lunedì 13 marzo 2017

Desideri

Dato che non hai mai vissuto una guerra, Kitty, e nonostante le mie lettere sai ancora molto poco di quello che significa vivere nascosti, tanto per divertirti ti racconterò quali sono i desideri di ognuno di noi una volta che usciremo. Margot e il signor Van Daan desiderano più di ogni altra cosa immergersi in un bagno caldo e restarci per più di mezz'ora. La signora Van Daan non vede l'ora di mangiare paste, Dussel pensa solo alla sua Charlotte, mamma alla sua tazza di caffè. Papà vuole andare dal signor Voskuijl, Peter in città, al cinema, e io, per la felicità, non saprei proprio da dove cominciare. Desidero più di ogni altra cosa avere una casa mia, potermi muovere liberamente ed essere di nuovo seguita nel lavoro, quindi tornare a scuola...


(Anne Frank; "Diario" - Venerdì 23 luglio 1943)

Ogni giorno sento di crescere internamente...

A cosa serve mai la guerra, perché la gente non può vivere insieme tranquilla, perché tutto deve essere devastato? È una domanda comprensibile, ma finora nessuno è riuscito a trovare una risposta soddisfacente. Perché in Inghilterra continuano a produrre aerei sempre più grandi, bombe sempre più pesanti, e al contempo case prefabbricate per la ricostruzione? Perché ogni giorno si spendono milioni per la guerra e non c'è un centesimo per l'assistenza medica, gli artisti e la povera gente? Perché la gente deve soffrire la fame quando in altre zone della terra c'è cibo in sovrappiù che va a male? Oh, perché gli uomini sono così folli? Non credo che la guerra sia causata solo dagli uomini grandi, dai governanti e dai capitalisti. No, il piccolo uomo la fa altrettanto volentieri, altrimenti i popoli si sarebbero ribellati già da molto tempo! Nell'uomo c'è proprio l'impulso di distruggere, di uccidere, di assassinare e infierire, e finché tutta l'umanità, senza eccezioni, non avrà subito una grande metamorfosi, la guerra continuerà a infuriare, e tutto quello che è stato costruito, coltivato e cresciuto, sarà di nuovo distrutto e disintegrato, per poi cominciare da capo! Spesso sono stata depressa, ma non ho mai perso la speranza, considero questa clandestinità un'esperienza pericolosa, romantica e interessante.
(...) Sono giovane e ho ancora molte virtù nascoste, sono giovane e forte e vivo questa grande avventura, ci sono ancora dentro e non devo lamentarmi tutto il giorno di non potermi divertire! Ho avuto molto, sono di natura felice, molto allegra e forte. Ogni giorno sento di crescere internamente e che la liberazione si avvicina, quanto è bella la natura, quanto è buona la gente che ho attorno, quant'è interessante e divertente questa esperienza! Perché, allora, dovrei perdere la speranza?


(Anne Frank; "Diario" - Mercoledì 3 maggio 1944)

A Summer Night


domenica 5 marzo 2017

È come una mancanza di respiro

È come una mancanza di respiro
e un senso di morire
quando mi stringe improvviso
il desiderio di te tanto lontano
e nulla può calmarlo, altro pensiero
non può occuparmi, tranne il Paradiso
che sarebbe per me lo starti accanto.
Ma poiché ciò m’è negato, più cara,
molto più cara d’una fredda pace
mi è la stretta indicibile −
quasi marchio di fuoco che proclami
ancora e sempre quanto sono tua.
A nessun costo vorrei separarmi
da questo mio dolore.


(Margherita Guidacci)

Città vecchia

Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
piú puro dove piú turpe è la via.


(Umberto Saba)

Se in autunno tu venissi da me

Se in autunno tu venissi da me
caccerei l’estate
un po’ sorridente - un po’ irritata -
come la massaia scaccia una mosca.

Se potessi rivederti tra un anno
farei tanti gomitoli dei mesi -
li metterei in cassetti separati
per paura che i numeri si confondano.

Se l’attesa fosse soltanto di secoli
li conterei sulla mano
sottraendo finché non mi cadessero
le dita nel paese di Van Dieman.

