domenica 23 ottobre 2011

25 febbraio 1956, Sabato

Allora ci siamo strigliate, i capelli appena lavati,
sentendoci sventrate e stordite;
è passata una crisi.
Raccogliamo le forze,
schieriamo un duro battaglione di ottimismo
e riprendiamo la marcia.


(Sylvia Plath; Diari)

martedì 18 ottobre 2011

Ho un luogo interno che non conoscevo

Io imparo a vedere.
Non so perché tutto penetra in me più profondo
e non rimane là dove, prima, sempre aveva fine e svaniva.
Ho un luogo interno che non conoscevo.
Ora tutta va a finire là.
Non so che cosa vi accada.


(Rainer Maria Rilke)

sabato 15 ottobre 2011

Gatto che giochi per strada

Gatto che giochi per strada
come se fosse il tuo letto,
invidio la sorte che è tua
ché neppure sorte si chiama.

Buon servo di leggi fatali
che reggono pietre e genti,
che hai istinti generali
e senti solo quel che senti,

sei felice perché sei così
tutto il nulla che sei è tuo.
Io mi vedo e senza me sto,
mi conosco e non sono io.


(Fernando Pessoa)

giovedì 6 ottobre 2011

Lo schianto che sarebbe avvenuto

E si mise all'opera per spostare,
con una oscillazione sempre uniforme,
il corpo in tutta la sua lunghezza fuori del letto.
Lasciandosi cadere in questa maniera,
il capo, che cadendo voleva tenere ben sollevato,
doveva rimanere logicamente illeso.
La schiena sembrava essere dura,
e cadendo sul tappeto non si sarebbe forse danneggiata.
La preoccupazione più grave
era per lo schianto che sarebbe avvenuto...


(Franz Kafka; "La Metamorfosi")

martedì 4 ottobre 2011

Nel lago dei tuoi occhi assai profondo

Nel lago dei tuoi occhi assai profondo
il mio cuore si annega e si discioglie.
E là dentro lo disfano nell'acqua
di amore e di follia
un po' Ricordo, un po' Malinconia.


(Guillaume Apollinaire)

Questa è la mia casa

Non c'è dubbio. Questa è la mia casa
qui avvengo, qui
mi inganno immensamente.
Questa è la mia casa ferma nel tempo.

Arriva l'autunno e mi difende,
la primavera e mi condanna.
Ho milioni di ospiti
che ridono e che mangiano,
s'accoppiano e dormono,
giocano e pensano.
Milioni di ospiti che si annoiano,
che hanno incubi e attacchi di nervi.

Non c'è dubbio. Questa è la mia casa.
Tutti i cani ed i campanili
ci passano di fronte.
Ma la mia casa è sferzata dai fulmini
e un giorno si spaccherà in due.
E io non saprò dove ripararmi
perché tutte le sue porte danno fuori dal mondo.


(Mario Benedetti)