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lunedì 26 gennaio 2026

...procedere a tentoni per la propria via

Come una fiamma tagliente m'investì a questo punto l'intuizione che ognuno ha un compito, ma nessuno quello che egli stesso ha potuto scegliere, circoscrivere e amministrare a volontà. È errato aspirare a nuovi dèi, assolutamente errato voler dare qualche cosa al mondo. Per gli uomini illuminati non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: di cercare se stessi, di consolidarsi in sé, di procedere a tentoni per la propria via dovunque essa conduca. Ciò mi scosse profondamente e portò a questo risultato: molte volte avevo giocato con le visioni dell'avvenire, avevo sognato parti che mi potevano essere destinate, una parte di poeta o di profeta o di pittore o qualcosa di simile. Niente di tutto ciò. Io non ero al mondo per fare il poeta, per predicare o dipingere, né questi compiti erano assegnati ad altri. Tutto ciò è secondario. La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di arrivare a se stesso. Finisca poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente. Affar suo è trovare il proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto e senza fratture dentro di sé. Tutto il resto significa soffermarsi a metà, è un tentativo di fuga, è il ritorno all'ideale della massa, è adattamento e paura del proprio cuore. Terribile e sacra sorse davanti a me la nuova immagine mille volte intuita, forse già espressa, eppure soltanto ora vissuta. Io ero un parto della natura lanciato verso l'ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla, e il mio compito consisteva unicamente nel lasciare che quel parto si evolvesse dal profondo, nel sentire dentro di me la sua volontà e nel farlo mio.
Avevo già assaporato molta solitudine. Ora ebbi l'impressione che ne esistesse una più profonda e fosse inevitabile.


(Hermann Hesse; "Demian")

venerdì 23 giugno 2017

E vorrei tanto... vorrei... tutto...

- Sabato 12 febbraio 1944

Cara Kitty,
splende il sole, il cielo è azzurro intenso,  soffia un venticello meraviglioso e vorrei tanto... vorrei... tutto... Parlare, essere libera, avere amici, essere sola. Vorrei tanto... piangere! Mi sembra di scoppiare e so che se piangessi starei meglio; ma non posso farlo. Sono inquieta, passo da una stanza all'altra, respiro l'aria della fessura di una finestra chiusa, mi sento battere il cuore, come se dicesse: - Esaudisci finalmente il mio desiderio. Penso che sia la primavera, avverto il risveglio, lo sento nel corpo e nell'anima. Devo sforzarmi di agire in modo normale, sono totalmente confusa, non so cosa leggere, cosa scrivere, cosa fare, so soltanto che vorrei...
Tua Anne


(Anne Frank; "Diario")

lunedì 21 marzo 2016

Ho avuto tante case

Ho avuto tante case
e non ne ho abitata neanche una,
ma la poesia, la fata migliore,
mi fece una casa tutta per me,
tutta per me.


(Alda Merini)

domenica 27 dicembre 2015

Povera et nuda vai philosophia

Povera et nuda vai philosophia (...)

Pochi compagni avrai per l’altra via:
tanto ti prego più, gentile spirto,
non lassar la magnanima tua impresa.


(Francesco Petrarca)

giovedì 22 ottobre 2015

Sereno

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo

Mi riconosco
immagine
passeggera

Persa in un giro
Immortale


(Giuseppe Ungaretti)

sabato 17 gennaio 2015

Ciò che mi sta a cuore è altrove

Dovunque vada, lo stesso senso di non appartenenza, di gioco inutile e idiota, di menzogna, non negli altri, ma in me: fingo di interessarmi a cose di cui non m'importa niente, recito costantemente un ruolo per ignavia o per salvare le apparenze; ma non partecipo: ciò che mi sta a cuore è altrove. Proiettato fuori dal paradiso, dove potrei trovare il mio posto, una casa? Deluso, mille volte deluso. C'è in me qualcosa come un osanna folgorato, inni ridotti in polvere, un'esplosione di rimpianti. Uno per cui quaggiù non c'è patria.


(Emil Cioran)