domenica 14 dicembre 2014

La gratitudine

Si deve fare di tutto per essere più riconoscenti che sia possibile.
La gratitudine è, del resto, un nostro bene,
allo stesso titolo per cui la giustizia non è
- come si crede -
un bene di pertinenza altrui;
la riconoscenza rifluisce per gran parte in se stessa:
non c'è alcuno che, dimostrandosi utile ad altri,
non abbia giovato anche a se stesso.
E lo affermo non tanto perché
chi è stato aiutato vorrà aiutare
e chi è stato difeso vorrà difendere
e il buon esempio ritorna al suo autore quasi seguendo un circolo
(così come i cattivi esempi ricadono su chi li ha dati
né alcuna commiserazione tocca a coloro che soffrono ingiustizie
perché proprio essi, facendole,
hanno mostrato che possono essere commesse),
ma in quanto sostengo che tutte le virtù
hanno un loro proprio valore intrinseco e appagante.
Infatti non sono praticate con la prospettiva di un premio,
perché la ricompensa di una buona azione consiste nell'averla compiuta.
Sono grato non perché un altro,
stimolato dall'esempio che lo ha preceduto,
mi offra più volentieri i suoi favori,
ma per assolvere un  dovere straordinariamente piacevole e bello;
sono grato non perché mi fa comodo,
ma perché mi piace.


(Seneca; "Lettere a Lucilio")

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