domenica 12 febbraio 2012

Tabacaria

(...)
Oggi sono perplesso,
 come chi ha pensato
 e creduto
 e dimenticato.

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Estou hoje perplexo
como quem pensou
e achou e
esqueceu.


(Fernando Pessoa)

La poesia è il salvagente

La poesia è il salvagente
cui mi aggrappo
quando tutto sembra svanire.
Quando il mio cuore gronda
per lo strazio delle parole che feriscono,
dei silenzi che trascinano verso il precipizio.
Quando sono diventato così impenetrabile
che neanche l'aria
riesce a passare.


(Kahlil Gibran)

venerdì 10 febbraio 2012

Quella vita che fu tenuta a freno

Quella vita che fu tenuta a freno
troppo stretta e si libera,
correrà poi per sempre, con un cauto
sguardo indietro e paura delle briglie.
Il cavallo che fiuta l'erba viva
e a cui sorride il pascolo
sarà ripreso solo a fucilate,
se si potrà riprenderlo.

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The life that tied too tight escapes
will ever after run
with a prudential look behind
and spectres of the Rein.
The Horse that scents the living Grass
and sees the Pastures smile
will be retaken with a shot
if he is a caught at all.


(Emily Dickinson)

giovedì 9 febbraio 2012

Piangere a dirotto

Piangere a lacrima spianata.

Piangere a fiotti.
Piangere la digestione.
Piangere il sogno.
Piangere davanti alle porte e anche ai porti.
Piangere di giallo e gentilezza.

Aprire i rubinetti,
i battenti del pianto.
Inzupparci l’anima,
la maglietta.
Allagare marciapiedi e passeggiate,
e salvarci poi, a nuoto, dal nostro stesso pianto.

Assistere ai corsi di antropologia,
piangendo.
Festeggiare i compleanni dei parenti,
piangendo.
Attraversare l’Africa,
piangendo.

Piangere come un cacuy,
un coccodrillo…
se è vero
che tanto i cacuy come i coccodrilli
non la smettono mai di piangere.

Piangerlo tutto,
ma piangerlo per bene.
Piangerlo col naso,
le ginocchia.
Piangerlo dall’ombelico,
e dalla bocca.

Piangere d’amore,
di disgusto,
d’allegria.
Piangere in frac,
di aria, di magrezza.
Piangere improvvisando,
a memoria.
Piangere tutta l’insonnia e tutto il giorno!


(Oliverio Girondo)

Do you know what illuminates the night?

martedì 7 febbraio 2012

È la tenerezza che mi preme

(...) Questa mattina c'è neve dappertutto. Lo notiamo entrambi. Mi dici che non hai dormito bene. Ti confesso che nemmeno io. Hai passato una nottataccia. " Anch'io". Siamo straordinariamente calmi e teneri l'un con l'altro come se avvertissimo il nostro traballante stato mentale. Come se ognuno sapesse cosa prova l'altro. Anche se, naturalmente, non lo sappiamo. Non lo si sa mai. Non importa. È la tenerezza che mi preme. È questo il dono che mi commuove e mi prende tutto questa mattina. Come tutte le mattine.


(Raymond Carver)

sabato 4 febbraio 2012

Esiste qualcosa di inspiegabilmente commovente...

Esiste qualcosa di inspiegabilmente commovente nella nostra natura pietroburghese quando, con il sopraggiungere della primavera, mostra ad un tratto tutta la sua potenza, tutte le forze concessele dal cielo per ricoprirsi, abbellirsi, colorarsi di fiori... In qualche modo mi ricorda involontariamente quella ragazza tisica e deperita che voi guardate a volte con compassione, a volte con un certo affetto pietoso, a volte semplicemente non la notate neppure, ma che improvvisamente, per un attimo solo, in modo disperato, diventa inspiegabilmente di una meravigliosa bellezza, e voi, colpito e inebriato, vi chiedete inconsapevolmente: qual è la forza che dà un tale splendore, un tale fuoco a quei tristi occhi pensosi? Che cosa ha fatto affluire il sangue a quelle pallide gote incavate? Che passione si è riversata sui teneri lineamenti del volto? Per quale ragione il petto ansima così? Che cosa ha provocato improvvisamente la forza, la vita e la bellezza sul volto di quella povera ragazza, lo ha fatto brillare di un simile sorriso e ravvivare da una gaia e scintillante risata? Vi guardate intorno, cercate qualcuno, pensate di intuire... Ma l'attimo fugge, il giorno dopo incontrate di nuovo lo stesso sguardo pensoso e distratto, lo stesso viso pallido di prima, la stessa sottomissione e mitezza nei movimenti e persino un certo pentimento, persino tracce di una tristezza mortale e di stizza per quell'effimero piacere... E vi fa pena che quella bellezza apparsa per un attimo sia svanita così in fretta e così irrevocabilmente e che, ingannevole e vana, abbia brillato davanti ai vostri occhi lasciandovi il rammarico di non aver fatto nemmeno in tempo ad innamorarvi di lei...


