(...) rivolgo lo sguardo verso il mare, e rifletto sulla mia vita, sul suo salire e sul suo precipitare, sulla sua felicità e sul suo dolore, e il mio passato suona dentro di me come le note di un'arpa, quando l'artista fa vibrare tutte le corde e fonde insieme, in nascosto ordine, dissonanze e accordi.
Oggi, quassù è straordinariamente bello. Due favorevoli giorni di pioggia hanno rinfrescato l'aria e il terreno esausto. La terra si è fatta più verde, il prato più aperto. Infiniti i campi con le messi dorate, frammiste ai gentili fiordalisi e, dal fondo del bosco, si levano, chiare e serene, mille vette ben promettenti. Ogni profilo lontano spicca delicato e grande nello spazio; i monti, simili a gradini, si innalzano, uno dopo l'altro, ininterrottamente sino al sole. Tutto il cielo è puro, la luce bianca è come alitata nell'etra e, simile ad argentea nuvoletta, la timida luna migra nel giorno chiaro.
(Friedrich Hölderlin; "Iperione")