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venerdì 10 giugno 2016

Ho male al cuore, Cesonia

Forse ne verrò fuori. Ma sento crescere dentro di me delle presenze senza nome - segnate dai volti orribili d'una libertà disumana. Non posso nulla contro di loro, capisci. Sapevo che si può arrivare alla disperazione. Ma non sapevo cosa volesse dire. Pensavo, come tutti, che si trattasse di una malattia dell'anima.  Invece no, è il mio corpo che soffre. Ho male al cuore, Cesonia. No, non avvicinarti. Lasciami stare. Sono tutto scosso da conati di vomito. Mi fanno male le gambe, le braccia. Mi fa male la pelle. Ho la testa svuotata. Ma la cosa più rivoltante è questo sapore che ho in bocca. Non sa di sangue né di morte né di febbre, ma di tutto questo messo insieme. Mi basta muovere la lingua perché tutto si faccia nero e l'umanità mi ripugni.


(Albert Camus; "Caligola")

Crediamo di conoscere il dolore quando perdiamo chi amiamo

Crediamo di conoscere il dolore quando perdiamo chi amiamo. Ma c'è una sofferenza molto più terribile: quando ci accorgiamo che anche i dolori non durano a lungo. Anche il dolore non ha senso. Vedi, non mi resta più niente, nemmeno l'ombra di un amore, nemmeno la dolcezza della malinconia.

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On croit qu'un homme souffre parce que l'être qu'il aime meurt en un jour. Mais sa vraie souffrance est moins futile : c'est de s'apercevoir que le chagrin non plus ne dure pas. Même la douleur est privée de sens. Tu vois, je n'avais pas d'excuses, pas même l'ombre d'un amour, ni l'amertume de la mélancolie.


(Albert Camus; "Caligola")

martedì 31 maggio 2016

Che cosa vuoi di più - più di tutta una vita?

- Cesonia: ...la tua angoscia mi ha così sconvolto l'anima che non mi importa se tu non m'ami. Che cosa t'impedisce di guarire? Sei ancora così giovane. Tutta una vita davanti a te! Che cosa vuoi di più - più di tutta una vita?


(Albert Camus; "Caligola")

domenica 29 maggio 2016

Mi diceva che non si deve mai fare soffrire nessuno...

- Scipione: Non puoi immaginare come è stato buono con me. Mi ha aiutato. Ha aiutato la mia famiglia. Mi parlava del mio lavoro. Mi incoraggiava. Mi spiegava che la vita non è facile ma che c'è pur sempre l'arte, la religione, l'amore. Mi diceva che non si deve mai fare soffrire nessuno. Che questo è il solo errore da evitare. E che bisogna cercare di essere giusti con se stessi e con gli altri, cantare la felicità ed essere in armonia con il mondo.


(Albert Camus; "Caligola")

lunedì 30 novembre 2015

Troppa anima!

- Cesonia: (...) Come tutti gli esseri senz’anima, non potete sopportare chi ne ha troppa. La gente sana detesta i malati. Chi è felice non può vedere chi soffre. Troppa anima! Che seccatura, no? Allora si preferisce chiamarla malattia: e tutti sono in regola, contenti.


(Albert Camus; "Caligola")

giovedì 6 novembre 2014

La solitudine

La solitudine, sì, la solitudine! La conosci tu la solitudine? Sì, quella dei poeti e degli impotenti. La solitudine? Quale solitudine? Ma non lo sai che non si è mai soli? E che dovunque ci portiamo addosso tutto il peso del nostro passato e anche quello del nostro futuro? Tutti quelli che abbiamo ucciso sono sempre con noi. E fossero solo loro, poco male. Ma ci sono anche quelli che abbiamo amato, quelli che non abbiamo amato e ci hanno amato, il rimpianto, il desiderio, il disincanto e la dolcezza, le puttane e la banda degli dei! Solo! Ah, se soltanto potessi godere la vera solitudine, non questa mia solitudine infestata di fantasmi, ma quella vera, fatta di silenzio e tremore d’alberi — sentire tutta l’ebbrezza del flusso del mio cuore. La solitudine! Ma no, Scipione. La solitudine risuona di denti che stridono, chiasso, lamenti perduti.


(Albert Camus; "Caligola")

martedì 12 agosto 2014

Lo scorcio di un'eternità

La bellezza è insopportabile, ci spinge alla disperazione, ci offre per un minuto lo scorcio di un'eternità che vorremmo stendere su tutto il tempo.


(Albert Camus)