domenica 11 novembre 2018

Mai davvero felice e mai del tutto

Mai davvero felice e mai del tutto
infelice - oh, l'ho capito; e mi regolo.
Ma pensare la gioia, almeno quello:
pensarla! e qualche volta, senza farsi
troppe idee, senza montarsi la testa,
annusarla, sfiorarla con le dita
come se fosse (non lo è?) l'avanzo
della vita d'un santo, una reliquia…
 
 
(Giovanni Raboni)

Tanto difficile da immaginare

Tanto difficile da immaginare,
davvero, il paradiso? Ma se basta
chiudere gli occhi per vederlo, sta
lì dietro, dietro le palpebre, pare
 
che aspetti noi, noi e nessun altro, festa
mattutina, gloria crepuscolare
sulla città invulnerata, sul mare
di prima della diaspora – e si desta
 
allora, non la senti? una lontana
voce, lontana e più vicina come
se non l’orecchio ne vibrasse ma
 
un altro labirinto, una membrana
segreta, tesa nel buio a metà
fra il niente e il cuore, fra il silenzio e il nome…
 
 
(Giovanni Raboni)

Diana


sabato 6 ottobre 2018

Nella frescura d'autunno è bello

Nella frescura d'autunno è bello
scuotere al vento l'anima - che pare una mela -
e guardare l'aratro del sole
che solca sopra al fiume l'acqua azzurra.

È bello strapparsi dal corpo
il chiodo ardente d'una canzone
e nel bianco abito di festa
aspettare che l'ospite bussi.

Io mi studio, mi studio col cuore di serbare
negli occhi il fiore del ciliegio selvatico.
Solo nel ritegno i sentimenti si scaldano
quando una falla rompe il petto.

In silenzio rimbomba il campanile di stelle,
ogni foglia è una candela per l'alba.
Nessuno farò entrare nella stanza,
non aprirò a nessuno la porta.
 
 
(Sergej Esenin)

domenica 30 settembre 2018

Notturno

La collina è notturna, nel cielo chiaro.
Vi s’inquadra il tuo capo, che muove appena
e accompagna quel cielo. Sei come una nube
intravista fra i rami. Ti ride negli occhi
la stranezza di un cielo che non è il tuo.
La collina di terra e di foglie chiude
con la massa nera il tuo vivo guardare,
la tua bocca ha la piega di un dolce incavo
tra le coste lontane. Sembri giocare
alla grande collina e al chiarore del cielo:
per piacermi ripeti lo sfondo antico
e lo rendi più puro.
 
Ma vivi altrove.
Il tuo tenero sangue si è fatto altrove.
Le parole che dici non hanno riscontro
con la scabra tristezza di questo cielo.
Tu non sei che una nube dolcissima, bianca
impigliata una notte fra i rami antichi.
 
 
(Cesare Pavese - 19 ottobre 1940)

O colli dove nacqui, sempre v'avrò nel cuore

O colli dove nacqui, sempre v'avrò nel cuore,
distesi alla gran luce del meriggio d'estate,
silenziosi, coperti i larghi fianchi di boschi,
dov'io, fanciullo ignaro, scorrazzavo e già i primi
sogni mi tormentavano e struggimenti di gloria,
colli, oh colli ove nacqui, che svanite lontano,
oh sapessi io mai dire ciò che siete per me!
E vi rivedo ancora profilarvi nel cielo
infiammato al tramonto e riodo levarsi
su dalle coste vostre i canti che, dai filari,
lieti i vendemmiatori levavano alla brezza
della sera: rivedo me stesso ancora fanciullo,
steso nell'erba fresca, spaziar lo sguardo
perdutamente in alto, negli incendi di nubi….
Oh! Quando mi sovvengo di questi rapimenti
che chiudo in mezzo a voi m'ebbi, ancor sì fanciullo,
mi s'acqueta nell'anima ogni dubbio e confido.
 
