giovedì 21 febbraio 2013

La vita – è il solo modo

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba;
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.


(Wislawa Szymborska)

Ho colto questo paesaggio magico

Ho colto questo paesaggio magico
ed è il suo fascino
che sono così impaziente di rendere.
Naturalmente molti protesteranno
che è del tutto irreale,
ma peggio per loro.


(Claude Monet)

Veder cadere le foglie mi lacera dentro

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d'accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d'ippocastani.

-----

Elli bin şiir roman filan okudum yaprak dökümünü anlatır
elli bin filim seyrettim yaprakların dökümünü gösterir
elli bin kere gördüm yaprak dökümünü
düşüşlerini sürünüşlerini çürüyüşlerini yaprakların
elli bin kere duydum ölü hışırtılarını kunduramın altında
avucumda ve parmaklarımın ucunda
ama yaprak dökümüne rastlamak yine de burar içimi
hele bulvarlarda yaprak dökümüne
hele kestaneyseler
hele çocuklar geçiyorsa oralardan
hele güneşliyse hava
hele iyi bir haber almışsam o gün dostluk üstüne
hele o gün sancımıyorsa yüreğim
hele sevdiğimin beni sevdiğine inanıyorsam o gün
hele o gün insanlarla ve kendimle aram iyiyse yaprak
dökümüne rastlamak burar içimi
hele bulvarlarla yaprak dökümüne
hele kestaneyseler.


(Nazim Hikmet)

martedì 19 febbraio 2013

Questa è la mia idea di felicità

(...)
e poi riposo,
natura,
libri,
musica,
amore per il prossimo.
Questa è la mia idea di felicità.
E poi,
al di sopra di tutto,
tu per compagna,
e dei figli forse.
Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?


(Lev Tolstoj; "La felicità domestica" - 1859)


lunedì 18 febbraio 2013

Nulla due volte

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tale ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa?  Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora,
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

-----

Nic dwa razy się nie zdarza
i nie zdarzy. Z tej przyczyny
zrodziliśmy się bez wprawy
i pomrzemy bez rutyny.

Choćbyśmy uczniami byli
najtępszymi w szkole świata,
nie będziemy repetować
żadnej zimy ani lata.

Żaden dzień się nie powtórzy,
nie ma dwóch podobnych nocy,
dwóch tych samych pocałunków,
dwóch jednakich spojrzeń w oczy.

Wczoraj, kiedy twoje imię
ktoś wymówił przy mnie głośno,
tak mi było, jakby róża
przez otwarte wpadła okno.

Dziś, kiedy jesteśmy razem,
odwróciłam twarz ku ścianie.
Róża? Jak wygląda róża?
Czy to kwiat? A może kamień?

Czemu ty się, zła godzino,
z niepotrzebnym mieszasz lękiem?
Jesteś – a więc musisz minąć.
Miniesz – a więc to jest piękne.

Uśmiechnięci, współobjęci
spróbujemy szukać zgody,
choć różnimy się od siebie
jak dwie krople czystej wody.


(Wislawa Szymborska; 1957)

Vermeer

Finchè quella donna del Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo.


(Wislawa Szymborska)

venerdì 15 febbraio 2013

Pudore

Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.


(Antonia Pozzi; 1 Febbraio 1933)

Villeggiatura

Sono venuto qua per riposare,
ma ho scordato di lasciarmi a casa.
Ho portato con me la spina essenziale di essere cosciente,
la vaga nausea, il morbo incerto di sentirmi.
Sempre quest'inquietudine masticata a bocconi
come pane rado e scuro che si sbriciola cadendo.
Sempre questo malessere buttato giù in fretta
come un vino d'ubriaco che neppure la nausea ostacola.
Sempre, sempre, sempre
questo difetto di circolazione nell'anima,
questa lipotimia delle sensazioni,
sempre...


(Fernando Pessoa)

mercoledì 13 febbraio 2013

Primo amore

Un tempo quando avevo 16 anni
c'era solo qualche scrittore a darmi speranza e conforto.

A mio padre non piacevano i libri
e a mia madre neppure
perché non piacevano al babbo
specie i libri che prendevo io in biblioteca:
D.H. Lawrence, Dostoevskij, Turgenev,
Gorkij, A. Huxley, Sinclair Lewis, e altri.

Avevo la mia camera da letto
ma alle 8 di sera bisognava filare tutti a nanna:
il mattino ha l'oro in bocca, diceva mio padre poi gridava:
"Luci spente!".

