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giovedì 10 agosto 2017

Non si capisce come il petto possa allargarsi abbastanza...

- Praga, 5.VII.20
Lunedì in mattinata.

(...) Documenti sono qui sparpagliati, qualche lettera che non ho letto, visite al direttore e a qualcun altro e intanto un campanellino suona nell'orecchio: "Ella non è più con te", è vero che da qualche parte nel cielo c'è anche un'immensa campana che suona: "Ella non ti abbandonerà", ma, inutile, il campanellino è nell'orecchio. E poi c'è la lettera della notte, non si capisce come la si possa leggere, non si capisce come il petto possa allargarsi abbastanza e contrarsi per respirare quest'aria, non si capisce come si possa essere lontano da te.


(Franz Kafka; "Lettere a Milena")

lunedì 20 marzo 2017

Dono

Un giorno così felice.
La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino.
I colibrì si posavano sui fiori del quadrifoglio.
Non c’era cosa sulla terra che desiderassi avere.
Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare.
Il male accadutomi, l’avevo dimenticato.
Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono.
Nessun dolore nel mio corpo.
Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e vele.

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Dzień taki szczęśliwy.
Mgła opadła wcześnie, pracowałem w ogrodzie.
Kolibry przystawały nad kwiatem kaprifolium.
Nie było na ziemi rzeczy, którą chciałbym mieć.
Nie znałem nikogo, komu warto byłoby zazdrościć.
Co przydarzyło się złego, zapomniałem.
Nie wstydziłem się myśleć, że byłem kim jestem.
Nie czułem w ciele żadnego bólu.


(Czeslaw Milosz)