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venerdì 30 giugno 2023

...immaginare la nostra vita come un fiume

Quando siamo malati e demotivati può essere incoraggiante immaginare la nostra vita come un fiume che sta per straripare oltre la diga, perché così si ha l'impressione che non vi sia una vera perdita, e che ciò che viene perso lo si riguadagni in forza. Ed ecco che all'improvviso, inspiegabilmente, mentre camminiamo nel bosco, o ce ne stiamo seduti in camera nostra, dopo due settimane inutili, smettiamo di sentirci insignificanti e vuoti.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

sabato 8 aprile 2023

2 luglio 1858

Nel paesaggio che circonda un grande fiume ci sono elementi che richiamano la cultura e la civilizzazione. Le sue correnti conducono i nostri pensieri e i nostri corpi fino ai porti più noti e ci mettono in comunicazione con tutto ciò che è bello e grandioso. Mi piace ricordare che, al termine di una camminata durata mezza giornata, ero solito fermarmi sulla riva del Merrimack: era abbastanza ampia da interrompere la terra e trasportare il mio sguardo e i miei pensieri, lungo la corrente, fino al mare. Un fiume è superiore al lago proprio per questa sua capacità liberatoria. Ha moto e lunghezza indefiniti. Un fiume che abbraccia una città è come un'ala, che può non essere usata ma è sempre pronta a innalzare la città sul resto del mondo. Le sue rapide correnti fanno somigliare il fiume a una grande ala mossa dal vento. Le città attraversate da un fiume sono città alate.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

12 marzo 1853

Vai ad abitare il più possibile vicino al fiume nel quale scorre la tua vita. Perché molti si circondano di persone, e si dedicano ad attività, che ne oscurano i giorni: spesso le persone preferiscono le tenebre alla luce.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

mercoledì 22 febbraio 2023

20 agosto 1851

Quanto è ampio e preciso il linguaggio botanico per descrivere le foglie e tutte le altre parti di una pianta! La botanica meriterebbe di essere studiata anche soltanto per la precisone dei suoi termini, per imparare il valore delle parole e del sistema. É sorprendente quanto ci si sia impegnati a descrivere il petalo di un fiore rispetto alla cura con la quale si può descrivere un elemento psicologico. Immaginate altrettanto ingegno (sarebbe forse superfluo) per creare un linguaggio che esprima i sentimenti! Siamo dotati di un linguaggio adeguato a descrivere ogni singola foglia di un campo, o quantomeno a distinguerle tra loro, ma non a descrivere il carattere di un uomo. Descriviamo gli uomini con un'imprecisione e una vaghezza altrettanto sorprendenti. La precisione e l'abbondanza del linguaggio botanico applicati alla descrizione delle qualità morali!


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

lunedì 13 febbraio 2023

23 agosto 1845

In me coesistono due istinti: uno mi conduce a una vita mistica e spirituale, l'altro verso un'esistenza primitiva e selvaggia.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

venerdì 30 dicembre 2022

22 agosto 1838

Quanto sono emozionanti i nobili sentimenti che si ritrovano nei libri più antichi, come in quelli di Omero, dello Zend-Avesta o di Confucio! Somigliano a una melodia trasportata a noi dalla brezza del tempo, dopo aver attraversato i corridoi di innumerevoli epoche. Ed è proprio la loro profonda nobiltà a renderceli così vicini e udibili.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

mercoledì 21 dicembre 2022

14 luglio 1845

C'è qualcosa di fortemente intenzionale e selettivo nella parola scritta. Non deve meravigliare che, durante le sue spedizioni, Alessandro Magno portasse sempre con sé il suo Omero, che conservava in uno scrigno prezioso. Una parola scritta deve poter esser tradotta in ogni lingua, e svelare la verità a qualsiasi tipo di mente; una parola scritta può essere la più perfetta tra le opere d'arte; e quando può essere respirata e pronunciata come se fosse un prodotto del nostro corpo o del nostro intelletto, allora essa è quanto di più vicino alla vita stessa. È il canale più semplice e puro attraverso il quale una rivelazione può essere trasmessa di epoca in epoca.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

sabato 10 dicembre 2022

Basterebbe comprendere

Basterebbe comprendere, con sufficiente chiarezza, quanto sono sbagliate le nostre vite, affinché esse diventino già meravigliose. Ricordiamoci di non tendere troppo a lungo verso l'alto, e concediamoci ogni tanto di colare a picco nella direzione opposta e di crogiolarci nella mediocrità. Anche dal pozzo più profondo è possibile ammirare le stelle, se non il sole. Bisogna avere il buon senso di saper affondare quando non si può nuotare: per una carcassa è sempre meglio andare a fondo che restare a galla e rendere l'aria irrespirabile. Il che non significa colare a picco, bensì cavalcare la gravità della terra come fa una stella, per essere poi sempre risospinti verso l'alto - semper cadendo numquam cadit [Cadendo sempre, non cade mai] -, e solo così, arrendendoci alla gravità universale, a tempo debito ci trasformeremo in stelle fisse.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

