domenica 2 agosto 2020

Te ne rendi conto, ora, Bulkington?

Te ne rendi conto, ora, Bulkington?
Par che tu colga qualche barlume
di quella verità insopportabile agli uomini, che
ogni pensiero profondo e serio
altro non è che lo sforzo intrepido dell'anima
per conservare l'aperta libertà del proprio mare;
mentre i venti più selvaggi di cielo e terra
cospirano per gettarla sulla costa perfida e servile.


(Herman Melville; "Moby Dick")

...è come osservare il mondo

La psiche subisce due condizionamenti importanti. 
Uno è l'influenza ambientale, l'altro ciò che è presente fin dalla nascita.
Come le dicevo ieri, la psiche non è affatto una tabula rasa. 
Noi siamo un insieme, una combinazione ben definita di geni,
che sono presenti fin dai primi istanti di vita
e conferiscono un carattere ben definito anche a un bambino piccolissimo. 
Questo è il fattore soggettivo, visto dall'esterno. 
Se lo guardiamo dall'interno, è come osservare il mondo. 
Nel mondo vediamo persone, case, il cielo, oggetti tangibili. 
Se guardiamo dentro di noi, vediamo immagini in movimento,
un mondo di immagini, che di solito si definiscono fantasie. 
Eppure queste fantasie sono dei fatti. 
È un fatto che un uomo abbia una certa fantasia, un dato talmente tangibile che
per il fatto che una certa persona ha una certa fantasia,
un'altra può perdere la vita. 
Oppure viene costruito un ponte
- queste case, che vede, all'inizio erano tutte fantasie. 
Tutto ciò che facciamo, tutte le case,
tutto all'inizio era fantasia, e la fantasia ha una sua realtà propria.
Non bisognerebbe mai dimenticarlo: la fantasia non è un niente. 
Certo, non è un oggetto tangibile, ma ciò nonostante è un fatto:
è come una forma di energia, anche se non possiamo misurarla. 
È la manifestazione di qualcosa,
e questo è altrettanto reale del trattato di Versailles,
per esempio: dopo non esiste più, non la si può mostrare,
però è stata un fatto.


(Carl Gustav Jung; "Jung parla - interviste e incontri")

E c'è un'aquila dei Catskill in certe anime

(...) E c'è un'aquila dei Catskill in certe anime,
che riesce sia a tuffarsi nelle gole più cupe
sia a spiccare di nuovo il volo sino a sparire negli spazi solari. 
E anche se vola per sempre nella gola,
quella gola sta tra i monti;
così anche quando scende più in fondo l'aquila di montagna
è sempre più alta degli altri uccelli della pianura,
per quanto eccelsi possano librarsi a volo.


(Herman Melville; "Moby Dick")

venerdì 24 luglio 2020

"persona"

"(...) il termine "persona"... derivato dall'etrusco, significa maschera".
Jung disse che la parola latina "persona" veniva da "per sonare",
risuonare attraverso,
perché le maschere teatrali avevano all'interno una specie di tubo che
collegava la bocca dell'attore con quella della maschera
e fungeva da megafono incorporato per amplificare la voce
e farla arrivare lontano.
Poi la maschera stessa finì per chiamarsi "persona",
da questa specie di megafono.


(Ira Progoff; "Jung parla - interviste e incontri")

...la ricerca sulle motivazioni del comportamento umano

In anatomia comparata si parla di fenomeni morfologici,
di organi umani corrispondenti a organi di animali inferiori. 
Si ammette, per esempio, che nel corso della sua evoluzione
l'uomo sia passato attraverso una serie di stadi primitivi.
Del cavallo conosciamo la genealogia completa fino a milioni di anni fa,
ed è su questi dati che si fonda la scienza dell'anatomia. 
Ebbene, esiste anche una morfologia comparata delle immagini psichiche
e il folklore è uno dei campi in cui può svolgersi
la ricerca sulle motivazioni del comportamento umano.
Io non ho fatto altro che studiare la morfologia comparata della psiche:
se una persona fa un sogno
e le immagini di quel sogno si ritrovano in forma identica nella mitologia,
e questo si riscontra con regolare costanza,
non siamo forse giustificati nel concludere che noi, oggi,
funzioniamo ancora nello stesso modo di coloro che
crearono quell'immagine mitologica?


(Carl Gustav Jumg; "Jung parla - interviste e incontri")

domenica 14 giugno 2020

Le poche cose grandi che contano

- Senza data; dopo il 26 giugno 1943

(...)
Le poche cose grandi che contano devono essere tenute d'occhio,
il resto si può tranquillamente lasciar cadere.
E quelle poche cose grandi si trovano dappertutto,
dobbiamo riscoprirle ogni volta in noi stessi
per poterci rinnovare alla loro fonte.


