mercoledì 13 febbraio 2013

L'anima libera

L'anima libera è rara,
ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perchè provi un senso di benessere
quando gli sei vicino.


(Charles Bukowski)

sabato 9 febbraio 2013

Difesa dell'allegria

Difendere l'allegria come una trincea
difenderla dallo scandalo e dalla routine
dalla miseria e dai miserabili
dalle assenze transitorie
e da quelle definitive

difendere l'allegria come un principio
difenderla dallo sbalordimento e dagli incubi
dai neutrali e dai neutroni
dalle dolci infamie
e dalle gravi diagnosi

difendere l'allegria come una bandiera
difenderla dal fulmine e dalla malinconia
dagli ingenui e dalle canaglie
dalla retorica e dagli arresti cardiaci
dalle endemie e dalle accademie

difendere l'allegria come un destino
difenderla dal fuoco e dai pompieri
dai suicidi e dagli omicidi
dalle vacanze e dalla fatica
dall'obbligo di essere allegri

difendere l'allegria come una certezza
difenderla dall'ossido e dal sudiciume
dalla famosa patina del tempo
dalla rugiada e dall'opportunismo
dai prosseneti della risata

difendere l'allegria come un diritto
difenderla da Dio e dall'inverno
dalle maiuscole e dalla morte
dai cognomi e dalle pene
dal caso
e anche dall'allegria


(Mario Benedetti)

L’art, mes enfants

L'arte,
ragazzi miei,
sta nell'essere sé stessi
fino in fondo.

-----

L’art,
mes enfants,
c’est d’être absolument soi-même.


(Paul Verlaine)

La menzogna mi atterrisce

Voi sapete come io odii e detesti la menzogna, come mi sia insopportabile: non perché io sia più schietto degli altri mortali, ma semplicemente perché la menzogna mi atterrisce. C'è in essa un tanfo di morte, un alito di corruzione - che è proprio ciò che più odio e detesto al mondo - quel che vorrei dimenticare. Mi sconvolge e mi nausea, come quando capita di addentare qualcosa di marcio.


(Joseph Conrad; "Cuore di tenebra")

lunedì 4 febbraio 2013

Nel buio, nell’indicibile

Tutto è portare a termine e poi generare. Lasciar compiersi ogni impressione e ogni germe d’un sentimento dentro di sé, nel buio, nell’indicibile, nell’inconscio irraggiungibile alla propria ragione e attendere con profonda umiltà e pazienza l’ora del parto d’una nuova chiarezza.


(Rainer Maria Rilke; "Lettere a un giovane poeta")

L'aspro sapore del mare

Quella vela piegata dalla luce,
stanca d'isole,
una goletta che batte il Mar dei Caraibi

per ritornare, potrebbe essere Odisseo
diretto a casa attraverso l'Egeo:
quel desiderio di padre e di marito,

sotto l'aspro livore della vecchiezza,
è come l'adultero che sente il nome di Nausicaa
in ogni grido di gabbiano.

E questo non assicura la pace. L'antica guerra
tra ossessione e responsabilità
non può finire ed è la stessa

per il naufrago e per chi sul lido
ora infila i piedi nei sandali per rientrare
da quando Troia ha spirato l'ultima fiamma

e il macigno del cieco ciclope ha alzato le acque
dalle cui ondate i grandiosi esametri giungono
alle conclusioni dell'esausta risacca.

I classici possono consolare. Ma non abbastanza.
(Derek Walcott)

mercoledì 23 gennaio 2013

Convalescenza

convalescenza:
stancarsi gli occhi
contemplando le rose

-----

bara wo miru
me no tsukare ya
yamiagari


(Masaoka Shiki)

L'uomo e la donna

L’uomo è la più elevata delle creature.
La donna è il più sublime degli ideali.
Dio fece per l’uomo un trono, per la donna un altare.
Il trono esalta, l’altare santifica.

L’uomo è il cervello. La donna il cuore.
Il cervello fabbrica luce, il cuore produce amore.

La luce feconda, l’amore resuscita.
L’uomo è forte per la ragione.
La donna è invincibile per le lacrime.
La ragione convince, le lacrime commuovono.

L’uomo è capace di tutti gli eroismi.
La donna di tutti i martìri.
L’eroismo nobilita, il martirio sublima.
L’uomo ha la supremazia.
La donna la preferenza.
La supremazia significa forza;
la preferenza rappresenta il diritto.

L’uomo è un genio. La donna un angelo.
Il genio è incommensurabile;
l’angelo indefinibile.
L’aspirazione dell’uomo è la gloria suprema.
L’aspirazione della donna è la virtù estrema.
La gloria rende tutto grande; la virtù rende tutto divino.

L’uomo è un codice. La donna un vangelo.
Il codice corregge, il vangelo perfeziona.
L’uomo pensa. La donna sogna.
Pensare è avere il cranio di una larva;
sognare è avere sulla fronte un’aureola.