Il mio diario è come una foglia

Il mio diario è quella parte di me che altrimenti andrebbe perduta e sprecata, quelle spigolature sul campo che raccolgo durante l'azione. Non voglio vivere per esso, bensì scriverlo per le divinità. Sono loro i miei corrispondenti, ai quali ogni giorno invio una comunicazione preaffrancata. Sono l'impiegato di uno studio contabile e ogni sera trascrivo le mie annotazioni dal registro giornaliero al libro mastro. Il mio diario è come una foglia che pende sulla mia testa mentre cammino: tiro verso di me il ramoscello e scrivo su di essa le mie preghiere, e quando lo lascio andare lui torna di scatto nella sua posizione e mostra al cielo i miei scarabocchi. Come se il mio diario non fosse nascosto nel cassetto della mia scrivania, bensì pubblico come qualsiasi altra foglia in Natura. Lungo la riva del fiume è un papiro, nei pascoli è la cartapecora, e sulle colline è una pergamena. Lo trovo ovunque, libero come le foglie che ricoprono i viali in autunno. Il corvo, l'oca e l'aquila mi prestano una penna, e il vento soffia via le foglie man mano che avanzo. E se l'immaginazione non mi sostiene, e si impantana nella melma e nel fango, allora scrivo con un giunco.
Quasi sempre si tratta di appunti improvvisati per ricordare eventi accidentali - per me importanti quanto un terremoto o un'eclissi.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

sabato 26 novembre 2022

...ed è come una presenza invisibile

- 22 giugno 1839. Sabato.

Negli ultimi giorni sono entrato in contatto con uno spirito puro e incontaminato che vaga nell'etere senza riuscire a fermarsi da nessuna parte. Esistono persone avvolte dall'aura e dalla predestinazione della virtù, non sempre consapevoli di questa condizione, e a volte persino lente a riconoscerla negli altri. È impossibile non amare simili individui; al contempo, la loro amabilità è, per così dire, indipendente da essi, tant'è che rimane nell'aria quando sono assenti, ed è come una presenza invisibile che ci tiene compagnia quando essi si trovano nelle vicinanze.

La virtù che apprezziamo è nostra quanto dell'altra persona. Riconosciamo negli altri soltanto ciò che possediamo anche noi.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

mercoledì 23 novembre 2022

20 giugno 1840

Tra le pagine di un buon libro deve riecheggiare qualcosa di simile ai suoni di un bosco. A volte odo il canto vispo ed enfatico di un tordo, e sono tentato di voltare diverse pagine; altre volte sento il ghigno frettoloso dello scoiattolo che si tuffa dall'altra parte di un muro.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

...e continuo a cercare senza sosta

- 13 agosto 1838

C'è sempre qualcuno che mi propina le sue belle teorie sull'universo e le sue plausibili soluzioni, ma mai qualcuno che si offra di aiutarmi, e io torno ancora una volta al mio oceano senza sponde né isole, e continuo a cercare senza sosta un fondale che trattenga la mia ancora affinché non si muova più.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

sabato 29 ottobre 2022

...attendere che una voce familiare giunga a noi

A conti fatti, nemmeno una società del tutto nuova lascerebbe l'uomo soddisfatto. Eppure, come quelle donne di Malamocco o di Pellestrina che la sera, quando i loro mariti sono a pescare, si riuniscono sulla spiaggia e intonano dei canti nostalgici finché non odono le voci dei loro uomini, giunte a loro dopo aver solcato il mare, allo stesso modo dobbiamo continuare a intonare infaticabilmente le strofe dei nostri lai e ad attendere che una voce familiare giunga a noi da grandi distanze.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

6 marzo 1938

Come può un uomo star seduto a tagliarsi le unghie mentre la terra continua a ruotare in mezzo a una baraonda di musica delle sfere, facendolo vorticare intorno al suo asse per ventiquattromila miglia nell'arco di una giornata, e compiendo una rotazione complessiva di circa due milioni di miglia? E intanto sulla superficie c'è un tale marasma, il vento che soffia incessante, seguito da una brezza leggera, quindi un uragano, e le maree mai ferme, in costante fluttuazione, e il Niagara che non si riposa mai, e tambureggia instancabile sulle rocce calcaree, e nel frattempo quell'esodo estivo al quale le nostre orecchie sono ormai abituate ma che andrebbe chiamato "confusione", se non addirittura "scompiglio", nonostante adesso lo chiamino ironicamente "silenzio udibile", questo continuo affrettarsi degli uomini da un posto all'altro, e il loro confuso chiacchiericcio, mentre in sottofondo si ode quell'incessante armeggiare definito "mormorio industriale". Com'è possibile che a questo pensiero un uomo non si alzi in piedi sconvolto?