(Etty Hillesum; "Lettere") 

Human family

I note the obvious differences
In the human family.
Some of us are serious,
Some thrive on comedy.

Some declare their lives are lived
As true profundity,
And others claim they really live
The real reality.

The variety of our skin tones
Can confuse, bemuse, delight,
Brown and pink and beige and purple,
Tan and blue and white.

I've sailed upon the seven seas
And stopped in every land,
I've seen the wonders of the world
Not yet one common man.

I know ten thousand women
Called Jane and Mary Jane,
But I've not seen any two
Who really were the same.

Mirror twins are different
Although their features jibe,
And lovers think quite different thoughts
While lying side by side.

We love and lose in China,
We weep on England's moors,
And laugh and moan in Guinea,
And thrive on Spanish shores.

We seek success in Finland,
Are born and die in Maine.
In minor ways we differ,
In major we're the same.

I note the obvious differences
Between each sort and type,
But we are more alike, my friends,
Than we are unalike.

We are more alike, my friends,
Than we are unalike.

We are more alike, my friends,
Than we are unalike.


(Maya Angelou)

giovedì 16 aprile 2020

E dunque sembra non esserci nulla che non va nell'universo

- Amsterdam, fine dicembre 1942

(...) una persona dall'indole piuttosto contemplativa
non è veramente adatta a spiegare le caratteristiche
di un determinato luogo e di un determinato avvenimento. 
Si scopre infatti che quelle che potremmo chiamare le materie prime della vita
sono dappertutto le stesse,
che in ogni luogo di questa terra
si può vivere la propria vita in modo ricco di significato o altrimenti morire,
e che l'Orsa Maggiore brilla altrettanto fedele sopra un paesino sperduto
e sopra una grande città nel cuore di uno Stato
- o anche sopra una miniera di carbone della Slesia,
secondo le mie ardite supposizioni. 
E dunque sembra non esserci nulla che non va nell'universo...


(Etty Hillesum; "Lettere")

mercoledì 15 aprile 2020

...la causa della grandezza e dell'intensità di una vita

- Amsterdam, mercoledì 4 novembre 1942 

(...)
Mi capita spesso di domandarmi se la realizzazione
ha davvero a che fare con i desideri. 
Certo, quando il desiderio è debole, è come una metà che,
per essere qualcosa di autonomo, necessita della realizzazione,
la quale funge appunto da seconda metà.
Ma i desideri possono crescere meravigliosamente,
sino a diventare qualcosa di intero, di compiuto, di integro,
che non necessita di completamento,
che cresce, prende forma e si riempie attingendo esclusivamente da se stesso. 
Talvolta verrebbe da pensare che proprio questa doveva esser stata
la causa della grandezza e dell'intensità di una vita,
l'aver accondisceso a desideri troppo grandi,
che dall'interno, quasi fossero spinti da un meccanismo a scatto,
si gettavano fuori nella vita, azione dopo azione, effetto dopo effetto,
non sapendo nemmeno più qual era in origine la loro meta e tramutandosi,
in modo puramente elementare, alla stregua di un'impetuosa cascata d'acqua,
in esistenza immediata, in lieto coraggio,
così come gli eventi e le occasioni li mettevano in circolo.


(Etty Hillesum; "Lettere")

giovedì 9 aprile 2020

...ottenere il vero bene oppure darlo agli altri

Nel monastero di Optynia Pustina
durante più di trenta anni giacque su un basso giaciglio un monaco paralitico,
che poteva usare solo la mano sinistra.
I dottori dicevano che egli doveva soffrire molto,
ma egli non solo non si lamentava del suo stato,
ma in continuazione facendo il segno della croce,
guardando le icone, sorridendo
esprimeva chiaramente e sinceramente la sua gratitudine a Dio
e la sua gioia per quella scintilla di vita che lo riscaldava.
Decine di migliaia di visitatori andavano da lui,
ed è difficile immaginare quanto bene è stato diffuso nel mondo
da quest'uomo impossibilitato a qualsiasi attività.
Finché nell'uomo c'è vita,
egli può sempre ottenere il vero bene oppure darlo agli altri.
Può ottenere questo bene, perché perfezionandosi nell'amore,
non può non assaporare il bene supremo
riservato a colui che ha posto in ciò lo scopo della vita
e in aggiunta, non può non contribuire al bene della gente,
perché la contagia con quella sua capacità di amore,
la quale sola dà alla gente il vero bene.


(Lev Tolstoj; "Il risveglio interiore")