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sabato 30 gennaio 2016

Di sera sulla spiaggia, solo

Di sera sulla spiaggia, solo
Mentre la vecchia madre, i flutti ondeggiando, intona roca il suo canto,
E osservo le sfavillanti stelle, formo un pensiero
sulla chiave degli universi e del futuro.

Una vasta similitudine incastra tutto, tutte le sfere, cresciute e non cresciute,
piccole, grosse,soli, lune, pianeti,
Tutte le distanze dello spazio, per quanto vaste,
Tutte le distanze del tempo, tutte le forme inanimate,
Tutte le anime, tutti i corpi viventi per quanto diversi essi siano,
o in mondi diverso essi vivano,
Tutti i processi dei gas, dell'acqua, dei vegetali, dei minerali, i pesci, le bestie,
Tutte le nazioni, colori, barbarie, civiltà, lingue,
Tutte le somiglianze che siano esistite o possano esistere
su questo mondo o in un mondo qualsiasi,
Tutte le vite e le morti, in passato, presente, futuro,
Questa ampia similitudine tutte le abbraccia, e sempre le ha abbracciate,
E per sempre le abbraccerà, mantenendole compatte, circonfondendole tutte.


(Walt Whitman)

sabato 28 giugno 2014

Quando ascoltai l'erudito astronomo

Quando ascoltai l'erudito astronomo,
Quando le dimostrazioni, i numeri, furono dispiegati dinanzi a me,
Quando le carte e i diagrammi mi furono mostrati
per sommarli, dividerli e misurarli,
Quando ascoltai trepidante l'astronomo nell'aula delle sue famose lezioni,
Quanto inspiegabilmente presto divenni esausto e sofferente,
Fino a quando alzandomi e scivolando via iniziai a vagare in solitudine,
Nell'umida e misteriosa aria notturna, e secondo dopo secondo,
Volsi lo sguardo alle stelle nel perfetto silenzio.


(Walt Whitman)

giovedì 6 febbraio 2014

Che cos'è l'erba?

Che cos'è l'erba? Mi chiese un bambino,
portandomene a piene mani;
Come potevo rispondergli? Non so meglio di lui che cosa sia.
Suppongo che sia lo stendardo della mia vocazione,
fatto col verde tessuto della speranza.

O forse è il fazzoletto del Signore,
Un ricordo profumato lasciato cadere di proposito,
Con la cifra del proprietario in un angolo sicché
possiamo vederla e domandarci di Chi può essere?

O forse l'erba stessa è un bambino, il bimbo generato
dalla vegetazione.

O un geroglifico uniforme
Che voglia dire, crescendo tanto in ampi spazi che in strette fasce di terra,
Fra bianchi e gente di colore,
Canachi, Virginiani, Membri del Congresso, gente
comune, io do loro la stessa cosa e li accolgo nello stesso modo.

E ora mi appare come la bella capigliatura delle
tombe.

Ti userò con gentilezza, erba ricciuta,
Forse traspiri dal petto di giovani uomini,
Che avrei potuto amare, se li avessi conosciuti,
Forse provieni da vecchi, o da figli ghermiti appena fuori dai ventri materni,
Ed ecco, sei tu il ventre materno.
Quest'erba è troppo scura per uscire dal bianco capo delle nonne,
Più scura della barba scolorita dei vecchi,
È scura per spuntare dal roseo palato delle bocche.

Oh nonostante tutto io sento il parlottio di tante lingue,
E comprendo che non esce dalle bocche per nulla.

Vorrei poter tradurre gli accenni ai giovani morti, alle
fanciulle,
Gli accenni ai vecchi e alle madri, ai rampolli ghermiti
ai loro ventri.

Che cosa pensate sia avvenuto dei giovani e dei
vecchi?
E che cosa pensate sia avvenuto delle madri e dei
figli?

Vivono e stanno bene in qualche luogo,
Il più minuscolo germoglio ci dimostra che in realtà
non vi è morte,
E che se mai c'è stata conduceva alla vita, e non
aspetta il termine per arrestarla,
E che cessò nell'istante in cui la vita apparve.

Tutto continua e tutto si estende, niente si annienta,
E il morire è diverso da ciò che tutti suppongono, e
ben più fortunato.


