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giovedì 18 settembre 2025

...i suoni sconosciuti spaventano

(...) "Bambino mio!" disse l'anziano gentiluomo, protendendosi al di sopra della scrivania. Oliver trasalì al suono di queste parole. E si può giustificarlo per questo, poiché quelle parole erano state pronunciate con bontà, e i suoni sconosciuti spaventano. Oliver tremò violentemente e scoppiò in lacrime.


(Charles Dickens; "Oliver Twist")

martedì 22 dicembre 2020

Sento il tuo disordine

Sento il tuo disordine
e lo comparo al mio. C’è
somiglianza. C'è lo stesso slabbro
di ferite identiche. C’è tutta la voglia 
di un passo largo in una terra 
sgombra che non troviamo. 
Sento il tuo respiro schiacciato 
lo sento somigliante 
ti sento piano morire 
come me che non controllo 
l’accensione del sangue.

Anch’io cerco una libertà che mi 
sbandieri, una falcata 
perfetta, uno stacco d’uccello 
dal suo ramo, quando si butta 
improvviso e poi plana.


(Mariangela Gualtieri)

domenica 20 maggio 2018

Radici

Gronda di neve disciolta
la casa. Trasale
l’anima al tonfo delle gocce fitte.
 
Così sfacendosi
dolorano le cose.
 
Ma lontano,
oltre i veli del sole e gli insicuri riflessi,
oltre il trascolorare delle ore,
vive un esiguo mondo
d’erba e di terra.
 
Radici
profonde nel grembo di un monte
a Primavera votate
si celano.
 
E conosco
io sola
il nome d’ogni fiore
che fiorirà,
la luce ed il pezzo di zolla
in cui prima riappaia la tenera
esistenza delle foglie.
 
Radici
profonde nel grembo di un monte
conservano un sepolto segreto
di origini –
e quello per cui mi riapro
stelo
di pallide certezze.
 
 
(Antonia Pozzi - 15 febbraio 1935)

Salomè


martedì 1 agosto 2017

Questo guardare avanti è ciò che conta

- Merano, 23.VI.20

(...) Tu hai lo sguardo penetrante, ma ciò non sarebbe molto, tanto è vero che la gente gira per la strada e tira a sé lo sguardo, ma tu possiedi il coraggio di questo sguardo e soprattutto la forza di guardare più avanti, oltre questo sguardo; questo guardare avanti è ciò che conta, e tu lo sai fare.


(Franz Kafka; "Lettere a Milena")

lunedì 21 marzo 2016

Dopo Gesù qualcuno ha imparato a guardarsi negli occhi

Gesù era stato preannunciato persino dagli elementi, i profeti non erano che forme che custodivano l'ombra di questa grande catastrofe che fu Gesù. Gesù è stato una grande catastrofe, ci ha avvicinati tutti l'uno all'altro. Dopo Gesù qualcuno ha imparato a guardarsi negli occhi, a porsi delle domande, a vedere che l'altro non era solo una merce. Fu scoperto il pensiero, l'uomo scoprì che il suo simile aveva un pensiero, che poteva leggere nel suo pensiero.
La grande paura fu questa: che gli altri vedessero negli occhi ciò che tu pensavi di loro, per questo abbattevano gli schiavi. La grande paura dell'uomo è che il proprio compagno conosca ciò che tu pensi e la gioia che abita nel cuore dell'uomo quando lui ama.
Quando si parla di Dio come di un amore, si pensa proprio a questo fenomeno, e che Dio ci ha dato in mano una creatura palpitante, libera, tenerissima, che è il pensiero dell'uomo, talmente labile, talmente piccola, ma che può diventare gigante.

Il pensiero di Dio fu un pensiero gigantesco, un pensiero talmente gigante che sconvolse albe, tramonti, terre, tenebre, un pensiero che noi non potremmo mai capire perché è di una vastità tanto bella quanto inutile, rispetto ai nostri desideri.


(Alda Merini)

sabato 12 marzo 2016

Questo solo si chiama vivere da artista

Questo solo si chiama vivere da artista: nel comprendere come nel creare. Qui non si misura il tempo, qui non vale alcun termine e dieci anni son nulla. Essere artisti vuol dire: non calcolare e contare; maturare come l’albero, che non incalza i suoi succhi e sta sereno nelle tempeste di primavera senz'apprensione che l’estate possa non venire. Ché l’estate viene. Ma viene solo ai pazienti, che attendono e stanno come se l’eternità giacesse avanti a loro, tanto sono tranquilli e vasti e sgombri d’ogni ansia. Io l’imparo ogni giorno, l’imparo tra i dolori, cui sono riconoscente: pazienza è tutto.


(Rainer Maria Rilke)