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

venerdì 27 maggio 2022

8 febbraio 1857

La mia vita è come un fiume che è stato improvvisamente arginato e non ha più sbocchi, ma al contempo monta di volume, tra le colline che lo contenevano, per dar vita a un lago profondo e silenzioso.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

Le stelle sono i sogni di Dio

Le stelle sono i sogni di Dio, pensieri ricordati nel silenzio del suo sonno.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

venerdì 11 giugno 2021

18 febbraio 1852

Ho un quaderno per gli appunti e un altro per la poesia, ma mi risulta sempre più difficile rispettare la vaga distinzione che avevo in mente, perché i fatti più belli e interessanti sono l'origine della migliore poesia, ed è in questo che risiede la loro attrattiva. É come tradurli dalla terra al cielo. Mi rendo conto che se i fatti che mi accadono fossero tutti abbastanza vividi e significativi - e magari trasmutati nell'essenza della mente umana - non avrei bisogno che del libro di poesia per contenerli tutti.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

Questo desiderio è perenne e costante

- 10 gennaio 1851

(...) Quando il desiderio di migliorarci è sincero, allora ci eleviamo all'istante, e siamo già migliori di prima.

- 9 febbraio 1851

(...) Il mio desiderio di conoscenza è intermittente, ma il mio desiderio di entrare in comunione con lo spirito dell'universo, di essere inebriato dagli effluvi del suo essere divino, chiamiamolo così,  di attraversare le atmosfere con la mente e di conquistare vette irraggiungibili a piedi, questo desiderio è perenne e costante.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

domenica 21 marzo 2021

Tutto ciò che abbiamo vissuto si è depositato in noi

- 8 febbraio 1841

Tutto ciò che abbiamo vissuto si è depositato in noi, e qui giace. Ci tiene compagnia. Un giorno, nella salute o nella malattia, tornerà a galla e sarà ricordato. Né il corpo né l'anima dimenticano nulla. Il ramoscello ricorda sempre il vento che lo ha scosso, e la pietra l'urto che ha ricevuto. Provate a chiedere agli alberi secolari o alla sabbia.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

...anche stasera appunto pensieri ed esperienze

- 28 ottobre 1853

Negli ultimi due o tre anni il mio editore (così chiamato a sproposito) mi ha scritto di tanto in tanto per chiedermi cosa doveva farne delle copie invendute di "Una settimana sui fiumi Concord e Merrimack", finché non mi ha confessato che aveva bisogno di liberare un po' di spazio nel suo magazzino. Così me le sono fatte spedire tutte qui. Sono arrivate oggi per espresso: riempivano un intero carro: 706 copie di un'edizione da 1000, che ho cominciato a pagare a Monroe quattro anni fa e non ho ancora saldato. Quantomeno alla fine la merce mi è stata mandata e adesso ho l'opportunità di esaminare il mio acquisto. Queste copie sono qualcosa di molto più concreto della fama, lo può confermare la mia schiena, che le ha trasportate per due rampe di scale fino a un posto simile a quello da cui sono arrivate. Delle altre 294, 75 sono state date in omaggio, e soltanto le rimanenti sono state vendute. Così, adesso, mi ritrovo con una biblioteca di quasi novecento volumi, di cui settecento scritti da me.  Ma non è forse giusto che l'autore possegga i frutti delle sue fatiche? I miei libri sono impilati contro una parete della mia stanza, per un metro circa d'altezza, la mia opera omnia. Ecco cosa significa essere un autore; quelle copie sono il prodotto del mio cervello. Un solo colpo di fortuna, in tutta questa faccenda: le copie non rilegate erano state incartate dallo stampatore quattro anni fa in semplici involti, sui quali aveva scritto:

H.D. Thoreau
Concord Fiume
50 copie.

Per cui Monroe ha dovuto soltanto tagliare "fiume", scrivere "Massachusetts" e consegnarle al corriere. E adesso posso vedere per cosa scrivo, il risultato del mio lavoro. Eppure, nonostante questo, seduto accanto alla massa inerte dei miei libri, anche stasera appunto pensieri ed esperienze con la stessa soddisfazione di sempre. Anzi, penso che questo risultato sia di gran lunga migliore e più stimolante dell'ipotesi d'aver venduto un migliaio di questi oggetti, perché in questo modo la mia vita rimane privata e io sono più libero.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")