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domenica 27 aprile 2025

4 gennaio 1934

Bisogna custodire con gioia il piccolo sole che noi portiamo nella vita, e vigilare su tutte le nebbie.


(Tullio Gadenz; lettera ad Antonia Pozzi - 1934)

sabato 26 ottobre 2024

...una vita così lieve, di gesti lenti

(...) nei musei sono tante fanciulle (...) Si trovano davanti a quegli arazzi e si lasciano un po' andare. Hanno sempre sentito che questo è esistito, una vita così lieve, di gesti lenti, mai spiegati per intero, e ricordano oscuramente come per un periodo persino credettero che sarebbe stata la loro vita. Ma poi tirano fuori in fretta un quaderno e cominciano a disegnare non importa cosa, uno dei fiori o un piccolo animale felice. Non ha importanza, è stato detto loro, se è una cosa o l'altra. E davvero non ha importanza.


(Rainer Maria Rilke; "I quaderni di Malte Laurids Brigge")

venerdì 30 giugno 2023

Quanto ad essere felici

Quanto ad essere felici, questo è
il terribilmente difficile, estenuante. 

Come portare in bilico
sulla testa una preziosa pagoda,
tutta di vetro soffiato, adorna di campanelli
e di fragili fiamme accese;
e continuare a compiere ora per ora i mille
oscuri e pesanti movimenti della giornata
senza che un lumicino si spenga, che
un campanello dia una nota turbata. 


(Cristina Campo)

martedì 18 aprile 2017

La tentazione

Più vivo di così non sarai mai, te lo prometto.
Per la prima volta vedrai i pori schiudersi
come musi di pesce e potrai ascoltare
il mormorio del sangue nelle gallerie
e sentire la luce scivolarti sulle cornee
come lo strascico di un abito; per la prima volta
avvertirai la gravità pungerti
come una spina nel calcagno
e per l’imperativo delle ali avrai male alle scapole.
Ti prometto di renderti talmente vivo che
la polvere ti assorderà cadendo sopra i mobili,
che le sopracciglie diventeranno due ferite fresche
e ti parrà che i tuoi ricordi inizino
con la creazione del mondo.


(Nina Cassian)

martedì 10 novembre 2015

Chi sono io, cosa sono, e così via

Non credo di annoiarmi mai. A volte sono un po' spenta; ma ho una capacità di recupero - che ho sperimentata; che sto sperimentando ora per la cinquantesima volta. Devo ancora stare molto attenta alla mia testa: ma d'altra parte, come ho detto oggi a Leonard, mi piace un certo epicureismo sociale; sorseggio e poi chiudo gli occhi per assaporare. Mi godo quasi tutto. Eppure c'è in me qualcuno indefessamente alla ricerca. Perché la vita non offre una scoperta? Qualcosa su cui mettere le mani e dire "Eccolo, l'ho trovato?". La mia depressione è un sentimento opprimente di ansia. Guardo; ma non è quello - non è quello. Cos'è? E morirò prima di poterlo trovare? Poi (mentre camminavo per Russel Square ieri sera) vedo le montagne nel cielo: le grandi nubi; e quella stessa luna che sorge sulla Persia; ho una grande stupefatta sensazione di qualcosa laggiù, che è "quello" - Non è esattamente la bellezza quel che intendo. È che la cosa basta a se stessa: è pacificante, compiuta. C'è anche la sensazione della stranezza del mio camminare sulla terra: della infinita bizzarria della condizione umana; trotterellare per Russel Square con la luna lassù, e quelle nubi come montagne. Chi sono io, cosa sono, e così via: queste domande mi aleggiano sempre intorno; e poi mi scontro con qualche fatto preciso - una lettera, una persona, e vado loro incontro e ritorno a esse con una grande sensazione di freschezza. E così via. Ma nel corso di questo manifestarsi, che è vero, credo, lo incontro spesso, "quello"; e allora mi sento in pace.


(Virginia Woolf - 27 Febbraio 1926)

domenica 14 giugno 2015

Eccomi rassicurato

Ho sempre avuto paura di finire liberato-in-vita, di contrariare i miei abissi, di trionfare sulle mie tare.

Tale paura era infondata. Eccomi rassicurato.


(Emil Cioran)

martedì 10 marzo 2015

Un universo in espansione

È vicino all'acqua che ho meglio compreso che il fantasticare è un universo in espansione, un soffio di odori che fuoriesce dalle cose per mezzo di una persona che sogna...

