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lunedì 20 gennaio 2025

Sento di non poter esistere senza poesia

Quando mi scrivi, di' due parole su qualche brano di Shakespeare che ti è apparso in una nuova luce, cosa che accade di continuo pur rileggendo lo stesso dramma quaranta volte... Per esempio, i seguenti versi della Tempesta non mi hanno mai colpito così tanto quanto in questo momento:

"...i folletti,
durante l'ampia notte in cui essi agiscono,
avranno tutti effetto su di te..."

E come posso non portare alla tua attenzione questo verso:

"dentro l'abisso oscuro del passato..."

Sento di non poter esistere senza poesia... senza la poesia eterna... mezza giornata non mi basta... o l'intera giornata.


(John Keats; Lettera a John Hamilton Reynolds, 1817)

giovedì 15 giugno 2023

Maggio 1898

Si tratta solo di istanti, ma in simili istanti io vedo nel profondo della terra. E vedo le cause prime di tutte le cose come radici di grandi alberi stormenti. Vedo come ognuna si abbarbica all'altra e tutte si considerano sorelle. Come tutte bevono da una sola fonte.

Si tratta solo d'stanti, ma in simili istanti io vedo nel profondo del cielo. Vedo le stelle come quieti fiori sorridenti di quegli alberi che stormiscono. Esse ondeggiano ammiccando una all'altra, consapevoli che da una sola profondità derivano loro profumo e dolcezza. 

Si tratta solo d'istanti, ma in simili istanti io vedo lontano, oltre la terra. Vedo che gli uomini sono tronchi saldi e solitari che come vasti ponti portano dalle radici ai fiori, levando calmi e sereni i loro succhi verso il sole.


(Rainer Maria Rilke; "Diario fiorentino")

domenica 22 novembre 2015

Il Cervello - è più esteso del Cielo -

Il Cervello - è più esteso del Cielo -
Perché - mettili fianco a fianco -
L'uno l'altro conterrà
Con facilità - e Te - in aggiunta -

Il Cervello è più profondo del mare -
Perché - tienili - Azzurro contro Azzurro -
L'uno l'altro assorbirà -
Come le Spugne - i Secchi - assorbono -

Il Cervello ha giusto il peso di Dio -
Perché - Soppesali - Libbra per Libbra -
Ed essi differiranno - se differiranno -
Come la Sillaba dal Suono -

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The Brain - is wider than the Sky -
For - put them side by side -
The one the other will contain
With ease - and You - beside -

The Brain is deeper than the sea -
For - hold them - Blue to Blue -
The one the other will absorb -
As Sponges - Buckets - do -

The Brain is just the weight of God -
For - Heft them - Pound for Pound -
And they will differ - if they do -
As Syllable from Sound -


(Emily Dickinson)

martedì 14 gennaio 2014

Conclusione

Niente cancellerà via l'amore,
né i litigi, né i chilometri.
E' meditato,
provato,
controllato.
Alzando solennemente i versi, dita di righe,
lo giuro:
amo
di un amore immutabile e fedele.


(Vladimir Majakovskij)

domenica 24 marzo 2013

Te la dico, quasi con tranquillità

Cara Connie,
Volevo fare l'uomo forte e non scriverti subito, ma a che servirebbe? Sarebbe soltanto una posa. Ti ho mai detto che da ragazzo ho avuto la superstizione delle "buone azioni"? Quando dovevo correre un pericolo, sostenere un esame, per esempio, stavo attento in quei giorni a non essere cattivo, a non offendere nessuno, a non alzare la voce, a non fare brutti pensieri. Tutto questo per non alienarmi il destino. Ebbene, mi succede che in questi giorni ridivento ragazzo e corro davvero un gran pericolo, sostenendo un esame terribile, perché mi accorgo che non oso esser cattivo, offendere gli altri, pensare pensieri vili. Il pensiero di te e un ricordo o un'idea indegni, brutti, non s'accordano. Ti amo. Cara Connie, di questa parola so tutto il peso - l'orrore e la meraviglia - eppure te la dico, quasi con tranquillità. L'ho usata così poco nella mia vita, e così male, che è come nuova per me. (...) Amore, il pensiero che quando leggerai questa lettera sarai già a Roma - finito tutto il disagio e la confusione del viaggio -, che vedrai nello specchio il tuo sorriso e riprenderai le tue abitudini, e dormirai da brava, mi commuove come tu fossi mia sorella. Ma tu non sei mia sorella, sei una cosa più dolce e più terribile, e a pensarci mi tremano i polsi. Cara, sto lavorando per te, a presto.


(Cesare Pavese; 17 Marzo 1950)