martedì 30 dicembre 2014

La luna

C'è tanta solitudine in quell'oro.
La luna delle notti non è la luna
che il primo Abramo vide. I lunghi secoli
dell'umano vegliare l'han colmata
d'antico pianto. Guardala. È il tuo specchio.

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Hay tanta soledad en ese oro.
La luna de las noches no es la luna
que vio el primer Adán. Los largos siglos
de la vigilia humana la han colmado
de antiguo llanto. Mírala. Es tu espejo.


(Jorge Luis Borges)

I miei libri

I miei libri (che ignorano che esisto)
sono parte di me come il mio viso
Di tempie grigie e di grigi occhi
che vanamente cerco negli specchi
E che percorro con la mano concava.
Non senza qualche logica amarezza
Suppongo che le parole essenziali
che mi esprimono stanno in quelle pagine
che mi ignorano, non in ciò che ho scritto.
Meglio così. Le voci dei morti
mi diranno per sempre.

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Mis libros (que no saben que yo existo)
son tan parte de mí como este rostro
de sienes grises y de grises ojos
que vanamente busco en los cristales
y que recorro con la mano cóncava.
No sin alguna lógica amargura
pienso que las palabras esenciales
que me expresan están en esas hojas
que no saben quién soy, no en las que he escrito.
Mejor así. Las voces de los muertos
me dirán para siempre.


(Jorge Luis Borges)

mercoledì 24 dicembre 2014

Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare


(Giuseppe Ungaretti)

The Great Comet of 1843


La maschera del cattivo

Dalla mia parete pende un lavoro giapponese, di legno,
maschera di un cattivo demone, laccata d'oro.
Con senso partecipe vedo
le vene gonfie della fronte mostrare
quanto sia faticoso esser cattivi.


(Bertolt Brecht)

lunedì 22 dicembre 2014

Io non ho paura

Io non ho paura delle tempeste perché sto imparando come governare la mia barca.


(Louisa May Alcott)

L'esperienza della marginalità

Occorre far tesoro dell’esperienza della marginalità e non dimenticare mai che se può essere brutto venir chiusi fuori da qualcosa, più brutto ancora può risultare l’esservi chiusi dentro. Quella si può risultare una vera prigione.


(Virginia Woolf)

giovedì 18 dicembre 2014

Più contemplo lo spettacolo del mondo

Più contemplo lo spettacolo del mondo e il flusso e riflusso della mutazione delle cose, più profondamente mi convinco della intrinseca finzione di tutto, del prestigio falso delle apparenze reali. E come sarà capitato a tutti coloro che riflettono, l'incedere multicolore dei costumi e delle mode, il complicato percorso del progresso e della civiltà, la confusione grandiosa degli imperi e delle culture mi sembrano un mito e una finzione sognati fra ombra e oblio. Non so se la migliore definizione di queste imprese inutili (inutili anche quando sono coronate di successo) sia da cercarsi nell'immobile ascesi del Budda, il quale nel capire la vacuità delle cose si alzò dalla sua estasi dicendo "ormai so tutto"; oppure nell'indifferenza estenuata dell'imperatore Severo: "omnia fui, nihil expedit". Sono stato tutto, niente vale la pena.


(Fernando Pessoa)

mercoledì 17 dicembre 2014

A Sofia

Tu sei bella, e poche son più belle
fra le ninfe dei mari e della terra;
son vesti che stan bene a chi le porta
queste tue membra soavi che,  muovendosi,
sempre cadono e cambiano e scintillano,
mentre la vita in esse danza.

I tuoi profondi occhi – un duplice Pianeta:
i più saggi, se li fissano, impazziscono
per il mite e chiaro fuoco, ventilato
dai pensieri di tenera allegrezza
che, come zefiri sull’onda, fanno
della tua dolce anima il loro guanciale.

Se ogni viso che dipingi nel riflesso
dei tuoi occhi impallidisce dal piacere,
se l’anima che langue viene meno quando ascolta
il ritmo indomito della tua arpa,
non ti meravigliar se, quando parli,
di tutti i cuori deboli, il mio sia il più debole.

Come rugiada sotto il soffio del mattino,
come il mare quando i turbini lo destano,
come gli uccelli all’avviso del tuono,
come ogni cosa muta, ma nel profondo scossa,
come chi sente uno spirito invisibile,
così è il mio cuore quando il tuo è vicino.


(Percy Bysshe Shelley)

domenica 14 dicembre 2014

Chiudi il tuo occhio fisico

Chiudi il tuo occhio fisico, così che tu possa vedere il quadro con l'occhio dello spirito. Poi porta alla luce del giorno ciò che hai visto nell'oscurità, così che possa reagire con gli altri, dall'esterno verso l'interno.


(Caspar David Friedrich)

Circe


La gratitudine

Si deve fare di tutto per essere più riconoscenti che sia possibile. La gratitudine è, del resto, un nostro bene, allo stesso titolo per cui la giustizia non è - come si crede - un bene di pertinenza altrui; la riconoscenza rifluisce per gran parte in se stessa: non c'è alcuno che, dimostrandosi utile ad altri, non abbia giovato anche a se stesso. E lo affermo non tanto perché chi è stato aiutato vorrà aiutare e chi è stato difeso vorrà difendere e il buon esempio ritorna al suo autore quasi seguendo un circolo (così come i cattivi esempi ricadono su chi li ha dati né alcuna commiserazione tocca a coloro che soffrono ingiustizie perché proprio essi, facendole, hanno mostrato che possono essere commesse), ma in quanto sostengo che tutte le virtù hanno un loro proprio valore intrinseco e appagante. Infatti non sono praticate con la prospettiva di un premio, perché la ricompensa di una buona azione consiste nell'averla compiuta. Sono grato non perché un altro, stimolato dall'esempio che lo ha preceduto, mi offra più volentieri i suoi favori, ma per assolvere un  dovere straordinariamente piacevole e bello; sono grato non perché mi fa comodo, ma perché mi piace.


(Seneca; "Lettere a Lucilio")

Vivere contro l’evidenza

Il semplice fatto di vivere è una cosa straordinaria, appunto, quando si è visto le cose così come esse sono; poiché questa vita, che è totalmente svalutata, diciamo nell'opera teorica, appare straordinaria sul piano pratico. Vivere contro l’evidenza: ogni momento diventa una sorta d’eroismo.


(Emil Cioran)

sabato 13 dicembre 2014

Una parola

Ho una grande malinconia, un grande amore, una parola, non so quale, da dire.


(Sibilla Aleramo, Lettera a Dino Campana)