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sabato 1 novembre 2025

Per Dio tutto è uguale

Dio presta la stessa attenzione al gracidio della rana
e al trillo che gli invia l'allodola.

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Gott giebet so genau auf das koaxen acht
Als auf das direlirn
das jhm die Lerche macht.


(Angelus Silesius; "Il viandante cherubico")

mercoledì 25 settembre 2024

A poco a poco nacque nel mio petto

A poco a poco nacque nel mio petto, 
non so da qual radice, 
com'erba suol che per se stessa germini,
un incognito affetto
che mi fea desiare 
d'esser sempre presente 
a la mia bella Silvia; 
e bevea da' suoi lumi
un'estranea dolcezza,
che lasciava nel fine 
un non so che d'amaro; 
sospirava sovente, e non sapeva 
la cagion de' sospiri
Così fui prima amante ch'intendessi 
che cosa fosse amore.


(Torquato Tasso; "Aminta")

venerdì 23 dicembre 2022

Mi hai fatto senza fine

Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova.
Questo piccolo flauto di canna
hai portato per valli e colline
attraverso esso hai soffiato
melodie eternamente nuove.
Quando mi sfiorano le tue mani immortali
questo piccolo cuore si perde
in una gioia senza confini
e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani
scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare,
e ancora c'è spazio da riempire.


(Rabindranath Tagore)

lunedì 5 settembre 2022

Ora che sale il giorno

Finita è la notte e la luna
si scioglie lenta nel sereno,
tramonta nei canali.

È così vivo settembre in questa terra
di pianura, i prati sono verdi
come nelle valli del sud a primavera.
Ho lasciato i compagni,
ho nascosto il cuore dentro le vecchie mura,
per restare solo a ricordarti.

Come sei più lontana della luna,
ora che sale il giorno
e sulle pietre batte il piede dei cavalli!


(Salvatore Quasimodo)

mercoledì 15 aprile 2020

...la causa della grandezza e dell'intensità di una vita

- Amsterdam, mercoledì 4 novembre 1942 

(...) Mi capita spesso di domandarmi se la realizzazione ha davvero a che fare con i desideri. Certo, quando il desiderio è debole, è come una metà che, per essere qualcosa di autonomo, necessita della realizzazione, la quale funge appunto da seconda metà. Ma i desideri possono crescere meravigliosamente, sino a diventare qualcosa di intero, di compiuto, di integro, che non necessita di completamento, che cresce, prende forma e si riempie attingendo esclusivamente da se stesso. Talvolta verrebbe da pensare che proprio questa doveva esser stata la causa della grandezza e dell'intensità di una vita, l'aver accondisceso a desideri troppo grandi, che dall'interno, quasi fossero spinti da un meccanismo a scatto, si gettavano fuori nella vita, azione dopo azione, effetto dopo effetto, non sapendo nemmeno più qual era in origine la loro meta e tramutandosi, in modo puramente elementare, alla stregua di un'impetuosa cascata d'acqua, in esistenza immediata, in lieto coraggio, così come gli eventi e le occasioni li mettevano in circolo.


(Etty Hillesum; "Lettere")

sabato 11 novembre 2017

Un grande sogno di piacere scende insieme col crepuscolo

- Napoli, 13 settembre 1891

...Muoio a poco a poco di accoramento. E non ho la forza né di allontanarmi, né di cercare un oblio. Sento il tempo fuggire e la vita scorrere ed il mio tedio ed il mio dolore farsi più profondi ad ogni ora e te lontana lontana... Dammi notizie della tua salute... di tutto quello che mi piace del tuo corpo. E adorami. È una sera calda, tutta chiara, mollissima. Davanti al mio balcone spalancato il Vesuvio fumiga, così da presso che quasi mi sembra tangibile. Napoli e Portici e Resina e tutti i villaggi sono rosei su un mare pallidissimo, dove corrono i battelli a sciami. Un grande sogno di piacere scende insieme col crepuscolo. Ti giuro sull’anima mia, Barbarella, che per averti consentirei a morir domani.


(Gabriele D'Annunzio, a Barbara Leoni)

sabato 15 aprile 2017

Stella

Se, alla luce delle cose tu scolori
vera, eppure debolmente sottratta
alla nostra determinata e giusta
distanza, come la luna lasciata accesa
tutta la notte tra le foglie, possa
tu invisibilmente allietare questa casa;
o stella, doppiamente compassionevole, venuta
troppo presto per il crepuscolo, troppo tardi
per l’alba, possa la tua pallida fiamma
dirigere il peggio in noi
attraverso il caos
con la passione del
semplice giorno.

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If, in the light of things, you fade
real, yet wanly withdrawn
to our determined and appropriate
distance, like the moon left on
all night among the leaves, may
you invisibly delight this house;
O star, doubly compassionate, who came
too soon for twilight, too late
for dawn, may your pale flame
direct the worst in us
through chaos
with the passion of
plain day.


