giovedì 19 luglio 2012

Non dedicarmi troppo tempo

Non dedicarmi troppo tempo,
non pormi tante domande.
Non sfiorare la mia mano
con i tuoi occhi buoni, fedeli.

Non seguirmi in primavera
lungo le pozzanghere.
Lo so: una volta ancora, nulla
verrà fuori da questo incontro.

Forse pensi: è per superbia
che non mi vuole amico.
Non la superbia... L'amarezza
tiene così alta la mia testa.


(Bella Achatovna)

martedì 17 luglio 2012

Sentire se stesso negli altri

Il poeta deve vivere tutto per sé,
immedesimandosi nelle sue cose predilette.
Lui che ha ricevuto dal cielo
il più prezioso dei doni dell'anima,
che dalla natura ha avuto
una indistruttibile ricchezza,
deve anche poter vivere indisturbato la sua vita interiore
e godere quei tesori,
quella beatitudine che il ricco inutilmente cerca di procurarsi
accumulando beni.
Guarda gli uomini,
come corrono dietro alla felicità e ai divertimenti;
i loro desideri,
i loro sforzi,
il loro tempo e il loro denaro
sono costantemente in caccia di una cosa;
e di che?
Di quello che il poeta ha ricevuto in dono dalla natura:
del godimento del mondo,
della facoltà di sentire se stesso negli altri,
del convivere armonico con tante cose spesso inconciliabili.
Che cosa agita gli uomini
se non la loro incapacità a collegare i concetti con le cose,
la difficoltà a trattenere il piacere tra le loro mani,
il ritardo con cui si avverano i loro desideri;
e la constatazione che la meta raggiunta
non ha sul loro cuore l'effetto che speravano desiderandola da lontano.
Il destino ha elevato al di sopra di tutto ciò il poeta,
simile a un dio.
Egli scorge la baraonda delle passioni,
vede famiglie e regni agitarsi senza scopo,
vede gli intricati enigmi dei malintesi
che spesso un semplice monosillabo basterebbe a risolvere,
creare grovigli indescrivibili,
irreparabili.
Partecipa alle gioie e ai dolori di ogni destino umano;
sia che l'uomo trascini i suoi giorni
struggendosi di malinconia per qualche grande perdita,
sia che vada incontro al destino
con spensierato ottimismo,
l'anima ricettiva e sensibile del poeta
passa dalla notte al giorno
come il sole nel suo corso,
e le delicate modulazioni della sua arpa
prendono il tono della gioia e del dolore.


(Wolfgang Goethe)

sabato 7 luglio 2012

There is a pleasure in the pathless woods

Vi è un incanto nei boschi senza sentiero.
Vi è un'estasi sulla spiaggia solitaria.
Vi è un asilo dove nessun importuno penetra
in riva alle acque del mare profondo,
e vi è un armonia nel frangersi delle onde.
Non amo meno gli uomini, ma più la Natura
e in questi miei colloqui con lei io mi libero
da tutto quello che sono e da quello che ero prima,
per confondermi con l' Universo
e sento ciò che non so esprimere
e che pure non so del tutto nascondere.

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There is a pleasure in the pathless woods,
There is a rapture on the lonely shore,
There is society, where none intrudes,
By the deep sea, and music in its roar:
I love not man the less, but Nature more,
From these our interviews, in which I steal
From all I may be, or have been before,
To mingle with the Universe, and feel
What I can ne'er express, yet cannot all conceal.


(Lord Byron)

Troppo buonsenso inaridisce l'intelligenza