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domenica 16 novembre 2025

Una cosa innocente

Ho teso la mano per qualcosa d'innocente
una pietra, un filo d’erba, un miracolo
ho bisogno che tu mi dica ora
una cosa innocente

Non usare parole
qualunque parola tu mi dica mi farà male
per almeno mille anni
non prepararti, non mirare ai dettagli
ho bisogno che dolcemente il vento
quello distante e quello più vicino
diffonda l'amore che non teme

Non usare parole
se mi confidi
quello che nel profondo delle nostre menzogne
è diventato una verità sublime

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Estendi a mão por qualquer coisa inocente
uma pedra, um fio de erva, um milagre
preciso que me digas agora
uma coisa inocente

Não uses palavras
qualquer palavra que me digas há-de doer
pelo menos mil anos
não te prepares, não desejes os detalhes
preciso que docemente o vento
o longínquo e o próximo
espalhe o amor que não teme

Não uses palavras
se me segredas
aquilo que no fundo das nossas mentiras
se tornou uma verdade sublime


(José Tolentino de Mendonça)

mercoledì 7 maggio 2025

Mi pare di affacciarmi a una gran luce...

Spessissimo ho la gioia di vedermi ricordata dal Professor Cervi, che ha poi la pazienza di chiarirmi per iscritto tutte le difficoltà che incontro nello studio, e che mi manda in dono sino a qui molti bellissimi libri. Così le buone letture non mi mancano. Ritiro anche, sempre con le schede firmate dal Professore, molti volumi a Brera. Altri ne compro. E sono sempre libri sulle origini, lo sviluppo, la storia, il contenuto filosofico dell'arte, libri di storia greca e romana, di letteratura, di filosofia soprattutto.
Sento che questo studio mi fa un bene immenso. Mi pare di affacciarmi a una gran luce, mi sembra di cominciare a vivere adesso.


(Antonia Pozzi; Pasturo - 1928)

martedì 6 settembre 2022

L'amore dopo l'amore

Verrà il momento
in cui, con gioia,
saluterai te stesso mentre arrivi
alla tua porta, nel tuo specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell’altro,

dicendo: siediti qui. Mangia.
Amerai di nuovo l’estraneo che era te.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, all’estraneo che ti ha amato

per tutta la vita, che hai ignorato
per un altro, che ti conosce a memoria.
Togli le lettere d’amore dallo scaffale dei libri,

le foto, gli appunti disperati,
sbuccia la tua immagine dallo specchio.
Siediti. Banchetta con la tua vita.

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The time will come
when, with elation
you will greet yourself arriving
at your own door, in your own mirror
and each will smile at the other’s welcome,

and say, sit here. Eat.
You will love again the stranger who was your self.
Give wine. Give bread. Give back your heart
to itself, to the stranger who has loved you

all your life, whom you ignored
for another, who knows you by heart.
Take down the love letters from the bookshelf,

the photographs, the desperate notes,
peel your own image from the mirror.
Sit. Feast on your life.


(Derek Walcott)

domenica 19 ottobre 2014

È strano come un frammento di poesia si insinui nella mente

È strano come un frammento di poesia si insinui nella mente e costringa le gambe a camminare seguendo il suo ritmo.


(Virginia Woolf)

venerdì 1 agosto 2014

Era l'ora della luce incerta

Si alzò una brezza, da quale dei punti cardinali non so, ma sollevò le foglie ancora piccole, provocando un'effusione di bagliori argentei. Era l'ora della luce incerta, quando i colori si fanno più intensi e i vetri delle finestre si tingono di oro e di porpora e fanno pensare ai battiti di un cuore eccitabile; quando per qualche ragione la bellezza del mondo, rivelata ma prossima a perire, ha due facce, una di allegria, l'altra di angoscia, che spezzano il cuore.


(Virginia Woolf)

lunedì 9 gennaio 2012

Non è che muoia d'amore, muoio di te

Non è che muoia d'amore, muoio di te.
Muoio di te, amore, d'amor di te,
d'urgenza mia della mia pelle di te,
della mia anima, di te e della mia bocca
e dell'insopportabile che sono senza te.

Muoio di te e di me, muoio d'ambedue,
di noialtri, di questo,
straziato, diviso,
mi muoio, ti muoio, lo moriamo.

Moriamo nella mia stanza dove sono solo,
nel mio letto dove manchi,
nella strada dove il mio braccio va vuoto,
nel cinema e nei parchi, i tram
i posti dove la mia spalla
abitua la tua testa
e la mia mano la tua
e tutto so di te come me stesso.

Moriamo nel luogo che ho prestato all'aria
perché tu stessi fuori di me,
e nel posto dove finisce l'aria
quando ti butto la mia pelle addosso
e ci conosciamo in noialtri,
separati dal mondo, felice, penetrata,
e certamente, interminabile

Moriamo, lo sappiamo, lo ignorano, ci moriamo
tra noi due, ora, separati,
l'un dall'altro, giornalmente,
cadendo in molteplici statue,
in gesti che non vediamo
nelle nostre mani che si cercano.

Moriamo, amore, muoio nel tuo ventre
che non mordo né bacio,
nei tuoi muscoli dolcissimi e vivi,
nella tua carne senza fine, muoio di maschere,
di triangoli oscuri e incessanti.

Muoio del mio corpo e del tuo corpo,
della nostra morte, amore, muoio, muoriamo.
Nel pozzo d'amore a tutte le ore,
inconsolabile, a grida ,
dentro di me, voglio dire, ti chiamo,
ti chiamano quelli che nascono, quelli che vengono
dietro, di te, quelli che arrivano a te.
Moriamo, amore, e non facciamo nulla
se non morire di più, ora dopo ora,
e scriverci, e parlarci e morire.


(Jaime Sabines)

martedì 4 ottobre 2011

Questa è la mia casa

Non c'è dubbio. Questa è la mia casa
qui avvengo, qui
mi inganno immensamente.
Questa è la mia casa ferma nel tempo.

Arriva l'autunno e mi difende,
la primavera e mi condanna.
Ho milioni di ospiti
che ridono e che mangiano,
s'accoppiano e dormono,
giocano e pensano.
Milioni di ospiti che si annoiano,
che hanno incubi e attacchi di nervi.

Non c'è dubbio. Questa è la mia casa.
Tutti i cani ed i campanili
ci passano di fronte.
Ma la mia casa è sferzata dai fulmini
e un giorno si spaccherà in due.
E io non saprò dove ripararmi
perché tutte le sue porte danno fuori dal mondo.


(Mario Benedetti)