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domenica 21 marzo 2021

Tutto ciò che abbiamo vissuto si è depositato in noi

- 8 febbraio 1841

Tutto ciò che abbiamo vissuto si è depositato in noi, e qui giace. Ci tiene compagnia. Un giorno, nella salute o nella malattia, tornerà a galla e sarà ricordato. Né il corpo né l'anima dimenticano nulla. Il ramoscello ricorda sempre il vento che lo ha scosso, e la pietra l'urto che ha ricevuto. Provate a chiedere agli alberi secolari o alla sabbia.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

sabato 9 gennaio 2021

Sosta durante la fuga in Egitto

Questi che ancora senza fiato
scamparono alla strage degli innocenti:
come si sono in questo loro andare 
inavvertitamente fatti grandi.

Il groppo del terrore si era appena
sciolto nel trepido volgersi a guardare, 
che già intere città sul loro grigio
mulo mettevano in pericolo;

così che quando, piccoli nel paese vasto 
- quasi un nonnulla loro - si appressavano
ai massicci templi tutti gli idoli 
fuori di senno esplodevano, traditi.

Come è pensabile che il loro andare 
spingesse tutto a una rabbia tanto cieca? 
E provarono sgomento di se stessi,
solo il bambino era quieto oltre il dicibile.

Così dovettero adattarsi a riposare 
un poco - ed ecco, allora accadde: 
l'albero che li sovrastava silenzioso 
su loro si protese come un servo: 

e si inchinò. Lo stesso albero 
delle cui fronde morti faraoni 
si adornarono la fronte per l'Eterno,
si chinò. Sentiva nuove corone 
fiorire. E se ne stavano loro, come in sogno.


(Rainer Maria Rilke)

domenica 23 marzo 2014

Colui che serba ogni bene nel proprio animo

In ogni caso, se vuoi chiarire i significati ambigui delle parole, insegnaci che non è felice colui che il volgo definisce con questo aggettivo, ma colui che serba ogni bene nel proprio animo, che è fiero e superiore a tutto e che mette sotto i piedi quanto è oggetto della comune ammirazione, che non vede alcun altro con il quale vorrebbe fare il cambio, che valuta una persona solamente in rapporto alle qualità per cui un individuo è un essere umano, che si serve della natura come di una guida, che si regola secondo le sue leggi, che vive come essa ha prescritto, che nessuna violenza può privare dei suoi beni, che volge i mali in bene, sicuro del suo giudizio, irremovibile, intrepido, un uomo che può essere scosso ma non sconcertato da alcuna forza e che la Fortuna, quando abbia scagliato con estrema energia il suo dardo più malefico, può soltanto pungere (anche in questo caso molto raramente), ma non ferire. Infatti, le altre sue frecce, con cui il genere umano viene sopraffatto, rimbalzano come la grandine, che dopo aver colpito i tetti delle case, senza alcun danno per chi vi abita, crepita e si scioglie.


(Seneca; "Lettere a Lucilio")

giovedì 7 novembre 2013

Il violinista pazzo

Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.

Egli apparve all' improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all' improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.

La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.

In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.

La sposa felice capì
d' essere malmaritata,
L' appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,

la fanciulla e il ragazzo furono felici
d' aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.

In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell' anima gemella,
quella parte che ci completa,

l'ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.

Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.

Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.

Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell' ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,

improvvisamente ciascuno ricorda -
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere -
la melodia del violinista pazzo.


(Fernando Pessoa)