(Derek Walcott)

mercoledì 28 settembre 2016

Che fase interiore attraversi in questo tempo?

- Bertesseno, 25 settembre 1909

Amica mia cara,
perché si tace tanto fra noi? Eppure ti ricordo, si può dire, ad ogni ora, e sento che tu mi ricordi almeno tre volte la settimana... Mi illudo? Son risalito quassù, da due giorni dopo vario pellegrinare: un soggiorno a Viù di più settimane (per cose gaie...) una gita a Torino (per cose grigie) due a Genova (per cose agro-dolci) e varie da Mamma mia: per cosa molto triste: la sua salute che è sempre sempre sempre desolante... Non ti puoi, o ti puoi, immaginare di che ombra continua sia avvolta per questo la mia giovinezza. Pensa i giorni spaventosi che precedettero il commiato dalla povera Emma vostra, pensali prolungati per mesi, per anni, in un’agonia senza scampo! Ma non ti voglio contristare con amarezze tue e mie. Forse - in quest’istante che ti scrivo - riderai con qualche amico che ti piace, o sorriderai a qualche speranza che t’illude... Che fase interiore attraversi in questo tempo? Io ho avuto molti giorni d’illusione; forse per questo ho lavorato con qualche fervore: riassumevo stamane le cose fatte in questi mesi, e mi sono rallegrato alquanto. Un anno ancora di silenzio operoso e avrò pronto un volume di poesia e due di prosa: il primo già quasi completo, i secondi completi a metà. E tu che hai fatto? Temo tu abbia molto vissuto, poco sognato, e meno operato... D’altra parte le Seduzioni t’incoronano di tali tanti allori da poterti riposare gran tempo. Io entro ora in una crisi d’ombra e di luce: combattuto da desideri e da doveri, da speranze e da freni accascianti. A giorni scenderò al piano per riprendere mia Madre e ricondurla a Torino. Ti ricordo, Cara Amica mia, con affetto grande: non so per chi altri - amici e amiche - io senta una tale riposata buona tenerezza. E tu? Affettuosità ad Erminia che t’avrà detto del nostro avversato incontro cittadino...
GUIDO


(Guido Gozzano, Lettera ad Amalia Guglielminetti)

giovedì 30 luglio 2015

L'impietrito e il velluto

Ho scoperto le barche che molleggiano
Sole, e le osservo non so dove, solo.

Non accadrà le accosti anima viva.

Impalpabile dito di macigno
Ne mostra di nascosto al sorteggiato
Gli scabri messi emersi dall'abisso
Che recano, dondolo nel vuoto,

Verso l'alambiccare
Del vecchissimo ossesso
La eco di strazio dello spento flutto
Durato appena un attimo
Sparito con le sue sinistre barche.

Mentre si avvicendavano
L’uno sull'altro addosso
I branchi annichiliti
Dei cavalloni del nitrire ignari,

Il velluto croato
Dello sguardo di Dunja, 
Che sa come arretrarla di millenni,
Come assentarla, pietra
Dopo l’aggirarsi solito
Da uno smarrirsi all'altro,
Zingara in tenda di Asie,

Il velluto dello sguardo di Dunja
Fulmineo torna presente pietà.


(Giuseppe Ungaretti)

lunedì 9 marzo 2015

Terrore di amarti

Terrore di amarti in un posto così fragile come il mondo

Pena di amarti in questo luogo di imperfezione
Dove tutto ci spezza e ammutolisce
Dove tutto ci mente e ci separa.

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Terror de te amar num sítio tão frágil como o mundo

Mal de te amar neste lugar de imperfeição
Onde tudo nos quebra e emudece
Onde tudo nos mente e nos separa.


(Sophia de Mello Breyner Andresen)

sabato 28 giugno 2014

Le conchiglie

Ogni incrostata conchiglia che sta
In quella grotta in cui ci siamo amati
Ha la sua propria particolarità.

Una dell'anima nostra ha la porpora
Che ha succhiato nel sangue ai nostri cuori
Quando io brucio e tu a quel fuoco ardi;

Un'altra imita te nei tuoi languori
E nei pallori tuoi di quando, stanca,
Ce l'hai con me perché ho gli occhi beffardi;

Questa fa specchio a come in te s'avvolge
La grazia del tuo orecchio, un'altra invece
Alla tenera e corta nuca rosa;

Ma una sola, fra tutte, mi sconvolge.

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Chaque coquillage incrusté
Dans la grotte où nous nous aimâmes
A sa particularité.