 
(Cesare Pavese)

sabato 29 settembre 2018

Da leggere il mattino e la sera

Quello che amo
mi ha detto
che ha bisogno di me.
 
Per questo
ho cura di me stessa
guardo dove cammino e
temo che ogni goccia di pioggia
mi possa uccidere.
 
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Der, den ich liebe
hat mir gegagt
Daß er mich braucht.

Darum
Gebe ich auf mich acht
sehe auf meinen Weg und
Fürchte von jedem Regentropfen
Daß er mich erschlagen Könnte.
 
 
(Bertolt Brecht)

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
aureola di tempo, arca notturna e fida
e se non so più quello che ho vissuto
 è perché non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che il mondo coprono di luce,
navi che il cielo recano ed il mare,
caccia dei suoni e fonti dei colori,

profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata su paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e va tutto il mio sangue in quegli sguardi.
 
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La courbe de tes yeux fait le tour de mon coeur,
Un rond de danse et de douceur,
Auréole du temps, berceau nocturne et sûr,
Et si je ne sais plus tout ce que j'ai vécu
C'est que tes yeux ne m'ont pas toujours vu.

Feuilles de jour et mousse de rosée,
Roseaux du vent, sourires parfumés,
Ailes couvrant le monde de lumière,
Bateaux chargés du ciel et de la mer,
Chasseurs des bruits et sources des couleurs,

Parfums éclos d'une couvée d'aurores
Qui gît toujours sur la paille des astres,
Comme le jour dépend de l'innocence
Le monde entier dépend de tes yeux purs
Et tout mon sang coule dans leurs regards.
 
 
(Paul Celan)

Così tanto da poter vivere senza di te

Così tanto da poter vivere senza di te -
Ti amo - dunque Quanto è grande il mio amore?
Tanto quanto quello di Gesù?
Provamelo
Che Lui - amò gli Uomini -
Quanto io - amo te -
 
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So well that I can live without
I love thee - then How well is that?
As well as Jesus?
Prove it me
That He - loved Men -
As I - love thee -
 
 
(Emily Dickinson)

mercoledì 5 settembre 2018

La via della naturalezza

I grandi uomini sono pacifici e non hanno desideri;
sono calmi e non hanno preoccupazioni.
Fanno del cielo il loro tetto e della terra il loro veicolo;
fanno delle quattro stagioni i loro cavalli
e del buio e della luce i loro conducenti.
Viaggiano là dove non c'è strada,
vagano là dove non c'è noia,
passano là dove non c'è nessuna porta.
Con il cielo come tetto,
non c'è niente che non sia coperto;
con la terra come veicolo,
non c'è niente che non sia trasportato.
Con le quattro stagioni come cavalli,
non c'è niente che non sia impiegato;
con il buio e la luce come conducenti,
non c'è niente che non sia incluso.
Quindi essi sono veloci senza agitarsi
e vanno lontano senza stancarsi.
Con i corpi tranquilli, i loro intelletti sono integri,
ed essi vedono tutto il mondo chiaramente.
Questo significa attenersi all'essenza della Via
ed osservare la terra senza confini.
Perciò gli affari del mondo non vanno forzati,
ma vanno promossi secondo la loro natura.
Non può esser fatto niente per aiutare i cambiamenti
delle miriadi di esseri,
tranne cogliere l'essenziale e ritornare ad esso.
Pertanto i saggi coltivano l'essenza interiore
e non si adornano esteriormente con cose artificiali.
Attivano il loro spirito vitale
e mettono da parte le opinioni intellettuali.
Sono aperti e spontanei,
eppure non c'è niente che non facciano;
non hanno nessuna regola,
eppure non c'è nessun disordine.
Essere spontanei significa non agire per mostrarsi agli altri.
Non avere regola comporta non cambiare natura.
La mancanza di disordine significa
che essi agiscono per la mutua realizzazione degli esseri.
 
 
(Lao-tzu)