martedì 6 ottobre 2026

Non invidiare coloro che sono esenti dal soffrire

Non invidiare coloro che sono esenti dal soffrire, questi idoli di legno ai quali nulla manca perché la loro anima è così povera, che non si informano se piova, o splenda il sole, perché nulla posseggono che richieda cura.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

Alla fine però l'orgoglio si sciolse in lacrime

(...) tutto si spense in me come una luce e io me ne stavo là muto e triste come un'ombra, e cercavo la vita scomparsa. Non potevo lamentarmi e non potevo nemmeno consolarmi. Gettai via da me la speranza come uno storpio al quale sono venute a noia le stampelle: mi vergognavo di piangere, mi vergognavo soprattutto dell'esistenza. Alla fine però l'orgoglio si sciolse in lacrime e il dolore che avrei voluto negare mi diventò caro e me lo strinsi al petto come un bambino.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

Vi è un oblio per quanto esiste

Vi è un oblio per quanto esiste, un silenzio nel nostro essere, nel quale ci pare di aver trovato tutto.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

Qui s'impara a tacere su tutto

Guardai, e mi sentii quasi mancare di fronte all'imponenza di quel panorama.
Come un immenso naufragio, dopo che gli uragani si sono placati e i marinai fuggiti via e la carcassa della flotta frantumata giace irriconoscibile sul banco di sabbia, così stava Atene davanti a me, e le orfane colonne si levavano davanti a noi come nudi tronchi di un bosco che, la sera prima, ancora verdeggiava e, durante la notte, fu preda delle fiamme.
"Qui," disse Diotima, "s'impara a tacere di fronte al proprio destino, sia esso benigno o malvagio."
"Qui s'impara a tacere su tutto," continuai io.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")