mercoledì 7 ottobre 2026

...una nuova felicità si crea nel cuore che persiste

(...) una nuova felicità si crea nel cuore che persiste e vince, paziente, la mezzanotte del dolore, simile al canto dell'usignolo nel cuore della notte; soltanto nel profondo dolore risuona, per noi, divino, il canto della vita.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

The awakening


 

La notte apre i miei occhi

Per te ho continuato a camminare sopra il mare convulso
nella costellazione in cui il lupino depone
pozzanghere e circoli di acciaio
nel suo contorno azzurrino

Scintillano ruggini nel mondo
solo al buio ho attraversato la corrente
ho costruito la mia casa nella durata
di oscure lingue di fuoco, licheni, liane

L'aurora a cui tutti si rivolgono
conduce la mia barca a una porta socchiusa

l'amore è una notte a cui si arriva soli

-----

Caminhei sempre para ti sobre o mar encrespado
na constelação onde os tremoceiros estendem
rondas de aço e charcos
no seu extremo azulado

Ferrugens cintilam no mundo
atravessei a corrente unicamente às escuras
construí minha casa na duração
de obscuras línguas de fogo, de lianas, de líquenes

A aurora para a qual todos se voltam
leva meu barco da porta entreaberta

o amor é uma noite a que se chega só


(José Tolentino de Mendonça)

...ho radunato in me vita e porto a te quanto ho raccolto

Da quando tu sei partito, caro Iperione, ho vissuto sempre chiusa fra le mura della casa. Oggi sono di nuovo stata fuori.
Nella dolce aria di febbraio, ho radunato in me vita e porto a te quanto ho raccolto. Mi ha fatto anche bene questo lieve tepore del cielo e ho anch'io sentita questa nuova voluttà del mondo vegetale! un modo puro, sempre eguale, dove tutto si duole e si rallegra a suo tempo.
Iperione, o mio Iperione! perché non percorriamo anche noi i tranquilli sentieri della vita? Inverno e primavera, estate e autunno sono nomi sacri, ma noi non li conosciamo. Non è forse una colpa essere tristi a primavera? perché dunque lo siamo?


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

martedì 6 ottobre 2026

Non invidiare coloro che sono esenti dal soffrire

Non invidiare coloro che sono esenti dal soffrire, questi idoli di legno ai quali nulla manca perché la loro anima è così povera, che non si informano se piova, o splenda il sole, perché nulla posseggono che richieda cura.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

Alla fine però l'orgoglio si sciolse in lacrime

(...) tutto si spense in me come una luce e io me ne stavo là muto e triste come un'ombra, e cercavo la vita scomparsa. Non potevo lamentarmi e non potevo nemmeno consolarmi. Gettai via da me la speranza come uno storpio al quale sono venute a noia le stampelle: mi vergognavo di piangere, mi vergognavo soprattutto dell'esistenza. Alla fine però l'orgoglio si sciolse in lacrime e il dolore che avrei voluto negare mi diventò caro e me lo strinsi al petto come un bambino.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

Vi è un oblio per quanto esiste

Vi è un oblio per quanto esiste, un silenzio nel nostro essere, nel quale ci pare di aver trovato tutto.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

Qui s'impara a tacere su tutto

Guardai, e mi sentii quasi mancare di fronte all'imponenza di quel panorama.
Come un immenso naufragio, dopo che gli uragani si sono placati e i marinai fuggiti via e la carcassa della flotta frantumata giace irriconoscibile sul banco di sabbia, così stava Atene davanti a me, e le orfane colonne si levavano davanti a noi come nudi tronchi di un bosco che, la sera prima, ancora verdeggiava e, durante la notte, fu preda delle fiamme.
"Qui," disse Diotima, "s'impara a tacere di fronte al proprio destino, sia esso benigno o malvagio."
"Qui s'impara a tacere su tutto," continuai io.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

sabato 5 settembre 2026

Accettami così

Accettami così come mi dono.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