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C'est près de l'eau que j'ai le mieux compris que la rêverie est un univers en émanationun souffle odorant qui sort des choses par l'intermédiaire d'un rêveur...


(Gaston Bachelard)

giovedì 19 febbraio 2015

Ascolto

Ascolto ma non so
Se ciò che sento è silenzio
O dio

Ascolto senza sapere se sto sentendo
Il risuonare delle pianure del vuoto
O la coscienza attenta
Che nei confini dell'universo
Mi decifra e fissa

So appena che cammino come chi
È guardato amato conosciuto
E per questo in ogni gesto metto
Solennità e rischio.

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Escuto mas não sei
Se o que oiço é silêncio
Ou deus

Escuto sem saber se estou ouvindo
O ressoar das planícies do vazio
Ou a consciência atenta
Que nos confins do universo
Me decifra e fita

Apenas sei que caminho como quem
É olhado amado e conhecido
E por isso em cada gesto ponho
Solenidade e risco.



(Sophia de Mello Breyner Andresen)

martedì 6 gennaio 2015

Biglietto lasciato prima di non andare via

Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai
partito.

Il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai.


(Giorgio Caproni)

giovedì 27 novembre 2014

Le era entrato nel cuore

Le era entrato nel cuore.
Passando dalla strada degli occhi e delle orecchie
le era entrato nel cuore.
E lì cosa faceva?
Stava.
Abitava il suo cuore come una casa.


(Vivian Lamarque)

domenica 16 novembre 2014

Ben pochi si impressionano per una maschera posticcia

Non c'è alcuno, né da vivo né da morto, cui la virtù non abbia dato la sua ricompensa, purché egli l'abbia seguita lealmente, non se ne sia agghindato e imbellettato, ma sia rimasto eguale a se stesso sia quando si presentava dopo essere stato annunciato sia quando si faceva vedere senza alcuna preparazione e all'improvviso. Simulare non serve a nulla: ben pochi si impressionano per una maschera posticcia; la verità resta identica a se stessa da qualunque lato tu la rigiri. Gli inganni non hanno consistenza. La menzogna è sottile sottile, anzi, se ben guardi, è trasparente.


(Seneca; "Lettere a Lucilio")

martedì 12 agosto 2014

Lo scorcio di un'eternità

La bellezza è insopportabile, ci spinge alla disperazione, ci offre per un minuto lo scorcio di un'eternità che vorremmo stendere su tutto il tempo.


(Albert Camus)

martedì 5 agosto 2014

Semplicità

Si apre il cancello del giardino
con la docilità della pagina
che una frequente devozione interroga
e all'interno gli sguardi
non devono fissarsi negli oggetti
che già stanno interamente nella memoria.
Conosco le abitudini e le anime
e quel dialetto di allusioni
che ogni gruppo umano va ordendo.
Non ho bisogno di parlare
né di mentire privilegi;
Bene mi conoscono quelli che mi attorniano,
bene sanno le mie ansie e le mie debolezze.
Ciò è raggiungere il più alto,
quello che forse ci darà il Cielo:
non ammirazioni, né vittorie
ma semplicemente essere ammessi
come parte di una realtà innegabile,
come le pietre e gli alberi.


(Jorge Luis Borges)

mercoledì 4 giugno 2014

Ecco una condizione straordinaria

C'è però un punto in cui il saggio supera un dio: la divinità non prova timore in virtù della sua natura, il saggio per merito proprio. Ecco una condizione straordinaria: avere la debolezza di un uomo, la serenità di un dio.


(Seneca; "Lettere a Lucilio")

lunedì 26 maggio 2014

Tu sei già segnata nella mia mappa interiore

Ho aperto l'atlante (per me la geografia non è una scienza, ma un insieme di rapporti di cui mi affretto ad approfittare) ed ecco, tu sei già segnata nella mia mappa interiore: da qualche parte fra Mosca e Toledo, ho creato uno spazio per l’impeto del tuo oceano.


