremo, si identifica con la beatitudine di un supremo rifiuto.


(Emil Cioran)

Come capisco Michelangelo

Come capisco Michelangelo quando dice: "Io vivo di ciò di cui muoiono gli altri"! Non c'è altro da aggiungere sulla solitudine...


(Emil Cioran)

domenica 6 settembre 2015

Ma in me non incontro che dubbio

Più leggo - e leggo troppo, ahimè! - più trovo che "non ci siamo", che il "vero" sfugge a tutti questi libri che la mia pigrizia divora. Il "vero" bisogna trovarlo in se stessi, non altrove. Ma in me non incontro che dubbio e riflessione sul dubbio.


(Emil Cioran)

venerdì 14 agosto 2015

Il silenzio delle cose

Cominciamo a sapere che cosa sia la solitudine quando ascoltiamo il silenzio delle cose. Capiamo allora il segreto sepolto nella pietra e ridestato nella pianta, il ritmo celato o invisibile dell’intera natura. Il mistero della solitudine deriva dal fatto che per questa non esistono creature inanimate. Ogni oggetto ha un suo linguaggio, che ci è dato decifrare col favore di un silenzio senza eguali.


(Emil Cioran)

lunedì 27 luglio 2015

Io sono soltanto lucido

Né abbastanza infelice per essere poeta, né abbastanza indifferente per essere filosofo, io sono soltanto lucido, abbastanza però per essere condannato.

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Ni assez malheureux pour être poète , ni assez indifférent pour être philosophe , je ne suis que lucide , mais assez pour être condamné .


(Emil Cioran)

domenica 14 giugno 2015

Eccomi rassicurato

Ho sempre avuto paura di finire liberato-in-vita, di contrariare i miei abissi, di trionfare sulle mie tare.

Tale paura era infondata. Eccomi rassicurato.


(Emil Cioran)

Il sentimento del nulla

Per viltà sostituiamo al sentimento del nostro nulla il sentimento del nulla. Il fatto è che il nulla generale ci inquieta appena: vi scorgiamo troppo spesso una promessa, un'assenza rapsodica, un ostacolo che cade. A lungo mi sono ostinato a cercare qualcuno che sapesse tutto di sé e sugli altri, un saggio-demone, divinamente chiaroveggente. Ogni volta che credevo di averlo trovato, dovevo, dopo averlo valutato, ricredermi: il nuovo eletto aveva ancora qualche macchia, qualche punto oscuro, non so quale recesso di inconsapevolezza o di debolezza che lo riconduceva al livello degli umani. Scorgevo in lui delle tracce di desiderio e di speranza o un'ombra di rimpianto. Evidentemente il suo cinismo era incompleto. Che delusione! E proseguivo sempre la ricerca, e sempre i miei idoli peccavano in qualche punto: "l'uomo" era presente in loro, nascosto, mimetizzato o eluso. Compresi infine il dispotismo della Specie, e cessai di vagheggiare un non-uomo, un mostro che fosse totalmente penetrato del suo nulla. Era follia il suo concepirlo: non poteva esistere, la lucidità assoluta essendo incompatibile con la realtà degli organi.


(Emil Cioran)

martedì 12 maggio 2015

Ho appena dedicato un mese al Vuoto

Ogni argomento che approfondisca un po', mi annoia da morire. Ho appena dedicato un mese al Vuoto. Ne ho veramente abbastanza, avanti con un'altra fissazione.

...e tuttavia il Vuoto è il mio pane quotidiano, me ne nutro, letteralmente.


(Emil Cioran)