Fiorire è il fine - chi passa un fiore con uno sguardo distratto stenterà a sospettare le circostanze coinvolte in quel luminoso fenomeno costruito in modo così intricato e poi offerto, come una farfalla al mezzogiorno
martedì 1 aprile 2014
Lady Reading the Letters of Heloise and Abelard
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Lettere d'Amore
mercoledì 26 marzo 2014
Confida in te stesso
Confida in te stesso: ogni cuore vibra a una tale corda di ferro. Accetta il posto che il divino provvedere ha trovato per te, la società dei tuoi contemporanei, la connessione degli eventi. Gli uomini grandi sempre fecero così, e affidarono se stessi fanciullescamente al genio della loro età, testimoniando la loro percezione che l'assolutamente affidabile aveva preso posto nei loro cuori, operando attraverso le loro mani, prendendo possesso di tutto il loro essere.
(Ralph Waldo Emerson)
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...a due sole dita dalla bontà
Noi, che siamo uomini e donne qualunque, ringraziamo la Natura per la sua munificenza usando ciascuno dei sensi che ella ci ha dato; variamo la nostra condizione il più possibile; voltiamoci ora da questo lato, ora da quello, al calore, e assaporiamo in pieno, prima che il sole si corichi, i baci della giovinezza e gli echi di una bella voce che canta Catullo. Ogni stagione è piacevole, i giorni di pioggia e quelli belli, il buon vino rosso e quello bianco, la compagnia e la solitudine. Perfino il sonno, quel deplorevole riduttore della gioia della vita, può esser pieno di sogni; e le azioni più comuni - una passeggiata, due chiacchiere, la solitudine nel proprio frutteto - possono essere aumentate e accese dalle associazioni della mente. La bellezza è dappertutto, la bellezza è a due sole dita dalla bontà.
(Virginia Woolf)
martedì 25 marzo 2014
La mia unica, indimenticabile compagna
Prima colazione
Lui ha messo
Il caffè nella tazza
Lui ha messo
Il latte nel caffè
Lui ha messo
Lo zucchero nel caffelatte
Ha posato la tazza
Senza parlare
S’è acceso
Una sigaretta
Ha fatto
Dei cerchi di fumo
Ha messo
La cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
S’è alzato
S’è messo
Sulla testa il cappello
S’è messo
L’impermeabile
Perché pioveva
E se n’è andato
Sotto la pioggia
Senza parlare
Senza guardarmi
E io mi sono presa
La testa fra le mani
E ho pianto.
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Il a mis le café
Dans la tasse
Il a mis le lait
Dans la tasse de café
Il a mis le sucre
Dans le café au lait
Avec la petite cuiller
Il a tourné
Il a bu le café au lait
Et il a reposé la tasse
Sans me parler
Il a allumé
Une cigarette
Il a fait des ronds
Avec la fumée
Il a mis les cendres
Dans le cendrier
Sans me parler
Sans me regarder
Il s'est levé
Il a mis
Son chapeau sur sa tête
Il a mis son manteau de pluie
Parce qu'il pleuvait
Et il est parti
Sous la pluie
Sans une parole
Sans me regarder
Et moi j'ai pris
Ma tête dans ma main
Et j'ai pleuré.
(Jacques Prévert)
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domenica 23 marzo 2014
Mosca 1951
L’assenza dondola nell’aria come un batacchio di ferro
martella il mio viso martella
ne sono stordito
corro via l’assenza m’insegue
non posso sfuggirle
le gambe si piegano cado
l’assenza non è tempo né strada
l’assenza è un ponte fra noi
più sottile di un capello più affilato di una spada
più sottile di un capello più affilato di una spada
l’assenza è un ponte fra noi
anche quando
di fronte l’uno all’altra i nostri ginocchi si toccano.
(Nazim Hikmet)
Morning glory
I nostri corpi non son che giardini
Virtù un fico! Sta solo in noi l'essere in un modo o nell'altro! I nostri corpi non son che giardini per i quali le nostre volontà fan da giardinieri; così che se vogliamo piantare ortiche, o seminar lattughe, mettervi l'issopo ed estirparvi il timo, guarnirlo d'una sola specie di erbe ovvero variarlo con un composto di molte, lasciarlo sterile per la nostra accidia, ovvero concimarlo con il nostro lavoro, il potere e l'autorità per decidere tutto questo non si trova che nella nostra volontà...
