giovedì 13 agosto 2026

Nulla vivrebbe, se non sperasse

Mio caro, che sarebbe la vita senza speranza? Noi saremmo come una scintilla che sprizza dal carbone e si spegne, o come un colpo di vento nella torbida stagione che sussurra un istante e poi si tace.
Anche la rondine cerca d'inverno una terra più mite, la selvaggina del bosco si aggira nella calura del giorno e i suoi occhi cercano una fonte. Chi dice al poppante che la madre non gli rifiuterà il seno? Eppure, guarda, egli lo cerca.
Nulla vivrebbe, se non sperasse. Il mio cuore chiuse in sé, allora, i suoi tesori, ma soltanto per serbarli per un tempo migliore, per quell'essere unico, sacro, fedele che certamente, in un qualche periodo della sua esistenza, verrà incontro alla mia anima assetata.
Con quale felicità mi abbandonavo fra le sue braccia, quando, nelle ore in cui lo presentivo in me, lieve come la luce della luna, alitava intorno alla mia fronte rasserenata!
Già allora ti conoscevo, già allora tu guardavi, simile ad un genio fra le nubi, verso di me, tu, colei che un giorno, nella pace della bellezza, ti levasti verso di me dalla torbida onda del mondo. Allora non combatté, non arse più questo mio cuore!
Come un giglio si culla nell'aura silenziosa, così il mio essere si cullava nel suo elemento, nei deliziosi sogni di lei.


(Friedrich Hölderlin; "Iperione")

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