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lunedì 31 luglio 2023

...non esistono rapitori della libertà interiore

Sofocle ha scelto le leggende più orribili (Edipo, Oreste) per portarvi la serenità. La lezione delle sue tragedie è: non esistono rapitori della libertà interiore. I suoi eroi conoscono la sventura, non l'ossessione. (...) Nessuno dei suoi personaggi ha il più piccolo granello di pazzia, benché tutti si trovino in situazioni tali da rendere pazzi: Filottete, Edipo, Antigone (tra suo padre e i suoi fratelli! la sua nascita è impura, ma la sua pietà è pura), Oreste. Lo stesso Aiace, dopo il suo delirio incosciente, è meravigliosamente lucido. Mai viene infranta la forma umana. Elettra: la vittoria della purezza sull'impurità... Questa lettura mi consolerà sempre...


(Simone Weil; "Quaderni")

martedì 20 febbraio 2018

Forse - chissà? -

(...) Per un po' di tempo avevo avuto in programma anche la lettura di Nietzsche, ma esitavo a cominciare perché non mi ritenevo preparato abbastanza. A quell'epoca i "competenti" studenti di filosofia ne discutevano molto, per lo più in modo sfavorevole, dal che dedussi che nelle alte sfere Nietzsche doveva incontrare molta ostilità. L'autorità massima, ovviamente, era Jakob Burckhardt, le cui varie critiche a Nietzsche erano ovunque oggetto di discussione. Inoltre all'università c'erano persone che avevano conosciuto direttamente il filosofo, e riferivano ogni sorta di aneddoti sul suo conto, in genere poco lusinghieri. Di costoro molti non avevano letto una riga di Nietzsche, e perciò indugiavano a lungo sulle sue debolezze, per esempio sulle sue arie da gentiluomo, sul suo modo di suonare il pianoforte, sulle sue esagerazioni stilistiche, tutte manie che davano ai nervi della brava gente di Basilea. Tutto ciò non mi avrebbe fatto certamente rinviare la lettura di Nietzsche, anzi, costituiva lo stimolo più forte: ma mi tratteneva il celato timore che potessi somigliargli, almeno per quanto riguarda il "segreto" che lo aveva isolato dal suo ambiente. Forse - chissà? - aveva avuto esperienze interiori, intuizioni, che aveva tentato di comunicare senza successo, e aveva scoperto che nessuno lo capiva.
 
 
(Carl Gustav Jung; "Ricordi, sogni, riflessioni")

mercoledì 6 settembre 2017

Senza esclamativi

Com'è alto il dolore. 
L'amore, com'è bestia. 
Vuoto delle parole
che scavano nel vuoto vuoti 
monumenti di vuoto. Vuoto 
del grano che già raggiunse 
(nel sole) l'altezza del cuore.


(Giorgio Caproni)

sabato 10 settembre 2016

Seduto su una roccia. Ho atteso il giorno.

- 8 agosto 1966

Mi sono alzato verso le quattro del mattino e ho passeggiato in riva al mare. Seduto su una roccia. Ho atteso il giorno. Quando la luce è spuntata, non è venuta dall'alto, ma dalle rocce intorno, come se vi fosse nascosta e attendesse il mattino per apparire. Questa trasfigurazione della materia, così bella, così irreale, mi ha fatto dimenticare le amare riflessioni con le quali esordisce ogni mia insonnia.


(Emil Cioran; "Taccuino di Talamanca")

venerdì 20 marzo 2015

Il deserto

Prima di entrare nel deserto
i soldati bevvero a lungo l’acqua della cisterna.
Ierocle gettò per terra
l’acqua della sua brocca e disse:
Se dobbiamo entrare nel deserto,

io sono già nel deserto.
Se la sete deve bruciarmi,
che già mi bruci.
Questa è una parabola.
Prima di sprofondarmi nell’inferno
i littori del dio mi permisero di guardare una rosa.
Quella rosa ora è il mio tormento
nell’oscuro regno.
Un uomo fu abbandonato da una donna.
Stabilirono di fingere un ultimo incontro.
L’uomo disse:
Se devo entrare nella solitudine
sono già solo.
Se la sete deve bruciarmi,
che già mi bruci.
Questa è un’altra parabola.
Nessuno sulla terra
ha il coraggio di essere quell’uomo.


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Antes de entrar en el desierto
los soldados bebieron largamente el agua de la cisterna.
Hierocles derramó en la tierra
el agua de su cántaro y dijo:
Si hemos de entrar en el desierto,
ya estoy en el desierto.
Si la sed va a abrasarme,
que ya me abrase.

Ésta es una parábola.
Antes de hundirme en el infierno
los lictores del dios me permitieron que mirara una rosa.
Esa rosa es ahora mi tormento
en el oscuro reino.
A un hombre lo dejó una mujer.
Resolvieron mentir un último encuentro.
El hombre dijo:
Si debo entrar en la soledad
ya estoy solo.
Si la sed va a abrasarme,
que ya me abrase.

Ésta es otra parábola.
Nadie en la tierra
tiene el valor de ser aquel hombre.


(Jorge Luis Borges)

domenica 24 novembre 2013

È già domani

È già domani e io cancello i giorni con una gioia maligna - proprio come, con zelo prematuro, butto nel secchio le bottiglie vuote di vino e i vasetti del miele, per essere pulita e libera dall'ingombro di recipienti pieni a metà.


(Sylvia Plath - Domenica notte, 2 marzo 1958)