(William Shakespeare; "Otello")
Colui che serba ogni bene nel proprio animo
In ogni caso, se vuoi chiarire i significati ambigui delle parole, insegnaci che non è felice colui che il volgo definisce con questo aggettivo, ma colui che serba ogni bene nel proprio animo, che è fiero e superiore a tutto e che mette sotto i piedi quanto è oggetto della comune ammirazione, che non vede alcun altro con il quale vorrebbe fare il cambio, che valuta una persona solamente in rapporto alle qualità per cui un individuo è un essere umano, che si serve della natura come di una guida, che si regola secondo le sue leggi, che vive come essa ha prescritto, che nessuna violenza può privare dei suoi beni, che volge i mali in bene, sicuro del suo giudizio, irremovibile, intrepido, un uomo che può essere scosso ma non sconcertato da alcuna forza e che la Fortuna, quando abbia scagliato con estrema energia il suo dardo più malefico, può soltanto pungere (anche in questo caso molto raramente), ma non ferire. Infatti, le altre sue frecce, con cui il genere umano viene sopraffatto, rimbalzano come la grandine, che dopo aver colpito i tetti delle case, senza alcun danno per chi vi abita, crepita e si scioglie.
(Seneca; "Lettere a Lucilio")
sabato 22 marzo 2014
Imbrogliando il destino
Mescolo le carte
imbroglio il destino.
Nascondo il dolore
mi gioco un sorriso.
Strappo l’angoscia
abbraccio la speranza.
Dai ancora un giro
per confondere il tempo.
La verità è crudele
nascondo anche quella.
Mi gioco il coraggio
chiedo del tempo.
Aggiungo dei giorni
trattengo le lacrime.
Non voglio compassione.
Vincerò, io lo so,
quest’ ultima mano.
(Silvana Stremiz)
(Silvana Stremiz)
La mia mente sentii fendersi
La mia mente sentii fendersi -
come se il mio cervello si fosse spaccato -
Cercai di ricongiungere i due orli -
ma non riuscivo a farli combaciare.
Il pensiero anteriore al successivo
tentavo in ogni modo di allacciare -
ma la sequenza era un groviglio muto -
gomitoli sul pavimento sparsi.
(Emily Dickinson)
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mercoledì 19 marzo 2014
Ogni vita converge verso un centro
Ogni vita converge verso un centro –
Espresso – o silenzioso –
Nella natura umana di ognuno esiste
un fine –
Appena confessato a se stesso
troppo dolce
perché la fede osi
arrischiare –
Con grande cautela adorato – come un cielo
di fragile vetro
irraggiungibile come irraggiungibile
dalla mano il manto dell’arcobaleno –
(Emily Dickinson)
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Solitudine
Ho le braccia dolenti e illanguidite
per un'insulsa brama di avvinghiare
qualche cosa di vivo, che io senta
più piccolo di me. Vorrei rapire
d'un balzo e poi portarmi via, correndo,
un mio fardello, quando si fa sera;
avventarmi nel buio per difenderlo,
come si lancia il mare sugli scogli;
lottar per lui, finché non rimanesse
un brivido di vita; poi, cadere
nella più fonda notte, sulla strada,
sotto un tumido cielo inargentato
di luna e di betulle; ripiegarmi
su quella vita che mi stringo al petto -
e addormentarla – e anch'io dormire, infine...
No: sono sola. Sola mi rannicchio
sopra il mio magro corpo. Non m'accorgo
che, invece di una fronte indolenzita,
io sto baciando come una demente
la pelle tesa delle mie ginocchia.
(Antonia Pozzi)
martedì 18 marzo 2014
Mestiere di incendiarsi
Non di lingue con quel fuoco che cresce
assorbe e precipita
non di caldi spazi che bruciano
bensì di vette con aria congelata
dove respirare risulta impossibile.
Così voglio incendiarmi
con lo stile di Clemente Orozco
incendiarmi in compiti di volontà e passione
in lavori con la parola
in artigianato con suoni
in occhi tristi intelligenti
in profondità di visioni.
Per questo guardo da lontano e da vicino
mi approssimo e mi allontano
mi tolgo dalle spalle equipaggi
mi colmo d’amore
e mi nascondo.
Incendiarsi sembra crudele
perché ciò che brucia duole
ma è necessario ed essenziale
per credere di vivere.
Quelli che fuggono dal fuoco
fuggono dall’aria dalla luce
e dalla terra con il suo manto verdino
dove la pioggia spegne ciò che arde.
(Carmen Naranjo)
(Carmen Naranjo)
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