Visualizzazione post con etichetta Angel Gonzales. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Angel Gonzales. Mostra tutti i post

venerdì 12 dicembre 2014

Oggi

Oggi tutto mi conduce al suo contrario:
l’odore della rosa mi sotterra nelle sue radici,
il risveglio mi scaraventa in un sogno differente,
esisto, quindi muoio.

Tutto accade adesso secondo un ordine rigoroso:
gli scorpioni mangiano dalle mie mani,
le colombe mi mordono le viscere,
i venti più gelidi mi accendono le guance.

Oggi è così la mia vita.
Mi alimento della fame.
Odio chi amo.

Quando mi addormento, un sole appena nato
mi macchia, da dentro, le palpebre di giallo.

Sotto la sua luce, per mano,
io e te arretriamo, andando indietro nei giorni
fino a quando non riusciamo a perderci nel niente.

-----

Hoy todo me conduce a su contrario:
el olor de la rosa me entierra en sus raíces,
el despertar me arroja a un sueño diferente,
existo, luego muero.

Todo sucede ahora en un orden estricto:
los alacranes comen en mis manos,
las palomas me muerden las entrañas,
los vientos más helados me encienden las mejillas.

Hoy es así mi vida.
Me alimento del hambre.
Odio a quien amo.

Cuando me duermo, un sol recién nacido
me mancha de amarillo los párpados por dentro.

Bajo la luz, cogidos de la mano,
tú y yo retrocedemos desandando los días
hasta que al fin logramos perdernos en la nada.


(Angel Gonzales)

domenica 7 dicembre 2014

Io persistente

Chiudo gli occhi: scompare il mondo.
Dentro il nero del mio corpo
resiste ancora il mio oscuro, immobile io.
Meditabondo, muto, impenetrabile.
Il suo silenzio spaventa: è un rimprovero.

Apro gli occhi: riappare il mondo,
luminoso, differente.
Ma il mio io persiste, non demorde.
È lui a guardarlo,
è lui a proiettare
l’ostinato mutismo,
la fredda distanza
che il mondo, implacabile, mi restituisce.

-----

Cierro los ojos: desaparece el mundo.
En el interior negro de mi cuerpo
sigue mi yo sombrío sin cambiar postura.
Ensimismado, mudo, impenetrable.
Asusta su silencio: es un reproche.

Abro los ojos: el mundo reaparece
luminoso, diverso.
Pero mi yo persiste, no abandona.
Él es el que lo mira,
él es el que proyecta
el mutismo obstinado,
la frialdad distante
que el mundo me devuelve implacable, severo.


(Angel Gonzales)

martedì 18 febbraio 2014

Leggo poesie a caso

Leggo poesie a caso,
leggo quasi senza pensare a quel che leggo.
Quando incontro un verso triste,
sento nell'anima come una carezza.
Non che mi conforti la tristezza altrui;
è che mi sento meno solo.

-----

Leo poemas al azar,
leo casi sin pensar en lo que leo.
Cuando me encuentro un verso triste,
siento en el alma como una caricia.
No es que me alivie la tristeza ajena;
es que me siento menos solo.


(Angel Gonzales)

giovedì 9 gennaio 2014

Mi basta così

Se io fossi Dio
e avessi il segreto
farei un essere esatto a te;
lo proverei
(alla maniera dei panettieri
quando provano il pane, ovvero:
con la bocca),
e se questo sapore fosse
uguale al tuo, ossia
il tuo stesso odore, e il tuo modo
di sorridere,
e di stare in silenzio
e di stringere la mia mano strettamente,
e di baciarci senza farci male
- Di questo sì, sono sicuro: metto
tanta attenzione quando ti bacio-;
allora,
se io fossi Dio,
potrei ripeterti e ripeterti
sempre la stessa e sempre differente
senza stancarmi mai del gioco identico
senza disdegnare neppure quello che fosti
per quella che saresti diventata tra un attimo;
ancora non so se mi spiego, ma voglio
chiarire che se io fossi
Dio, farei
il possibile per essere Ángel González
per amarti così come ti amo
per attendere con calma
affinché ti creda te stessa ogni giorno,
affinché sorprenda tutte le mattine
la luce appena nata con la tua propria
luce, e scorra
la tenda impalpabile che separa
il sogno dalla vita,
resuscitandomi con la tua parola,
Lazzaro allegro,
io,
bagnato ancora
di ombre e pigrizia
sorpreso e assorto
nella contemplazione di tutto quello
che, in unione di me stesso,
recuperi e salvi, muovi, lasci
abbandonato quando – dopo – taci…
( Ascolto il tuo silenzio.
Odo
Costellazioni: esisti.
Credo in te.
 Sei.
 Mi basta.)


(Angel Gonzales)

lunedì 9 settembre 2013

Così, rimango in te

Così,
rimango in te,
passeggio a lungo per le tue braccia e le tue gambe,
salgo fino alla tua bocca, mi affaccio
all’orlo dei tuoi occhi,
ti giro intorno al collo,
ti scendo lungo la schiena,
cambio rotta per percorrere i tuoi fianchi,
ricomincio da capo,
riposo sul tuo costato,
guardo le nuvole che ti passano sulle labbra rosse,
saluto gli uccelli che ti attraversano la fronte,
e se chiudi gli occhi anch’io li chiudo
e dormo alla tua ombra come se fosse estate
per sempre,
amore,
pensando vagamente
al mondo inquietante
che si stende – impossibile – dietro il tuo sorriso.



(Angel Gonzàles)