Oggi, quassù è straordinariamente bello

(...) rivolgo lo sguardo verso il mare, e rifletto sulla mia vita, sul suo salire e sul suo precipitare, sulla sua felicità e sul suo dolore, e il mio passato suona dentro di me come le note di un'arpa, quando l'artista fa vibrare tutte le corde e fonde insieme, in nascosto ordine, dissonanze e accordi. 
Oggi, quassù è straordinariamente bello. Due favorevoli giorni di pioggia hanno rinfrescato l'aria e il terreno esausto. La terra si è fatta più verde, il prato più aperto. Infiniti i campi con le messi dorate, frammiste ai gentili fiordalisi e, dal fondo del bosco, si levano, chiare e serene, mille vette ben promettenti. Ogni profilo lontano spicca delicato e grande nello spazio; i monti, simili a gradini, si innalzano, uno dopo l'altro, ininterrottamente sino al sole. Tutto il cielo è puro, la luce bianca è come alitata nell'etra e, simile ad argentea nuvoletta, la timida luna migra nel giorno chiaro.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

...il mio spirito usciva all'aperto e libero si espandeva

Allora mi sceglievo le montagne più alte e le loro auree e, simile a un'aquila le cui ali siano guarite, il mio spirito usciva all'aperto e libero si espandeva su tutto il mondo visibile, come se fosse suo. Sovente, mi pareva, e me ne maravigliavo, come se gli oggetti terreni si purificassero e si fondessero, come oro, entro il mio fuoco e che da essi e da me prendesse forma alcunché di divino, tanto tumultuava dentro di me la gioia. E come sollevavo fra le mie braccia i bambini e li premevo contro il mio cuore palpitante, come salutavo le piante e gli alberi! Avrei desiderato di possedere un incantesimo per radunare, come un piccolo popolo casalingo, intorno alle mie mani generose, i timidi cervi e i selvaggi uccelli del bosco. Tanto pazzamente e dolcemente amavo ogni cosa.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

giovedì 13 agosto 2026

Essere uno con il tutto

O felice natura! Non mi so render conto di ciò che avviene in me quando levo lo sguardo verso la tua bellezza, ma tutte le gioie del cielo sono nelle lacrime che io verso per la tua bellezza, come l'amante per la sua amata.
Tutto il mio essere ammutolisce e sta in ascolto quando le delicate onde del vento giocano intorno al mio petto. Perduto nell'ampio azzurro del cielo, levo lo sguardo su verso l'etra e giù verso il mare sacro e mi sembra che uno spirito fraterno mi apra le braccia e che il dolore della solitudine si sciolga nella vita della divinità.
Essere uno con il tutto, questo è il vivere degli dei; questo è il cielo per l'uomo.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

Avrei voluto allora volare

Avrei voluto allora volare, con la mia felicità, verso le stelle, affinché non venisse profanata da ciò che mi circondava.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

Nulla vivrebbe, se non sperasse

Mio caro, che sarebbe la vita senza speranza? Noi saremmo come una scintilla che sprizza dal carbone e si spegne, o come un colpo di vento nella torbida stagione che sussurra un istante e poi si tace.
Anche la rondine cerca d'inverno una terra più mite, la selvaggina del bosco si aggira nella calura del giorno e i suoi occhi cercano una fonte. Chi dice al poppante che la madre non gli rifiuterà il seno? Eppure, guarda, egli lo cerca.
Nulla vivrebbe, se non sperasse. Il mio cuore chiuse in sé, allora, i suoi tesori, ma soltanto per serbarli per un tempo migliore, per quell'essere unico, sacro, fedele che certamente, in un qualche periodo della sua esistenza, verrà incontro alla mia anima assetata.
Con quale felicità mi abbandonavo fra le sue braccia, quando, nelle ore in cui lo presentivo in me, lieve come la luce della luna, alitava intorno alla mia fronte rasserenata!
Già allora ti conoscevo, già allora tu guardavi, simile ad un genio fra le nubi, verso di me, tu, colei che un giorno, nella pace della bellezza, ti levasti verso di me dalla torbida onda del mondo. Allora non combatté, non arse più questo mio cuore!
Come un giglio si culla nell'aura silenziosa, così il mio essere si cullava nel suo elemento, nei deliziosi sogni di lei.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")