domenica 14 giugno 2015

Il sentimento del nulla

Per viltà sostituiamo al sentimento del nostro nulla
il sentimento del nulla.
Il fatto è che il nulla generale ci inquieta appena:
vi scorgiamo troppo spesso una promessa,
                                        un'assenza rapsodica, un ostacolo che cade.
                                     A lungo mi sono ostinato a cercare qualcuno
                                              che sapesse tutto di sè e sugli altri,
un saggio-demone, divinamente chiaroveggente.
Ogni volta che credevo di averlo trovato,
dovevo, dopo averlo valutato, ricredermi:
il nuovo eletto aveva ancora qualche macchia,
qualche punto oscuro,
non so quale recesso di inconsapevolezza o di debolezza
che lo riconduceva al livello degli umani.
Scorgevo in lui delle tracce di desiderio e di speranza
                                                     o un'ombra di rimpianto.
                                    Evidentemente il suo cinismo era incompleto.
Che delusione!
E proseguivo sempre la ricerca,
e sempre i miei idoli peccavano in qualche punto:
"l'uomo" era presente in loro,
nascosto, mimetizzato o eluso.
Compresi infine il dispotismo della Specie,
e cessai di vagheggiare un non-uomo,
un mostro che fosse totalmente penetrato del suo nulla.
Era follia il suo concepirlo:
non poteva esistere, la lucidità assoluta
essendo incompatibile con la realtà degli organi.


(Emil Cioran)

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