martedì 19 gennaio 2021

...verso il mare delle cause e degli effetti

Ogni nostro gesto, 
come un granchietto terricolo, non appena è nato si avvia
verso il mare delle cause e degli effetti, 
e lì giunto si tuffa nell'eternità.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

Il mio pensiero deve alimentarmi, scaldarmi e vestirmi

- 22 marzo 1842 

Non c'è niente di più utile per un uomo che
essere determinato a fare le cose con calma. 
Non è l'insuccesso del mio antagonista a decretare la mia riuscita,
bensì il benessere dell'umanità tutta. 
Non posso pensare né esprimere i miei pensieri se
davanti a me non ho uno spazio infinito. 
La volta del cielo non è mai troppo alta, né il mare troppo profondo,
per chi vuole esprimere grandi pensieri.
Il mio pensiero deve alimentarmi, scaldarmi e vestirmi.
Dev'essere un'attività che coinvolga ogni aspetto della mia natura. 
Devo sapere che le divinità sono al mio fianco.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

sabato 9 gennaio 2021

Una caratteristica pervade tutto l'insieme

- 12 dicembre 1837 

Quando parliamo di una caratteristica di una persona, o di una nazione, 
siamo convinti di poter descrivere una singola parte,
quasi fosse un dato matematico; ma non funziona così. 
Una caratteristica pervade tutto l'insieme. 
Alcune parti possono essere isolate dal nucleo meglio di altre,
ma non c'è un solo frammento che non sia illuminato o oscurato da esso. 

Nessuna delle facoltà dell'uomo 
è stata creata con un intento frivolo o malvagio;
in nessun caso un individuo può essere del tutto cattivo, 
giacché anche le peggiori passioni affondano le radici in quelle migliori: 
l'ira, ad esempio, può essere un desiderio distorto di giustizia
e conservare tracce della sua origine. 
Allo stesso modo, 
è stato dimostrato che una spina è un ramo mancato,
"il quale, nonostante tutto, anche sotto forma di spina può generare foglie, 
e addirittura, come nel caso della Euphorbia heptagona, fiori e frutti".


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

Sosta durante la fuga in Egitto

Questi che ancora senza fiato
scamparono alla strage degli innocenti:
come si sono in questo loro andare 
inavvertitamente fatti grandi.

Il groppo del terrore si era appena
sciolto nel trepido volgersi a guardare, 
che già intere città sul loro grigio
mulo mettevano in pericolo;

così che quando, piccoli nel paese vasto 
- quasi un nonnulla loro - si appressavano
ai massicci templi tutti gli idoli 
fuori di senno esplodevano, traditi.

Come è pensabile che il loro andare 
spingesse tutto a una rabbia tanto cieca? 
E provarono sgomento di se stessi,
solo il bambino era quieto oltre il dicibile.

Così dovettero adattarsi a riposare 
un poco - ed ecco, allora accadde: 
l'albero che li sovrastava silenzioso 
su loro si protese come un servo: 

e si inchinò. Lo stesso albero 
delle cui fronde morti faraoni 
si adornarono la fronte per l'Eterno,
si chinò. Sentiva nuove corone 
fiorire. E se ne stavano loro, come in sogno.


(Rainer Maria Rilke)

mercoledì 6 gennaio 2021

Nascita di Maria

O quanto deve essere costato agli angeli 
non prorompere in canto come si erompe in pianto,
giacché sapevano: questa notte si genera al fanciullo
la madre, all'Unico, che presto apparirà.

Librandosi tacquero l'un l'altro e si indicavano la via 
dove solitario giaceva il casolare di Gioacchino, 
oh, percepivano nello spazio e in sé il puro addensarsi, 
ma a nessuno era dato di scendere laggiù.

Che già si smarrivano i due in vani gesti,
una vicina accorse e agì felicemente senza sapere come,
il vecchio andò a calmare i muggiti di una mucca 
scura. Giacché così non era stato mai.


(Rainer Maria Rilke)

lunedì 28 dicembre 2020

Oche selvatiche

Non devi essere buono.
Non devi camminare sulle ginocchia
per cento miglia nel deserto, pentendoti.
Devi solo lasciare che il tenero animale del tuo corpo
ami ciò che ama.
Raccontami della disperazione, la tua, ed io ti racconterò la mia.
Nel frattempo il mondo va avanti.
Nel frattempo il sole e i limpidi sassolini di pioggia
si stanno muovendo attraverso il paesaggio,
sulle praterie e gli alberi alti,
le montagne e i fiumi.
Nel frattempo le oche selvatiche, in alto nell’aria limpida e blu,
stanno di nuovo facendo rotta verso casa.
Chiunque tu sia, non importa quanto solo,
il mondo si offre alla tua immaginazione,
ti chiama come le oche selvatiche, forte e appassionatamente -
più e più volte annunciando il tuo posto
nella famiglia delle cose.


(Mary Oliver)

Dichiara pace

Dichiara pace con il tuo respiro.
Inspira uomini d'arme e d'attrito, espira edifici interi e stormi di merli dalle ali rosse.
Inspira terroristi ed espira bambini che dormono e campi appena falciati.
Inspira confusione ed espira alberi di acero.
Inspira quanto è caduto ed espira amicizie di tutta una vita ancora intatte.
Dichiara pace con il tuo ascolto: quando senti sirene, prega ad alta voce.
Ricorda quali sono i tuoi strumenti: semi di fiori, spilli da vestiti, fiumi puliti.
Prepara una minestra.
Fai musica, impara come si dice grazie in tre lingue diverse.
Impara a fare la maglia, e fai un cappello.
Pensa al caos come mirtilli che danzano,
immagina il dolore come l'espirazione della bellezza o il gesto del pesce.
Nuota per andare dall'altra parte.
Dichiara pace.
Il mondo non è mai apparso così nuovo e prezioso.
Bevi una tazza di tè e rallegrati.
Agisci come se l'armistizio fosse già arrivato.
Non aspettare un altro minuto.


(Mary Oliver)

Madonna del solletico


 

giovedì 24 dicembre 2020

...ma in un lasso di tempo indefinito

La mia mente, destata dal cambiamento di scenario
e dalla speranza che si disegnava, era in subbuglio.
Non so dire con precisione che cosa si aspettasse,
ma di sicuro qualcosa di piacevole:
forse non quel giorno e quel mese, ma in un lasso di tempo indefinito.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

Preghiera

Anima mia, leggera
va' a Livorno, ti prego. 
E con la tua candela
timida, di nottetempo 
fa' un giro; e, se n'hai il tempo, 
perlustra e scruta, e scrivi
se per caso Anna Picchi
è ancora viva tra i vivi.

Proprio quest'oggi torno,
deluso, da Livorno. 
Ma tu, tanto più netta
di me, la camicetta 
ricorderai, e il rubino
di sangue, sul serpentino
d'oro che lei portava
sul petto, dove s'appannava. 

Anima mia, sii brava
e va' in cerca di lei.
Tu sai cosa darei
se la incontrassi per strada.


(Giorgio Caproni)