L'un a la pourpre de nos âmes
Dérobée au sang de nos coeurs
Quand je brûle et que tu t'enflammes ;

Cet autre affecte tes langueurs
Et tes pâleurs alors que, lasse,
Tu m'en veux de mes yeux moqueurs ;

Celui-ci contrefait la grâce
De ton oreille, et celui-là
Ta nuque rose, courte et grasse ;

Mais un, entre autres, me troubla.


(Paul Verlaine)

mercoledì 11 giugno 2014

Io ti voglio, sono io

Per vivere non voglio
isole, palazzi, torri.
Che grandissima allegria:
vivere nei pronomi!
Ora togliti i vestiti,
i connotati, i ritratti;
io non ti voglio così,
travestita da altra,
figlia sempre di qualcosa.
Ti voglio pura, libera,
irriducibile: tu.
So che quando ti chiamerò
in mezzo a tutte le genti
del mondo,
solo tu sarai tu.
E quando mi chiederai
chi è colui che ti chiama,
colui che ti vuole sua,
seppellirò i nomi,
le etichette, la storia.
Strapperò tutto ciò
che mi gettarono addosso
prima ancora che io nascessi.
Poi, tornando all’eterno
anonimo del nudo,
della pietra, del mondo,
ti dirò:
“Io ti voglio, sono io”.


(Pedro Salinas)

lunedì 19 maggio 2014

Sono andato al di là e ho scoperto dei tesori

Avrei potuto amarti in un modo più piacevole per te. Infatuarmi della tua superficie e restar là. É quello che tu hai voluto a lungo. Ebbene no. Io sono andato al fondo. Non ho ammirato quello che tu mostravi, che tutti potevano vedere, che stupiva il pubblico. Sono andato al di là e ho scoperto dei tesori. Un uomo che tu avessi sedotto e dominato non si godrebbe come me il tuo cuore in ogni suo recesso. Quello che provo per te non è un frutto d’estate dalla buccia liscia, che cade dal ramo al minimo soffio e sparge sull’erba il suo succo vermiglio. Ha a che fare con il tronco, con la scorza dura come una noce di cocco, o guarnita di spine come i fichi d’India. Fa male alle dita, ma contiene del latte.

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J'aurais pu t'aimer d'une façon plus agréable pour toi. Me prendre à ta surface et y rester. C'est longtemps ce que tu as voulu. Eh bien non. J'ai été au fond. Je n'ai pas tant admiré ce que tu montrais, ce que tout le monde pouvait voir, ce qui ébahissait le public. J'ai été au-delà et j'y ai découvert des trésors. Un homme que tu aurais séduit et dominé ne savourerait pas comme moi ton coeur aimant jusqu'en ses plus petits angles. Ce que je sens pour toi n'est pas un fruit d'été, à peau lisse, qui tombe de la branche au moindre souffle et épate sur l'herbe son jus vermeil. Il tient au tronc, à l'écorce dure comme un coco, ou garnie de piquants comme les figues de Barbarie. Cela vous blesse les doigts, mais contient du lait.


(Gustave Flaubert; lettera a Luoise Colet)

venerdì 29 novembre 2013

Due monete in offerta

due monete in offerta,
e in prestito la frescura
della veranda del tempio

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nimon nagete
tera no en karu
suzumi kana


(Masaoka Shiki)

mercoledì 27 novembre 2013

Supponiamo che una rosa provi sensazioni

Supponiamo che una rosa provi sensazioni. Un bel mattino, essa fiorisce e gode di se stessa; poi, però, sopraggiunge un vento freddo e il sole si fa ardente. La rosa non ha scampo, non può eliminare i suoi travagli nati con il mondo: allo stesso modo, l'uomo non può essere felice ignorando che quei travagli esistono, e gli elementi materiali prenderanno il sopravvento sulla sua natura. I corrotti e i superstiziosi chiamano comunemente il nostro mondo: "valle di lacrime". Da questa valle dovremmo essere liberati grazie a un certo arbitrario intervento di Dio e condotti in cielo: che pensiero limitato e mediocre! Chiamate il mondo, vi prego, "la valle del fare anima" e allora scoprirete qual è la sua utilità. (...) Dico fare anima intendendo per "anima" qualcosa di diverso dalla "intelligenza". Possono esistere milioni di intelligenze o scintille della divinità, ma esse non sono anime fino a quando non acquisiscono identità, fino a quando ognuna non è personalmente se stessa.


(John Keats; Lettera al fratello - 1819)

lunedì 16 settembre 2013

Come di un bacio

Questa sera berrò, e
non perché avrò freddo o
per qualcosa che
mi fa paura, ma
berrò piano
da rimanerci ore e
senza parlare;
in silenzio
berrò per sentire
la bocca umida e
la gola,
infine
sarà
per avere
qualcosa da raccontare
tra me e
le mie labbra,
come di un bacio.


(Louis-Ferdinand Céline)