venerdì 23 giugno 2017

E vorrei tanto... vorrei... tutto...

- Sabato 12 febbraio 1944

Cara Kitty,
splende il sole, il cielo è azzurro intenso, 
soffia un venticello meraviglioso
e vorrei tanto... vorrei... tutto...
Parlare, essere libera, avere amici, essere sola.
Vorrei tanto... piangere!
Mi sembra di scoppiare e so che se piangessi starei meglio;
ma non posso farlo.
Sono inquieta, passo da una stanza all'altra,
respiro l'aria della fessura di una finestra chiusa,
mi sento battere il cuore, come se dicesse:
- Esaudisci finalmente il mio desiderio.
Penso che sia la primavera, avverto il risveglio,
lo sento nel corpo e nell'anima.
Devo sforzarmi di agire in modo normale,
sono totalmente confusa,
non so cosa leggere, cosa scrivere, cosa fare,
so soltanto che vorrei...
Tua Anne


(Anne Frank; "Diario")

...molti interrogativi disperati hanno trovato risposta

Ieri, per un momento,
ho pensato che non avrei potuto continuare a vivere,
che avevo bisogno d'aiuto.
La vita e il dolore avevano perso il loro significato,
avevo la sensazione di "sfasciarmi" sotto un peso enorme,
ma anche questa volta ho combattuto una battaglia
che poi all'improvviso mi ha permesso di andare avanti, con maggior forza.
Ho provato a guardare in faccia il "dolore" dell'umanità,
coraggiosamente e onestamente,
ho affrontato questo dolore
o piuttosto lo ha fatto qualcosa in me stessa,
molti interrogativi disperati hanno trovato risposta,
l'assurdità completa ha ceduto il posto a un po' di ordine e di coerenza:
ora posso andare avanti di nuovo.
È stata un'altra breve ma violenta battaglia,
ne sono uscita con un pezzetto di maturità in più.
Ho scritto che mi sono confrontata col "dolore dell'Umanità"
(questi paroloni mi fanno ancora paura),
ma non è del tutto esatto.
Mi sento piuttosto come un piccolo campo di battaglia
su cui si combattono i problemi,
o almeno alcuni problemi del nostro tempo.
L'unica cosa che si può fare è offrirsi umilmente come campo di battaglia.
Quei problemi devono pur trovare ospitalità da qualche parte,
trovare un luogo in cui possano combattere e placarsi
e noi, poveri piccoli uomini,
noi dobbiamo aprir loro il nostro spazio interiore, senza sfuggire.
Forse, su questo punto, io sono davvero molto ospitale,
a volte sono come un campo di battaglia insanguinato
e poi lo pago con un gran sfinimento e con un forte mal di capo.
Ma ora sono semplicemente me stessa:
Etty Hillesum, una laboriosa studentessa in una camera ospitale
con dei libri e con un vaso di margherite.
Scorro di nuovo nel mio stretto alveo
e il contatto con "Umanità", "Storia Universale" e "Dolore"
s'è interrotto un'altra volta.
Così dev'essere, del resto, altrimenti una persona impazzirebbe.
Non ci si può sempre perdere nei grandi problemi,
non si può essere sempre come un campo di battaglia;
dobbiamo poter ricuperare i nostri stretti confini
e continuare dentro di essi - scrupolosamente e coscienziosamente -
la nostra vita limitata,
mentre quei momenti di contatto quasi "impersonale" con tutta l'umanità
ci rendono ogni volta più maturi e profondi.


(Etty Hillesum; "Diario") 

mercoledì 14 giugno 2017

Domenica 23 marzo, le quattro

È tutto sbagliato un'altra volta.
"Io voglio qualcosa e non so che cosa".
Di nuovo mi sento presa
da una grandissima irrequietezza e ansia di ricerca,
tutto è in tensione nella mia testa.
Penso con una certa invidia alle ultime due domeniche:
le giornate si stendevano dinanzi a me
come grandi, aperte pianure che potevo attraversare liberamente,
erano prospettive ampie e sgombre.
E ora mi ritrovo in mezzo agli arbusti.

Tutto è cominciato ieri sera,
quando l'irrequietezza ha preso a salirmi dentro da ogni parte
come i vapori da una palude.
Volevo fare un po' di filosofia
- ma no, meglio quel saggio su Guerra e pace,
oppure no, Alfred Adler è più adatto al mio umore.
E poi ho finito per leggere quella storia d'amore indù.
Ma stavo semplicemente lottando contro  una naturale spossatezza
a cui mi sono saggiamente arresa, alla fine.
E stamattina sembrava che andasse bene per un po'.
Ma mentre pedalavo per l'Apollolaan è ricominciata quella scontentezza,
quel cercare irrequieto e sentire il vuoto dietro le cose,
sentire che la vita non trova un suo compimento
ma è un rimescolio senza costrutto.
E in questo momento sono nella palude.
E neppure il pensiero che anche questo passa, dopo tutto,
riesce a darmi un po' di pace.


(Etty Hillesum; "Diario")

sabato 3 giugno 2017

O falce di luna calante

O falce di luna calante
che brilli su l'acque deserte, 
o falce d'argento, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!

Aneliti brevi di foglie, 
sospiri di fiori dal bosco
esalano al mare: non canto non grido
non suono pe 'l vasto silenzio va.

Oppresso d'amor, di piacere, 
il popol de' vivi s'addorme...
O falce calante, qual mèsse di sogni
ondeggia al tuo mite chiarore qua giù!


(Gabriele D'Annunzio)

Contemplation


Bacio

M’infiamma il desiderio.
E brillano i miei occhi.
Sistemo la morale nel primo cassetto che trovo,
mi muto in demonio,
e bendo gli occhi dei miei angeli
per un bacio.


(Maram al-Masri)