martedì 18 aprile 2017

La tentazione

Più vivo di così non sarai mai, te lo prometto.
Per la prima volta vedrai i pori schiudersi
come musi di pesce e potrai ascoltare
il mormorio del sangue nelle gallerie
e sentire la luce scivolarti sulle cornee
come lo strascico di un abito; per la prima volta
avvertirai la gravità pungerti
come una spina nel calcagno
e per l’imperativo delle ali avrai male alle scapole.
Ti prometto di renderti talmente vivo che
la polvere ti assorderà cadendo sopra i mobili,
che le sopracciglie diventeranno due ferite fresche
e ti parrà che i tuoi ricordi inizino
con la creazione del mondo.


(Nina Cassian)

La femme et l’oiseau, 1931


lunedì 17 aprile 2017

Somigliare a un corridore che si fermi nel bel mezzo della corsa

Somigliare a un corridore che si fermi nel bel mezzo della corsa
per cercare di capire che senso abbia.
Meditare è una confessione di affanno.


(Emil Cioran)

sabato 15 aprile 2017

Stella

Se, alla luce delle cose tu scolori
vera, eppure debolmente sottratta
alla nostra determinata e giusta
distanza, come la luna lasciata accesa
tutta la notte tra le foglie, possa
tu invisibilmente allietare questa casa;
o stella, doppiamente compassionevole, venuta
troppo presto per il crepuscolo, troppo tardi
per l’alba, possa la tua pallida fiamma
dirigere il peggio in noi
attraverso il caos
con la passione del
semplice giorno.

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If, in the light of things, you fade
real, yet wanly withdrawn
to our determined and appropriate
distance, like the moon left on
all night among the leaves, may
you invisibly delight this house;
O star, doubly compassionate, who came
too soon for twilight, too late
for dawn, may your pale flame
direct the worst in us
through chaos
with the passion of
plain day.


(Derek Walcott)

L'idea fissa mi possiede...

"Si, Manu lo dice, e Zoroastro lo insegnava,
il sole nasce dal fuoco, la luna dal sole.
Il fuoco è l'anima del gran tutto.
I suoi atomi elementari si spandono
e scorrono incessantemente sul mondo in correnti infinite.
Nei punti in cui queste correnti si intersecano nel cielo, producono la luce;
nei loro punti di intersezione sulla terra producono l'oro.
La luce, l'oro, la stessa cosa.
Fuoco allo stato concreto.
La differenza tra visibile e palpabile,
tra fluido e solido per la stessa sostanza,
tra vapore acqueo e ghiaccio, niente di più.
Questi non sono sogni, - è la legge generale della natura -.
Ma come fare
per travasare nella scienza il segreto di questa legge generale? Che?
Questa luce che inonda la mia mano è oro!
Questi stessi atomi dilatati secondo una certa legge,
non si tratta che di condensarli secondo una certa altra legge!
Come fare?
Alcuni hanno immaginato di sotterrare un raggio di sole.
- Averroè - si, è Averroè, -
Averroè ne ha sepolto uno
sotto il primo pilastro di sinistra del santuario del Corano,
nella grande moschea di Cordova;
ma per vedere se l'operazione è riuscita
si potrà aprire il sotterraneo solo fra ottomila anni. (...) "
(...)
"...Altri hanno pensato", continuò l'arcidiacono pensoso,
"che fosse meglio operare su di un raggio di Sirio.
Ma è molto difficile ottenere questo raggio puro,
a causa della presenza simultanea delle altre stelle che vi interferiscono.
Flamel ritiene che sia più semplice operare sul fuoco terrestre.
- Flamel! che nome di predestinato, flamma! -
Si, il fuoco. Ecco tutto.
- Il diamante è nel carbone, l'oro è nel fuoco. -
Ma come trarlo fuori?
- Magistri afferma che ci sono alcuni nomi di donna
dotati di un fascino così dolce e così misterioso
che basta pronunciarli durante l'operazione... -
Leggiamo quello che ne dice Manu:
"Dove le donne sono onorate, le divinità se ne compiacciono;
dove esse sono disprezzate è inutile pregare Dio.
- La bocca di una donna è costantemente pura;
è un'acqua corrente, è un raggio di sole. -
Il nome di una donna deve essere gradevole, dolce, immaginario;
finire con vocali lunghe e somigliare a parole di benedizione".
- ...Si, il saggio ha ragione; in effetti la Maria, la Sofia, la Esmeral...
- Dannazione! Sempre questo pensiero!"
E chiuse il libro con violenza.
Si passò la mano sulla fronte,
come per scacciare l'idea che l'ossessionava.
Poi prese dal tavolo un chiodo e un martelletto
il cui manico era curiosamente dipinto di lettere cabalistiche.
"Da un po' di tempo", disse con un sorriso amaro,
"fallisco in tutte le mie esperienze!
L'idea fissa mi possiede
e mi fa appassire il cervello come un trifoglio di fuoco.
Non ho nemmeno potuto trovare il segreto di Cassiodoro,
la cui lampada ardeva senza stoppino e senza olio.
Eppure era una cosa semplice!".
(...)
"...Dunque è sufficiente", continuò il prete,
"un solo miserabile pensiero per rendere un uomo debole e pazzo!..."


(Victor Hugo; "Notre Dame de Paris")