E se fossi certa che finita questa vita
la mia e la tua continueranno a vivere
getterei la mia come una buccia
e sceglierei con te l’eternità.

Ma ora - incerta sulla durata del tempo - 
che ci separa, la cosa m’inquieta,
come l’ape folletto,
che non avverte quando pungerà.

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If you were coming in the Fall,
I’d brush the Summer by
With half a smile, and half a spurn,
As Housewives do, a Fly.

If I could see you in a year,
I’d wind the months in balls -
And put them each in separate Drawers,
For fear the numbers fuse -

If only Centuries, delayed,
I’d count them on my Hand,
Subtracting, till my fingers dropped
Into Van Dieman’s Land.

If certain, when this life was out -
That your’s and mine, should be –
I’d toss it yonder, like a Rind,
And take Eternity -

But, now, uncertain of the length
Of this, that is between,
It goads me, like the Goblin Bee -
That will not state – it’s sting.


(Emily Dickinson)

domenica 26 febbraio 2017

Felicità raggiunta, si cammina

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s’incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t’ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.


(Eugenio Montale)

Se io esisto, ciò esiste? Se ciò esiste, esisto io?

Ma i suoi sforzi erano vani; il filo della memoria e del pensiero era spezzato; e dubitando di tutto, fluttuando fra ciò che vedeva e ciò che sentiva, si poneva questa insolubile domanda: "Se io esisto, ciò esiste? Se ciò esiste, esisto io?"


(Victor Hugo; "Notre Dame de Paris")

Potente e feconda come la creazione divina...

Innanzitutto, per citare solo qualche esempio capitale, esistono sicuramente poche pagine architettoniche più belle di questa facciata sulla quale, successivamente e insieme, i tre portali incavati ad ogiva, il cordone ricamato fiancheggiato dalle sue due finestre laterali come il prete dal diacono e dal sottodiacono, l'alta e fragile loggia di archi trilobati che sostiene una pesante piattaforma sulle sue sottili colonnette, infine le due nere e massicce torri con le loro tettoie di ardesia, parti armoniose di un magnifico insieme, sovrapposte in cinque giganteschi piani, si sviluppano sotto lo sguardo, in gran numero ma ordinatamente, con i loro multiformi particolari di statuaria, di scultura e di cesellatura, potentemente armonizzati alla tranquilla grandezza dell'insieme; vasta sinfonia di pietra, per così dire; opera colossale di un uomo e di un popolo, unica e al tempo stesso complessa come l'Iliade e i Romanceros di cui è sorella; prodotto prodigioso del contributo di tutte le energie di un'epoca, ove su ogni pietra si vede impressa in cento modi diversi  la fantasia dell'operaio disciplinata dal genio dell'artista; sorta di creazione umana, in poche parole, potente e feconda come la creazione divina a cui sembra aver strappato il suo duplice carattere: la varietà e l'eternità...


(Victor Hugo; "Notre Dame de Paris")

Light Study


domenica 15 gennaio 2017

Dono

Ora dormi, cuore inquieto, 
Ora dormi, su, dormi.

Dormi, inverno, 
Ti ha invaso, ti minaccia,
Grida: "T'ucciderò 
E non avrai più sonno". 

La mia bocca al tuo cuore, stai dicendo, 
Offre la pace, 
Su, dormi, dormi in pace,
Ascolta, su, l'innamorata tua, 
Per vincere la morte, cuore inquieto. 


(Giuseppe Ungaretti)

sabato 14 gennaio 2017

La mia vita è diventata un colloquio ininterrotto con te...

- Westerbork, 18 agosto

(...) Mi hai resa così ricca, mio Dio, lasciami anche dispensare agli altri a piene mani. La mia vita è diventata un colloquio ininterrotto con te, mio Dio, un unico grande colloquio. A volte, quando me ne sto in un angolino del campo, i miei piedi piantati sulla tua terra, i miei occhi rivolti al cielo, le lacrime mi scorrono sulla faccia, lacrime che sgorgano da una profonda emozione e riconoscenza. Anche di sera, quando sono coricata nel mio letto e riposo in te, mio Dio, lacrime di riconoscenza mi scorrono sulla faccia e questa è la mia preghiera. Sono molto, molto stanca, già da diversi giorni, ma anche questo passerà, tutto avviene secondo un ritmo più profondo che si dovrebbe insegnare ad ascoltare, è la cosa più importante che si può imparare in questa vita.