(Rainer Maria Rilke a Marina Cvetaeva)

martedì 4 marzo 2014

Non sono domande retoriche

Trapiantato nell’Ottocento, di che si occuperebbe un alchimista di genio? Che ne sarebbe di Cristoforo Colombo, oggi che le comunicazioni marittime sono servite da un migliaio di società di trasporti? Che avrebbe scritto Shakespeare in un’epoca in cui il teatro non fosse ancora esistito o in cui avesse smesso di esistere? Non sono domande retoriche. Quando un uomo è dotato per un’attività che ha già suonato la mezzanotte (o che non ha ancora suonato la prima ora), che ne è del suo talento? Si trasforma? Si adatta? Cristoforo Colombo diventerebbe direttore di una compagnia di viaggi? Shakespeare scriverebbe sceneggiature per Hollywood? Picasso disegnerebbe cartoni animati? Oppure tutti questi grandi talenti si tirerebbero in disparte, se ne andrebbero, per così dire, nel convento della storia, pieni di una cosmica delusione di essere nati nel momento sbagliato, fuori dall’epoca che è la loro, fuori dal quadrante del tempo per cui erano stati creati? Abbandonerebbero il loro talento anacronistico come Rimbaud abbandonò a diciannove anni la poesia?


(Milan Kundera)

martedì 17 settembre 2013

Lieve offerta

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera
come le estreme foglie
dei pioppi, che s’accendono di sole
in cima ai tronchi fasciati
di nebbia -

Vorrei condurti con le mie parole
per un deserto viale, segnato
d’esili ombre -
fino a una valle d’erboso silenzio,
al lago -
ove tinnisce per un fiato d’aria
il canneto
e le libellule si trastullano
con l’acqua non profonda -

Vorrei che la mia anima ti fosse
leggera,
che la mia poesia ti fosse un ponte,
sottile e saldo,
bianco -
sulle oscure voragini
della terra.


(Antonia Pozzi; 5 dicembre 1934)

domenica 9 settembre 2012

Ode al giorno felice

Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.

Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.

Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.

Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
con o senza tutti, essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te, con la tua bocca,
essere felice.

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Esta vez dejadme
ser feliz,
nada ha pasado a nadie,
no estoy en parte alguna,
sucede solamente
que soy feliz
por los cuatro costados
del corazón, andando,
durmiendo o escribiendo.
Qué voy a hacerle, soy
feliz.
Soy más innumerable
que el pasto
en las praderas,
siento la piel como un árbol rugoso
y el agua abajo,
los pájaros arriba,
el mar como un anillo
en mi cintura,
hecha de pan y piedra la tierra
el aire canta como una guitarra.

Tú a mi lado en la arena
eres arena,
tú cantas y eres canto,
el mundo
es hoy mi alma,
canto y arena,
el mundo
es hoy tu boca,
dejadme
en tu boca y en la arena
ser feliz,
ser feliz porque si, porque respiro
y porque tú respiras,
ser feliz porque toco
tu rodilla
y es como si tocara
la piel azul del cielo
y su frescura.

Hoy dejadme
a mí solo
ser feliz,
con todos o sin todos,
ser feliz
con el pasto
y la arena,
ser feliz
con el aire y la tierra,
ser feliz,
contigo, con tu boca,
ser feliz.

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This time,
let me be happy –
nothing has happened to anybody –
I am nowhere special
I am only
happy
through the four chambers of my heart.

I am strolling, sleeping, or writing.
What canI do? I'm
happy.
I am more uncountable
than the meadow grass –
I touch the skin of a wrinkled tree,
and the water below ,
and the birds above,
and the sea, like a ring
around my waist.
The Earth is made of bread and stone.
The air sings like a guitar.

You, by my side in the sand,
you are the sand.
You sing, and you are song.
Today the world
is my soul,
song and sand;
today, the world
is your mouth.
Let me be happy
on the sand, touching your mouth.
Let me be happy
to be be happy, because yes, because I am breathing,
and because you are breathing,
happy, because I am touching
your knee,
and it is as though
I am touching the blue skin of heaven
and its pristine air.

Today let me
be
happy
with everybody – or without them,
with the deep green meadow,
and the sand,
with the air and earth,
happy.


(Pablo Neruda)

lunedì 14 maggio 2012

Solo questo voglio fare

Questo, solo questo voglio fare,
in questi limpidi giorni di primavera:
sdraiarmi sull'erba a occhi chiusi;
stare alla finestra,
guardare fuori ma vedere solo dentro il mio cuore.
E sognare,
sognare la magia del tuo arrivo.
Perché arriverai, vero?



(Rabindranath Tagore)