(Fëdor Dostoevskij; "Le notti bianche")

Alla grande indifferenza delle stelle

Mi avvicino alla mia scrivania come a un baluardo che mi difende dalla vita. Sento tenerezza, tenerezza fino alle lacrime, per i miei libri. (...) Sento affetto per tutto questo, forse perché non ho più niente da amare: o forse anche perché niente merita l'amore di un'anima; e se dobbiamo dare amore per sentimentalismo, è indifferente se lo riserviamo alle piccole sembianze del calamaio o alla grande indifferenza delle stelle.


(Fernando Pessoa; "Il libro dell'inquietudine")

venerdì 3 febbraio 2012

25 Febbraio 1956, Sabato

Quello che mi spaventa di più, credo, è la morte dell'immaginazione. Quando il cielo lassù è solo rosa e i tetti solo neri: quella mente fotografica che paradossalmente dice la verità, ma una verità senza valore, sul mondo. Io desidero quello spirito di sintesi, quella forza "plasmante" che germoglia, prolifica e crea mondi suoi con più inventiva di Dio.


(Sylvia Plath; "Diari")

è così che voglio innamorarmi

A volte leggiamo delle cose che ci fanno capire di colpo di non aver vissuto niente, provato niente, sperimentato niente fino a quel momento. Ora io mi rendo conto che la maggior parte di quel che mi è successo era un'esperienza clinica, anatomica. C'erano i sessi che si toccavano, si univano, ma senza nessuna scintilla, senza abbandono, senza emozioni. Come posso farcela? Come faccio a incominciare a "Sentire", a "Sentire"? Voglio innamorarmi in modo che la sola vista di un uomo, anche ad un isolato di distanza, mi faccia tremare, penetrandomi tutta, mi indebolisca, mi faccia sussultare addolcendomi e sciogliendomi qualcosa tra le gambe. É così che voglio innamorarmi... così Totalmente che il solo pensiero di Lui mi porti all'orgasmo.


(Anais Nin; "Il delta di Venere")

giovedì 2 febbraio 2012

L'unica cosa importante

(...) Non ci resta che una cosa da fare: prendere tutto quanto il mondo e farne l'oggetto del nostro gioco; farlo diventare un giocattolo. Avenarius gioca, e il gioco è per lui l'unica cosa importante in un mondo senza importanza...


(Milan Kundera; "L'immortalità")

Prospettiva

Si sono incrociati come estranei,
senza un gesto o una parola,
lei diretta al negozio,
lui alla sua auto.

Forse smarriti
O distratti
O immemori
Di essersi, per un breve attimo,
amati per sempre.

D'altronde nessuna garanzia
Che fossero loro.
Sì, forse, da lontano,
ma da vicino niente affatto.

Li ho visti dalla finestra
E chi guarda dall'alto
Sbaglia più facilmente.

Lei è sparita dietro la porta a vetri,
lui si è messo al volante
ed è partito in fretta.
Cioè, come se nulla fosse accaduto,
anche se è accaduto.

E io, solo per un istante
Certa di quel che ho visto,
cerco di persuadere Voi, Lettori,
con brevi versi occasionali
quanto triste è stato.


(Wislawa Szymborska)

mercoledì 1 febbraio 2012

Si mostrasse il core

Se,
come il viso,
si mostrasse il core.


(Ludovico Ariosto)

Solo

Fanciullo, io già non ero
come gli altri erano, né vedevo
come gli altri vedevano. Mai
derivai da una comune fonte
le mie passioni, né mai,
da quella stessa, i miei aspri affanni.
Né il tripudio al mio cuore
io ridestavo in accordo con altri.

Tutto quello che amai, io l'amai da solo.

Allora, in quell'età, nell'alba
d'una procellosa vita, fu derivato
da ogni più oscuro abisso di bene e male
il mistero che ancora m'avvince,
dai torrenti e dalle sorgenti,
dalla rossa roccia dei monti,
dal sole che d'intorno mi ruotava
nelle sue dorate tinte autunnali,
dal celeste baleno
che d'accanto mi guizzava,
dal tuono e dalla tempesta
e dalla nuvola che forma assumeva
(mentre era azzurro tutto l'altro cielo)
d'un demone alla mia vista.


(Edgar Allan Poe; 1831)

L'uccello azzurro

Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire,
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio
che nessuno ti
veda.

Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire,
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c'è lui.

Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire,
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
Vuoi mandare all'aria tutto il mio
lavoro?
Vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?

Nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire,
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte, qualche volta,
quando dormono tutti.
Gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste.

Poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l'ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così, col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?


(Charles Bukowski)