L’uomo è un oceano. La donna un lago.
L’oceano ha la perla che adorna;
il lago la poesia che abbaglia.
L’uomo è l’aquila che vola.
La donna è l’usignolo che canta.
Volare è dominare lo spazio;
cantare è conquistare l’Anima.

L’uomo è un tempio. La donna il sacrario.
Dinanzi al tempio ci scopriamo;
davanti al sacrario ci inginocchiamo. Infine:
l’uomo si trova dove termina la terra,
la donna dove comincia il cielo.


(Victor Hugo)

domenica 20 gennaio 2013

Lasciami dormire, devo finire un sogno

Per caso mentre tu dormi
per un involontario movimento delle dita
ti faccio il solletico e tu ridi
ridi senza svegliarti
così soddisfatta del tuo corpo ridi
approvi la vita anche nel sonno
come quel giorno che mi hai detto:
lasciami dormire, devo finire un sogno



(Antonio Porta)

Canzone del giorno che se ne va

Che fatica mi costa
lasciarti andare, o giorno!
Te ne vai pieno di me,
torni senza riconoscermi.
Che fatica mi costa
lasciare sopra il tuo petto
realtà possibili
di impossibili minuti!

Di sera, un Perseo
ti lima le catene,
e fuggi sopra i monti
ferendoti i piedi.
Non possono sedurti
la mia carne e il mio pianto,
né i fiumi dove dormi
il tuo meriggio d'oro.

Da Oriente a Occidente
porto la tua luce piena,
la tua gran luce che sostiene
la mia anima tesa.
Da Oriente a Occidente,
che fatica mi costa
portarti coi tuoi uccelli
e le tue braccia di vento!


(Federico Garcia Lorca)

Mio è questo cuore

Mio è questo cuore,
e io godo di quanto è mio.


(Vladimir Majakovskij)

lunedì 14 gennaio 2013

Tutte le parole che raccolgo

Tutte le parole che raccolgo,
Tutte le parole che scrivo,
Devono aprire instancabili le ali,
E non fermarsi mai nel loro volo,
Fino a giungere là dove è il tuo triste, triste cuore,
E cantare per te nella notte,
Oltre il luogo ove muoiono le acque,
Oscure di tempesta o lucenti di stelle.


(William Butler Yeats; Londra - Gennaio 1892)

What arms are for


domenica 13 gennaio 2013

Come farti capire che c'è sempre tempo?

Come farti capire che c'è sempre tempo?
Che uno deve solo cercarlo e darselo,
Che non è proibito amare,
Che le ferite si rimarginano,
Che le porte non devono chiudersi,
Che la maggiore porta è l'affetto,
Che gli affetti ci definiscono,
Che cercare un equilibrio non implica essere tiepido,
Che trovarsi è molto bello,
Che non c'è nulla di meglio che ringraziare,
Che nessuno vuole essere solo,
Che per non essere solo devi dare,

Che aiutare è potere incoraggiare ed appoggiare,
Che adulare non è aiutare,
Che quando non c'è piacere nelle cose non si sta vivendo,
Che si sente col corpo e la mente,
Che si ascolta con le orecchie,
Che costa essere sensibile e non ferirsi,
Che ferirsi non è dissanguarsi,
Che chi semina muri non raccoglie niente,

Che sarebbe meglio costruire ponti,
Che su di essi si va all'altro lato e si torna anche,

Che ritornare non implica retrocedere,
Che retrocedere può essere anche avanzare,

Come farti sapere che nessuno stabilisce norme salvo la vita?
Come farti sapere che c'è sempre tempo?


(Mario Benedetti)

domenica 6 gennaio 2013

Lo straniero

- Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? Tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello?
- Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello.

- I tuoi amici?
- Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto.

- La patria?
- Non so sotto quale latitudine si trovi.

- La bellezza?
- L'amerei volentieri, ma dea e immortale.

- L'oro?
- Lo odio come voi odiate Dio.

- Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero?
 - Amo le nuvole... Le nuvole che passano... laggiù... Le meravigliose nuvole!

-----

- Qui aimes-tu le mieux, hommes énigmatique, dis ? Ton père, ta mère, ta sœur ou ton frère ?
- Je n'ai ni père, ni mère, ni sœur, ni frère.

- Tes amis ?
- Vous vous servez là d'une parole dont le sens m'est resté jusqu'à ce jour inconnu.

- Ta patrie ?
- J'ignore sous quelle latitude elle est située.

- La beauté ?
- Je l'aimerais volontiers, déesse et immortelle.

- L'or ?
- Je le hais comme vous haïssez Dieu.

- Eh! qu'aimes-tu donc, extraordinaire étranger ?
- J'aime les nuages... les nuages qui passent... là-bas... les merveilleux nuages!


(Charles Baudelaire; "Lo spleen di Parigi")