Allora mettevo la lampada sotto le coperte
e continuavo a leggere sotto la luce calda e nascosta:
Ibsen, Shakespeare, Cechov,  Jeffers, Thurber, Conrad Aiken e altri.

Mi offrivano una opportunità e qualche speranza
in un posto senza opportunità
speranza, sentimento. Me la guadagnavo.
Faceva caldo sotto le coperte.
Qualche volta fumavano le lenzuola
allora spegnevo la lampada,
la tenevo fuori per raffreddarla.

Senza quei libri non sono del tutto sicuro
di cosa sarei diventato:
delirante; parricida; idiota; buonannulla.

Quando mio padre gridava
"Luci spente!"
son sicuro che lo terrorizzava
la parola ben tornita e immortalata
una volta per tutte nelle pagine migliori
della nostra più bella letteratura.

Ed essa era lì, per me,
 vicina a me sotto le coperte
più donna di una donna, più uomo di un uomo.

Era tutta per me,
 e io la presi.


(Charles Bukowski)

L'anima libera

L'anima libera è rara,
ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perchè provi un senso di benessere
quando gli sei vicino.


(Charles Bukowski)

sabato 9 febbraio 2013

Difesa dell'allegria

Difendere l'allegria come una trincea
difenderla dallo scandalo e dalla routine
dalla miseria e dai miserabili
dalle assenze transitorie
e da quelle definitive

difendere l'allegria come un principio
difenderla dallo sbalordimento e dagli incubi
dai neutrali e dai neutroni
dalle dolci infamie
e dalle gravi diagnosi

difendere l'allegria come una bandiera
difenderla dal fulmine e dalla malinconia
dagli ingenui e dalle canaglie
dalla retorica e dagli arresti cardiaci
dalle endemie e dalle accademie

difendere l'allegria come un destino
difenderla dal fuoco e dai pompieri
dai suicidi e dagli omicidi
dalle vacanze e dalla fatica
dall'obbligo di essere allegri

difendere l'allegria come una certezza
difenderla dall'ossido e dal sudiciume
dalla famosa patina del tempo
dalla rugiada e dall'opportunismo
dai prosseneti della risata

difendere l'allegria come un diritto
difenderla da Dio e dall'inverno
dalle maiuscole e dalla morte
dai cognomi e dalle pene
dal caso
e anche dall'allegria


(Mario Benedetti)

L’art, mes enfants

L'arte,
ragazzi miei,
sta nell'essere sé stessi
fino in fondo.

-----

L’art,
mes enfants,
c’est d’être absolument soi-même.


(Paul Verlaine)

La menzogna mi atterrisce

Voi sapete come io odii e detesti la menzogna,
come mi sia insopportabile:
non perchè io sia più schietto degli altri mortali,
ma semplicemente perché
la menzogna mi atterrisce.
C'è in essa un tanfo di morte,
un alito di corruzione
- che è proprio ciò che più odio e detesto al mondo -
quel che vorrei dimenticare.
Mi sconvolge e mi nausea,
come quando capita di addentare qualcosa di marcio.


(Joseph Conrad; "Cuore di tenebra")

lunedì 4 febbraio 2013

Nel buio, nell’indicibile

Tutto è portare a termine e poi generare.
Lasciar compiersi ogni impressione
e ogni germe d’un sentimento dentro di sè,
nel buio, nell’indicibile,
nell’inconscio irraggiungibile alla propria ragione
e attendere con profonda umiltà e pazienza
l’ora del parto d’una nuova chiarezza.


(Rainer Maria Rilke; "Lettere a un giovane poeta")

L'aspro sapore del mare

Quella vela piegata dalla luce,
stanca d'isole,
una goletta che batte il Mar dei Caraibi

per ritornare, potrebbe essere Odisseo
diretto a casa attraverso l'Egeo:
quel desiderio di padre e di marito,

sotto l'aspro livore della vecchiezza,
è come l'adultero che sente il nome di Nausicaa
in ogni grido di gabbiano.

E questo non assicura la pace. L'antica guerra
tra ossessione e responsabilità
non può finire ed è la stessa

per il naufrago e per chi sul lido
ora infila i piedi nei sandali per rientrare
da quando Troia ha spirato l'ultima fiamma

e il macigno del cieco ciclope ha alzato le acque
dalle cui ondate i grandiosi esametri giungono
alle conclusioni dell'esausta risacca.

I classici possono consolare. Ma non abbastanza.
(Derek Walcott)