(Walt Whitman)

domenica 21 luglio 2013

A uno sconosciuto

Sconosciuto che passi! tu non sai con che desiderio ti
guardo,
Devi essere colui che cercavo, o colei che cercavo (mi
arriva come un sogno),
Sicuramente ho vissuto con te in qualche luogo una vita
di gioia,
Tutto ritorna, fluido, affettuoso, casto, maturo, mentre
passiamo veloci uno vicino all'altro,
Sei cresciuto con me, con me sei stato ragazzo
o giovanetta,
Ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo non è più
solo tuo né ha lasciato il mio corpo solo mio,
Mi dai il piacere dei tuoi occhi, del tuo viso, della tua
carne, passando, in cambio prendi la mia barba, il
mio petto, le mie mani,
Non devo parlarti, devo pensare a te quando siedo in
disparte o mi sveglio di notte, tutto solo,
Devo aspettare, perché t'incontrerò di nuovo, non ho
dubbi,
Devo vedere come non perderti
più 


(Walt Whitman)

mercoledì 26 giugno 2013

Io credo in questi propositi alati

(...)
In me c'è
chi accarezza la vita dovunque vada,
indietro o in avanti, su nicchie
appartate e su chi mi è inferiore
chinandomi, nessuna persona, nessun
oggetto trascurando, assorbendo tutto
per me e per il mio canto. Buoi che
scuotete il giogo, la catena, o vi
fermate all'ombra delle foglie, cosa
esprimete nei vostri occhi? Più, mi
sembra, di tutti i giornali che ho letto
nella mia vita. Il mio passo atterrisce
l'anatra e il suo maschio durante la
mia lontana passeggiata che dura un
giorno, e si alzano insieme,
lentamente volano in cerchio. Io credo
in questi propositi alati, e riconosco  
che rosso giallo bianco agiscono in
me, e considero intenzionali verde e
viola e il ciuffo coronato, e non dico la
tartaruga indegna perché non
è qualcos'altro, e la ghiandaia nei
boschi non ha mai studiato la scala,
eppure gorgheggia bene per me, e
l'aspetto della puledra baia mi fa
vergognare della mia sciocchezza.


(Walt Whitman)

giovedì 3 gennaio 2013

Un’ora per la pazzia e la gioia

Un’ora per la pazzia e la gioia!
Oh, furioso! Non rinchiudetemi!
(Che cos’è che mi libera così nella tempesta?
Che significano le mie urla tra i lampi e i venti rabbiosi?)

Bere i mistici deliri più in profondità che ogni altro uomo!
Oh, sofferenze tenere e selvagge...

Oh, abbandonarmi a te, chiunque tu sia, e tu a me, sfidando il mondo.
Ritornare in Paradiso! Oh, timido e femmineo.
Attirarti a me, porre su di te per la prima volta le mie labbra.
Oh, l’enigma, il nodo triplice, il gorgo scuro e profondo, tutto senza lacci, illuminato.

Andare di corsa dove finalmente c’è spazio abbastanza e aria a sufficienza!
Svincolarsi da legami e convenzioni, io dai miei, tu dai tuoi!
Trovare un nuovo e sinora impensato accordo col meglio della Natura!

Avere la bocca libera dal bavaglio!
Sentire oggi e ogni giorno che noi bastiamo come siamo.

Oh, qualcosa di mai provato, qualcosa di simile all’estasi.
Sfuggire del tutto ad ogni ancora e a ogni presa.
Andare liberi, amare liberi, precipitarsi incauti e pericolosi.
Corteggiare la distruzione col sarcasmo e con l’invito.
Ascendere, saltare verso i cieli dell’amore che mi indichi,
salire sin lassù con la mia Anima inebriata.
Perdermi, se così deve essere.
Nutrire il resto della mia vita con un’ora di pienezza e di libertà.
Con un’ora breve di pazzia e di gioia.


(Walt Whitman)

domenica 6 maggio 2012

Oh me, oh vita!

Oh me, oh vita!
Domande come queste mi perseguitano,
infiniti cortei d'infedeli,
città gremite di stolti,
che vi è di nuovo in tutto questo,
oh me, oh vita!

Risposta

Che tu sei qui,
che la vita esiste e l'identità,
Che il potente spettacolo continui,
e che tu puoi contribuire con un verso.


(Walt Whitman)