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domenica 3 aprile 2022

...accanto al focolare del loro cuore

Di nuovo un'espressione di sorpresa gli passò sul viso. Non immaginava che una donna osasse parlare così a un uomo. Quanto a me, mi sentivo a casa con questo tipo di discorsi. Non potevo fermarmi nella conversazione con menti forti, discrete e raffinate, fossero uomini o donne, finché non avevo oltrepassato i bastioni del riserbo convenzionale, e varcato la soglia della confidenza, per guadagnarmi un posto accanto al focolare del loro cuore.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

sabato 22 gennaio 2022

...mentre il cambiamento si compiva

(...) benché fossi stata in piedi tutto il giorno, non potevo calmarmi un istante; ero troppo eccitata. Una fase della mia vita si chiudeva quella sera, l'indomani se ne sarebbe aperta una nuova: impossibile assopirmi nel frattempo; dovevo vedere tutto mentre il cambiamento si compiva.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

domenica 19 dicembre 2021

...diventare come volete

A me pare che, se ci provaste davvero, con il tempo vi sarebbe possibile diventare come volete; e che se da oggi cominciaste con risoluzione a correggere pensieri e azioni, in pochi anni avreste accumulato una nuova e immacolata riserva di ricordi, sui quali potreste ritornare con piacere.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

Tutto ciò che vedo

Tutto ciò che vedo mi ha fatto provare gratitudine e non sconforto.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

...spuntò la luce e giunse il sollievo

Riflettei; la mia vita era così infelice che dovevo cambiare, o morire. Dopo un periodo di buio e lotta, spuntò la luce e giunse il sollievo: la mia esistenza ristretta si allargò a un tratto in una pianura senza confini, le mie capacità sentirono che Dio le chiamava ad alzarsi, riunire tutta la loro forza, dispiegare le ali, e salire al di là di ogni comprensione.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

Una sola idea mi pulsava ancora viva dentro

I miei occhi erano coperti e chiusi: un'oscurità vorticosa pareva girarmi attorno, e i pensieri fluivano, neri e confusi. Mi pareva di essermi sdraiata nel letto prosciugato di un grande fiume, abbandonandomi con tranquillità e senza sforzo; sentii il fluire dell'acqua in montagne distanti, e sentii il torrente arrivare: non avevo voglia di alzarmi, non avevo la forza di fuggire. Giacevo inerte, bramando la morte. Una sola idea mi pulsava ancora viva dentro: un ricordo di Dio, che mi indusse a una preghiera silenziosa; queste parole vagavano nella mia mente buia, come qualcosa che debba essere sussurrato, ma non trovavo l'energia per esprimerle: "Da me non stare lontano, poiché l'angoscia è vicina e nessuno mi aiuta". (...) Quell'ora amara era indescrivibile: in verità "l'acqua mi giunse alla gola. Affondai nel fango e non avevo sostegno; caddi in acque profonde e l'onda mi travolse".


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

martedì 26 gennaio 2021

...in quel momento mi ricordai che il mondo reale era vasto

(...) in quel momento mi ricordai che il mondo reale era vasto, e che una varietà di speranze e timori, di sensazioni ed entusiasmi, attendeva coloro che avevano il coraggio di andare avanti nella sua vastità, a cercare di conoscere la vita tra i suoi pericoli.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

Ho un'altra convinzione, che nessuno mi ha mai insegnato

"(...) Abbiamo tutti le nostre colpe in questo mondo, non può essere altrimenti, ma confido che presto verrà il tempo in cui ce ne libereremo, liberandoci dei nostri corpi corruttibili. Quando l'avvilimento e il peccato ci lasceranno, insieme a questa scomoda carne, e rimarrà solo la scintilla dello spirito, il principio impalpabile della luce e del pensiero, puro come quando lasciò il Creatore per ispirare la creatura, tornerà da dove è venuto; forse per essere trasmesso a qualche essere più grande dell'uomo, forse per passare attraverso diversi stadi di gloria, dalla pallida anima umana fino a brillare tra i serafini! Di sicuro non degenererà mai da uomo a demonio. No, non posso crederlo. Ho un'altra convinzione, che nessuno mi ha mai insegnato e di cui parlo raramente, ma che mi riempie di gioia, e alla quale mi attengo perché dà speranza a tutti: l'Eternità è un riposo, una casa potente, non un terribile abisso. Del resto, con questa convinzione riesco a distinguere con molta chiarezza il criminale dal suo crimine; posso perdonare sinceramente il primo pur aborrendo il secondo: con questa convinzione la vendetta non mi tormenta mai, la degradazione non mi disgusta troppo, l'ingiustizia non mi affligge oltremodo. Vivo nella tranquillità, guardando alla fine." Il capo di Helen, sempre chino, scese ancora un poco mentre finiva questa frase. Vidi dal suo sguardo che non desiderava più parlarmi, quanto piuttosto intrattenersi con i propri pensieri.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

Quel pomeriggio trascorse in pace e armonia

Quel pomeriggio trascorse in pace e armonia; e la sera Bessie mi raccontò alcune delle sue storie più belle, e mi cantò alcune delle sue canzoni più dolci. Anche per me la vita aveva i suoi sprazzi di sole.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

giovedì 24 dicembre 2020

...ma in un lasso di tempo indefinito

La mia mente, destata dal cambiamento di scenario e dalla speranza che si disegnava, era in subbuglio. Non so dire con precisione che cosa si aspettasse, ma di sicuro qualcosa di piacevole: forse non quel giorno e quel mese, ma in un lasso di tempo indefinito.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")

mercoledì 23 dicembre 2020

Allora rimanevo seduta con la mia bambola in grembo

Allora rimanevo seduta con la mia bambola in grembo finché il fuoco non si affievoliva, guardandomi intorno di quando in quando per assicurarmi che non ci fosse niente di peggio di me nella stanza buia; e quando le braci si facevano di un rosso smorto, mi spogliavo in fretta, sciogliendo nodi e lacci come riuscivo, e cercavo riparo dal freddo e dal buio nel mio lettino. In quel lettino portavo sempre la mia bambola; gli esseri umani devono pur amare qualcosa, e, in mancanza di oggetti più degni di affetto, riuscii a provare il piacere di amare e curare una figura sbiadita, misera come uno spaventapasseri in miniatura. Mi turba ora ricordare con quale assurda sincerità amavo quel giocattolo, che per un verso immaginavo vivo e capace di sensazioni. Non riuscivo a dormire finché non era avvolta nella mia camicia da notte; e quando era stesa lì, al sicuro e al caldo, ero in qualche modo contenta, credendola contenta allo stesso modo.


(Charlotte Brontë; "Jane Eyre")