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domenica 20 ottobre 2024

...l'effetto di un esercizio costante e doloroso

Se riesci a credermi capace di sentimenti, certo puoi immaginare che ho sofferto ora. La compostezza con cui mi sono indotta a considerare la questione, la consolazione che mi sforzo di ammettere, sono l'effetto di un esercizio costante e doloroso (...)


(Jane Austen; "Ragione e sentimento")

sabato 9 maggio 2015

Il nuovo in noi

(...) Io credo che quasi tutte le nostre tristezze siano momenti di tensione, che noi sentiamo come paralisi, perché non udiamo più vivere i nostri sentimenti sorpresi. Perché noi siamo soli con la cosa straniera che è entrata in noi; perché quanto ci era confidente e abituale per un momento ci è tolto; perché noi siamo in un passaggio dove non possiamo fermarci. Perciò anche poi passa la tristezza: il nuovo in noi, il sopravvenuto, è entrato nel nostro cuore, è penetrato nella sua camera più interna e anche là non è più, è già nel sangue. E noi non capiamo cosa sia stato. Ci si potrebbe facilmente persuadere che nulla sia accaduto, e pure noi ci siamo trasformati, come si trasforma una casa, in cui sia entrato un ospite. Noi non possiamo dire chi sia entrato, forse non lo sapremo mai, ma molti indizi suggeriscono che il futuro entra in noi in questa maniera per trasformarsi in noi molto prima che accada. E perciò è tanto importante essere soli e attenti, quando si è tristi: perché il momento, vuoto in apparenza e fisso, in cui il futuro entra in noi, è tanto più vicino alla vita, di quell’altro sonoro e casuale istante in cui esso, come dal di fuori, ci accade.  Quanto più calmi, pazienti e aperti noi siamo nella tristezza, tanto più profondo e infallibile entra in noi il nuovo.


(Rainer Maria Rilke)

martedì 17 marzo 2015

Ninfee

Ninfee pallide lievi
coricate sul lago -
guanciale che una fata
risvegliata
lasciò
sull’acqua verdeazzurra -

ninfee -
con le radici lunghe
perdute
nella profondità che trascolora -

anch’io non ho radici
che leghino la mia
vita - alla terra -

anch’io cresco dal fondo
di un lago - colmo
di pianto.


(Antonia Pozzi)

giovedì 5 marzo 2015

Ovunque Tu sia

Ovunque Tu sia,
ovunque Tu,
immeritatamente,
mi guardi,
ovunque Tu stabilisca io abbia una casa,
fosse pure una grigia prigione,
io so che da qualsiasi pietra
Tu puoi far scaturire un fiore
nel perimetro della mia mente.


(Alda Merini)