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lunedì 27 giugno 2022

Alla luna

Sei pallida perché 
sei stanca di scalare il cielo
e fissare la terra
tu che ti aggiri senza compagnia 
tra le stelle che hanno una differente
nascita, tu che cambi
sempre come un occhio senza gioia 
che non trova un oggetto degno della 
sua costanza?

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Art thou pale for weariness 
Of climbing heaven, 
And gazing on the earth,
Wandering companionless
Among the stars that have a different birth, 
And ever-changing,
Like a joyless eye
That finds no object
worth its constancy?


(Percy Bysshe Shelley)

mercoledì 17 dicembre 2014

A Sofia

Tu sei bella, e poche son più belle
fra le ninfe dei mari e della terra;
son vesti che stan bene a chi le porta
queste tue membra soavi che,  muovendosi,
sempre cadono e cambiano e scintillano,
mentre la vita in esse danza.

I tuoi profondi occhi – un duplice Pianeta:
i più saggi, se li fissano, impazziscono
per il mite e chiaro fuoco, ventilato
dai pensieri di tenera allegrezza
che, come zefiri sull’onda, fanno
della tua dolce anima il loro guanciale.

Se ogni viso che dipingi nel riflesso
dei tuoi occhi impallidisce dal piacere,
se l’anima che langue viene meno quando ascolta
il ritmo indomito della tua arpa,
non ti meravigliar se, quando parli,
di tutti i cuori deboli, il mio sia il più debole.

Come rugiada sotto il soffio del mattino,
come il mare quando i turbini lo destano,
come gli uccelli all’avviso del tuono,
come ogni cosa muta, ma nel profondo scossa,
come chi sente uno spirito invisibile,
così è il mio cuore quando il tuo è vicino.


(Percy Bysshe Shelley)

sabato 23 agosto 2014

Buona notte

Buona notte? ah no, cattiva è la notte
che stacca quelli che dovrebbe unire;
restiamo ancora insieme, e allora sì,
allora sì sarà una buona notte.

Come chiamare buona la notte solitaria,
benché il tuo dolce augurio accelleri il suo volo?
Non dirlo, no! non lo pensare proprio;
allora sì, sarà una buona notte.

Per cuori che vicino l’uno all’altro
si muovono da sera fino all’alba,
la notte è buona, amore mio, perchè
loro non dicono buona notte mai.


(Percy Bysshe Shelley)

domenica 2 marzo 2014

La filosofia dell'amore

Le fontane si mischiano nel fiume
e i fiumi nell’oceano,
i venti dell’azzurro si confondono
in dolce emozione;
niente nel mondo è solo;
tutte le cose per legge divina
s’incontrano e si mischiano in uno spirito.
Perché non io nel tuo?

I monti, vedi, baciano l’Azzurro
e le onde abbracciano le onde;
nessun fiore sarebbe perdonato
se disdegnasse il suo fratello;
e il sol la terra abbraccia con la luce
e i raggi della luna baciano le acque:
tutto questo baciarsi cosa vale,
se tu non baci me?


(Percy Bysshe Shelley)

giovedì 6 febbraio 2014

I miei pensieri sorgono e si dileguano nella solitudine

I miei pensieri sorgono e si dileguano nella solitudine,
il verso che vorrebbe rivestirli
si scioglie via come la luce della luna
nel raggio del mattino che si stende:
come eran belli, come stavano decisi,
screziando il cielo stellato come un tessuto di perle!


(Percy Bysshe Shelley)

lunedì 3 febbraio 2014

La mutevolezza

Noi siamo come nuvole che velano la luna a mezzanotte;
così irrequiete sfrecciano, e sfavillano, e fremono, striando
l’oscurità radiosamente! ― eppure subito
la notte si richiude attorno, e le cancella:

o come lire dimenticate, le cui dissonanti corde
rendono a ogni vario soffio del vento una risposta varia,
alla cui fragile struttura nessuna nuova vibrazione apporta
un tono o una modulazione pari all’ultimo.

Noi riposiamo ― e un sogno ha la potenza di avvelenarci il sonno.
Ci alziamo ― e un pensiero errante può inquinare il giorno.
Sentiamo, concepiamo o ragioniamo, ridiamo o piangiamo,
ci disperiamo, o gettiam via ogni affanno:

è tutto uguale! ― Sia una gioia o un dolore,
la via della sua dipartita è sempre aperta:
l’ieri dell’uomo non può mai essere simile al domani;
niente nel mondo può durare, eccetto la Mutevolezza.


(Percy Bysshe Shelley)