Fiorire è il fine - chi passa un fiore con uno sguardo distratto stenterà a sospettare le circostanze coinvolte in quel luminoso fenomeno costruito in modo così intricato e poi offerto, come una farfalla al mezzogiorno
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sabato 3 gennaio 2015
Il sogno ad occhi aperti
mercoledì 13 febbraio 2013
Primo amore
Un tempo quando avevo 16 anni
c'era solo qualche scrittore a darmi speranza e conforto.
A mio padre non piacevano i libri
A mio padre non piacevano i libri
e a mia madre neppure
perché non piacevano al babbo
specie i libri che prendevo io in biblioteca:
D.H. Lawrence, Dostoevskij, Turgenev,
Gorkij, A. Huxley, Sinclair Lewis, e altri.
Avevo la mia camera da letto
Avevo la mia camera da letto
ma alle 8 di sera bisognava filare tutti a nanna:
il mattino ha l'oro in bocca, diceva mio padre poi gridava:
"Luci spente!".
Allora mettevo la lampada sotto le coperte
Allora mettevo la lampada sotto le coperte
e continuavo a leggere sotto la luce calda e nascosta:
Ibsen, Shakespeare, Cechov, Jeffers, Thurber, Conrad Aiken e altri.
Mi offrivano una opportunità e qualche speranza
Mi offrivano una opportunità e qualche speranza
in un posto senza opportunità
speranza, sentimento. Me la guadagnavo.
Faceva caldo sotto le coperte.
Qualche volta fumavano le lenzuola
allora spegnevo la lampada,
la tenevo fuori per raffreddarla.
Senza quei libri non sono del tutto sicuro
Senza quei libri non sono del tutto sicuro
di cosa sarei diventato:
delirante; parricida; idiota; buonannulla.
Quando mio padre gridava
Quando mio padre gridava
"Luci spente!"
son sicuro che lo terrorizzava
la parola ben tornita e immortalata
una volta per tutte nelle pagine migliori
della nostra più bella letteratura.
Ed essa era lì, per me,
Ed essa era lì, per me,
vicina a me sotto le coperte
più donna di una donna, più uomo di un uomo.
Era tutta per me,
Era tutta per me,
e io la presi.
(Charles Bukowski)
domenica 6 gennaio 2013
Lo straniero
- Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? Tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?
- Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.
- I tuoi amici?
- Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.
- La patria?
- Non so sotto quale latitudine si trovi.
- La bellezza?
- L'amerei volentieri, ma dea e immortale.
- L'oro?
- Lo odio come voi odiate Dio.
- Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?
- Amo le nuvole... Le nuvole che passano... laggiù... Le meravigliose nuvole!
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- Qui aimes-tu le mieux, hommes énigmatique, dis ? Ton père, ta mère, ta sœur ou ton frère ?
- Je n'ai ni père, ni mère, ni sœur, ni frère.
- Tes amis ?
- Vous vous servez là d'une parole dont le sens m'est resté jusqu'à ce jour inconnu.
- Ta patrie ?
- J'ignore sous quelle latitude elle est située.
- La beauté ?
- Je l'aimerais volontiers, déesse et immortelle.
- L'or ?
- Je le hais comme vous haïssez Dieu.
- Eh! qu'aimes-tu donc, extraordinaire étranger ?
- J'aime les nuages... les nuages qui passent... là-bas... les merveilleux nuages!
(Charles Baudelaire; "Lo spleen di Parigi")
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