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lunedì 10 ottobre 2016

Torino, 23 febbraio 1910

Caro Guido,
questa mattina ho parlato per mezzora con Gabriele D'Annunzio il quale mi ha manifestato un vivo desiderio di conoscerti. Gli ho promesso di portarti da Lui io stessa quando il Poeta tornerà a Torino, cioè nel mese di marzo. E spero che non vorrai smentirmi,  tanto più che il Divino è poi la persona più cortesemente umana del mondo. Ti racconterò poi i particolari dell'incontro d'ieri sera dopo la conferenza e quelli del colloquio di stamane. Ne conservo un ricordo indimenticabile e una deliziosa dedica sul "Forse che sì, forse che no", da Lui offertomi: "Ad Amalia Guglielminetti che con sì fiera melodia canta la sua novità". Ti piace? Vieni presto a Torino, ti aspetto col più egoistico desiderio. Devi farmi bene con la tua presenza, con le tue parole. Lo dissi anche a D'Annunzio, e sentii che  mi aveva così bene intesa! Mandami anche solo una parola ma presto, subito.
Un fraterno bacio,

Amalia


(Amalia Guglielminetti, Lettera a Guido Gozzano)

mercoledì 26 novembre 2014

Ciò m'infuse in qualche modo un po' di coraggio

Nonostante tutto lo scrivere è un bene, ora sono più calmo che due ore fa con la Sua lettera, là fuori sulla sedia a sdraio. Stavo coricato e a un passo da me un insetto era caduto sul dorso, ed era disperato di non potersi rizzare; volentieri l'avrei aiutato, era facile aiutarlo, si poteva recargli aiuto con un passo e con una piccola spinta, ma lo dimenticai per via della Sua lettera, non potevo neanche alzarmi, soltanto una lucertola richiamò la mia attenzione sulla vita intorno a me, il suo cammino la portò sopra l'insetto ormai immobile, non era stato dunque, pensai, un infortunio, ma un'agonia, il raro spettacolo della morte naturale di una bestia: ma scivolandogli addosso, la lucertola lo raddrizzò, sicché stette ancora un istante fermo come morto, e poi s'arrampicò di corsa su per il muro della casa, come niente fosse. Ciò m'infuse in qualche modo un po' di coraggio, mi alzai, bevetti il latte e scrissi a Lei...


(Franz Kafka; "Lettere a Milena")

domenica 17 luglio 2011

E guardo i fiori e sorrido...

E guardo i fiori e sorrido...
Non so se essi mi capiscono
né se io capisco loro,
ma so che la verità è in essi e in me
e nella nostra comune divinità
di lasciarci andare e vivere sulla Terra
e di farci portare in braccio dalle stagioni contente
e di lasciare che il vento canti per addormentarci
e di non avere sogni nel nostro sonno.


(Fernando Pessoa)