Accadono proprio dei miracoli in una vita umana, la mia è una catena di miracoli interiori...


(Etty Hillesum; "Lettere da Westerbork")

Volevo solo dire questo

- 3 luglio '43, Westerbork

Jopie, Klaas, miei cari amici
(...) Volevo solo dire questo: la miseria che c'è qui è veramente terribile - eppure, alla sera tardi, quando il giorno si è inabissato dietro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e allora dal mio cuore s'innalza sempre una voce - non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare -, e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamene nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere. E se sopravviveremo intatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. Forse io sono una donna ambiziosa: vorrei dire anch'io una piccola parolina. Parli di suicidio e di madri e figli. Certo che posso capire queste cose, ma trovo che è un argomento malsano. C'è un limite a tutte le sofferenze, forse a un essere umano non tocca sopportare più di quanto non possa - oltrepassato quel limite, muore da sé. Ogni tanto qui muore qualcuno perché il suo spirito è a pezzi e non riesce più a capire, in genere sono persone giovani. Le persone anziane sono piantate in un terreno più solido e accettano il loro destino con dignità e rassegnazione. Si, qui si vede una gran varietà di persone e si osserva il loro atteggiamento verso le questioni più ardue, le questioni ultime... Proverò a descrivervi come mi sento, ma non so se questa metafora è giusta. Quando un ragno tesse la sua tela, non lancia forse i fili principali davanti a sé e ci si arrampica poi sopra? La strada principale della mia vita è tracciata per un lungo tratto davanti a me e arriva già in un altro mondo. È proprio come se tutte le cose che succedono e che succederanno qui siano già, in qualche modo, date per scontate dentro di me, le ho già vissute e assorbite e già partecipo alla costruzione di una società futura. La vita qui non consuma troppo le mie forze più profonde - fisicamente si va forse un po' giù e spesso si è immensamente tristi, ma il nostro nucleo interiore diventa sempre più forte. Vorrei che fosse così, anche per voi e per tutti i miei amici, è necessario,  dobbiamo ancora condividere molte esperienze e molto lavoro tutti insieme. Perciò vi raccomando: rimanete al vostro posto di guardia se ne avete già uno dentro di voi, e per favore non rattristatevi né disperatevi per me, non c'è motivo.
(...) Per il resto, il mio unico desiderio è che stiate bene e che siate lieti, scrivetemi ogni tanto due righe innocenti.

Con molto, molto affetto
Etty


(Etty Hillesum; "Lettere da Westerbork")

mercoledì 4 gennaio 2017

Le cose dell’anima

Le cose dell’anima si devono sempre considerare con ampiezza, estensione e magnificenza, senza paura di esagerare, perché la capacità dell’anima sorpassa ogni umana immaginazione.


(Santa Teresa d'Avila; "Il castello interiore")

Nessuno conosce questa piccola Rosa

Nessuno conosce questa piccola Rosa -
Potrebbe essere una pellegrina
Non l'avessi presa dalla strada
E colta per te.
Solo a un'Ape mancherà -
Solo a una Farfalla,
Che si affretta da un remoto tragitto -
Per giacere al suo seno -
Solo un Uccello si stupirà -
Solo una Brezza sospirerà -
Ah Piccola Rosa - com'è facile
Per chi è come te morire!

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Nobody knows this little Rose -
It might a pilgrim be
Did I not take it from the ways
And lift it up to thee.
Only a Bee will miss it -
Only a Butterfly,
Hastening from far journey -
On it's breast to lie -
Only a Bird will wonder -
Only a Breeze will sigh -
Ah Little Rose - how easy
For such as thee to die!


(Emily Dickinson)