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domenica 16 marzo 2025

Tutte le cose che penso sono sincere e bianche

- Madonna di Campiglio, 4 gennaio 1934

...poche righe soltanto, intanto che fuori le mie montagne si spengono come grandi lampade esauste. Non ho mai passato dei giorni così belli. Non ho più né pensieri né parole. Soltanto occhi per guardare e muscoli per camminare. (...) Tutte le cose morte si struggono nel gran sole. Mi lavo le mani nella neve e me le asciuga il vento. Tutte le cose che penso sono sincere e bianche. Queste giornate me le regala Dio, come un miracolo, oh, queste sono davvero le montagne di tutti i miracoli, Lucia!...

E te? ti penso tanto tanto, ti sono vicina con tutta l'anima che il gelo ha fatto limpida...

Tugnin


(Antonia Pozzi; Lettera a Lucia Bozzi)

mercoledì 17 maggio 2023

Sono tutti diversi, come gli uomini

Andai fin dove il giardino finiva e cominciava il bosco d'ulivi. "Lo sai che non c'è un ulivo uguale all'altro in tutto il mondo? Sono tutti diversi, come gli uomini". Ne cercai tutta la notte uno uguale ad un altro, ma non lo trovai. Nica aveva ragione. "Se lo fissi bene, scoprirai che somiglia a qualcuno che conosci: sono gli unici alberi che hanno l'anima. Non vedi come sono contorti anche nel corpo? Sono gli unici alberi che hanno l'anima contorta come quella degli uomini". "Guarda, questo sembra Carlo!" "E questo sembra il tuo ritratto".


(Goliarda Sapienza; "Lettera aperta")

domenica 13 novembre 2016

Riprender contatto con un frammento d'eternità...

- Venerdì mattina, le nove.

Mi sento come uno che si stia rimettendo da una grave malattia. Con la testa abbastanza leggera e con le gambe ancora un po' incerte. Era proprio brutto ieri. Non vivo abbastanza semplicemente. Mi abbandono troppo a "sfrenatezze", a baccanali dello spirito. E forse m'identifico troppo con quel che leggo e studio: Dostoevskij mi distrugge ancora, in un modo o nell'altro. Devo proprio diventare più semplice. Lasciarmi vivere un po' di più. Non pretendere di vedere già dei risultati. Ora conosco la mia cura: accoccolarmi in un angolino e ascoltare quel che ho dentro, ben raccolta in me stessa. Tanto, col pensiero non ci arriverò mai. Pensare è una bella, una superba occupazione quando studi, ma non puoi "pensarti fuori" da uno stato d'animo penoso. Allora devi fare altro, farti passiva e ascoltare, riprender contatto con un frammento d'eternità...


(Etty Hillesum; "Diario")

venerdì 5 settembre 2014

Bisogna procedere diversamente

D'altro canto è inutile riflettere su queste cose. È come si volesse sforzarsi a rompere una sola caldaia nell'inferno: in primo luogo non ci si riesce e in secondo luogo, se la cosa riesce, si brucia nella massa incandescente che si riversa, ma l'inferno continua in tutto il suo splendore. Bisogna procedere diversamente. Anzitutto, in ogni caso, sdraiarsi in un giardino e trarre dalla malattia, specialmente quando non è veramente tale, la maggior dolcezza possibile. Essa ne contiene molta.


(Franz Kafka)