sabato 5 settembre 2026

Accettami così

Accettami così come mi dono.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

Oggi, quassù è straordinariamente bello

(...) rivolgo lo sguardo verso il mare, e rifletto sulla mia vita, sul suo salire e sul suo precipitare, sulla sua felicità e sul suo dolore, e il mio passato suona dentro di me come le note di un'arpa, quando l'artista fa vibrare tutte le corde e fonde insieme, in nascosto ordine, dissonanze e accordi. 
Oggi, quassù è straordinariamente bello. Due favorevoli giorni di pioggia hanno rinfrescato l'aria e il terreno esausto. La terra si è fatta più verde, il prato più aperto. Infiniti i campi con le messi dorate, frammiste ai gentili fiordalisi e, dal fondo del bosco, si levano, chiare e serene, mille vette ben promettenti. Ogni profilo lontano spicca delicato e grande nello spazio; i monti, simili a gradini, si innalzano, uno dopo l'altro, ininterrottamente sino al sole. Tutto il cielo è puro, la luce bianca è come alitata nell'etra e, simile ad argentea nuvoletta, la timida luna migra nel giorno chiaro.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

...il mio spirito usciva all'aperto e libero si espandeva

Allora mi sceglievo le montagne più alte e le loro auree e, simile a un'aquila le cui ali siano guarite, il mio spirito usciva all'aperto e libero si espandeva su tutto il mondo visibile, come se fosse suo. Sovente, mi pareva, e me ne maravigliavo, come se gli oggetti terreni si purificassero e si fondessero, come oro, entro il mio fuoco e che da essi e da me prendesse forma alcunché di divino, tanto tumultuava dentro di me la gioia. E come sollevavo fra le mie braccia i bambini e li premevo contro il mio cuore palpitante, come salutavo le piante e gli alberi! Avrei desiderato di possedere un incantesimo per radunare, come un piccolo popolo casalingo, intorno alle mie mani generose, i timidi cervi e i selvaggi uccelli del bosco. Tanto pazzamente e dolcemente amavo ogni cosa.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")