sabato 12 gennaio 2019

Dovete credermi, dunque, quando dico che non voglio criticare

Dovete credermi, dunque, quando dico che non voglio criticare, che sto cercando di capire. Molte cose che potrebbero dispiacermi cessano di farlo quando ne comprendo la causa. (…) La malattia è la dolorosa testimonianza di qualche conflitto in atto nel corpo e nell'anima. Io cerco di scoprire che cosa i miei pazienti stiano nascondendo a se stessi; perciò, quando si rivolgono a me, mi limito al ruolo dell'ascoltatore. Faccio il vuoto nella mia mente, la rendo cioè ricettiva. Devo liberarmi di ogni preconcetto, evitare di dare giudizi sullo stato morale o spirituale che essi mi svelano. A un certo punto del colloquio, i pazienti incominciano a parlare di qualcosa che riesce loro difficile dire, e allora diventa evidente dove sta il conflitto. A volte si tratta di qualcosa di molto semplice e diretto, un'idea sbagliata sulla vita, che li tiene prigionieri e impedisce loro di vivere appieno, e che ha persino dato origine a un disturbo nervoso per segnalare la sua esistenza. Se il paziente arriva a capire che il conflitto è reale, e drammatico, e che tutti i suoi sforzi per eluderlo sono vani, oltre che indegni di lui, allora io posso essergli di aiuto. Allora la mia esperienza può essere posta al suo servizio.
 
 
(Carl Gustav Jung; "Jung parla - interviste e incontri")

venerdì 28 dicembre 2018

Quando in un punto del suo giro

Quando in un punto del suo giro
un tram che viaggia in senso orario
sfiora per un istante uno di quelli
che viaggiano in senso antiorario
anche a noi passeggeri
dalle opposte destinazioni
càpita qualche volta di sfiorarci
con brevi occhiate da cui sbucano
malinconia e stanchezza
e un’ombra, solo un’ombra di pietà
simili a quelle che si scambiano
chi entra al Pini o in via Pace e chi ne esce
per pratiche attinenti
alla propria o all’altrui sopravvivenza.
 
 
(Giovanni Raboni)

O forse la felicità

O forse la felicità
è solo degli altri, d’un altro tempo,
d’un’altra vita e a noi non è possibile
che recitarla come viene viene,
a soggetto, ostinandoci a inseguire
la parte di noi stessi
in un vecchio, bizzarro canovaccio
senza capo né coda…
 
 
(Giovanni Raboni)

giovedì 27 dicembre 2018

Osservare partendo da se stessi

Una solida costruzione non crolla, un buon abbraccio non lascia andare; gli eredi onoreranno incessantemente chi compie queste cose. Coltiva la virtù in te stesso, e quella virtù sarà autentica; coltivala in casa, e quella virtù sarà abbondante; coltivala nel paese, e quella virtù durerà; coltivala nella nazione, e quella virtù sarà prospera; coltivala nel mondo, e quella virtù sarà universale. Perciò osserva te stesso partendo da te stesso, osserva le case partendo dalla tua casa, osserva i paesi partendo dal tuo paese, osserva le nazioni partendo dalla tua nazione, osserva il mondo partendo dal tuo mondo. Come so che le cose vanno così? Da questo.


(Lao-tzu)

martedì 25 dicembre 2018

Parlami di Dio

La quercia chiese al mandorlo:
parlami di Dio.
E il mandorlo fiorì.
 
 
(Nikos Kazantzakis)

...rispettare con fiducia il ritmo eterno

Mi ricordo di una mattina quando scoprii un bozzolo dietro un albero, proprio mentre la farfalla che era al suo interno stava facendo un buco nel suo involucro, preparandosi ad uscirne. Aspettai per un po', ma ci metteva tanto ad uscire ed ero impaziente. Mi chinai, alitando su di esso per riscaldarlo. Cercavo di riscaldarlo il più rapidamente possibile, e il miracolo iniziò ad avvenire davanti ai miei occhi, più veloce della vita. Il bozzolo si aprì; la farfalla iniziò lentamente ad uscire, ed io non dimenticherò mai il mio orrore quando vidi come le sue ali erano piegate all’indietro e stropicciate, la povera farfalla provò con tutto il suo corpo tremante a spiegarle. Chinandomi su di essa, cercai di aiutarla con il mio respiro, invano. Avrebbe avuto bisogno di schiudersi pazientemente, e il dispiegamento delle ali doveva essere un processo graduale attraverso il sole. Adesso era troppo tardi. Il mio respiro aveva costretto la farfalla ad uscire con le ali stropicciate, prima del tempo. Aveva lottato disperatamente e, pochi secondi più tardi, morì sul palmo della mia mano. Quel corpicino è, credo, il più grande peso che porto sulla mia coscienza. Perché oggi mi rendo conto che violare le grandi leggi della natura è un peccato mortale Non dovremmo avere fretta, non dovremmo essere impazienti, ma dovremmo rispettare con fiducia il ritmo eterno.
 
 
(Nikos Kazantzakis)

Luna, sketches


domenica 23 dicembre 2018

La donna entra nella stanza -

E senza essere il dottor Johnson o Goethe o Carlyle o Voltaire, è possibile sentire, anche se in modo molto diverso da quei grandi uomini, la natura di questa complessità e la forza di questa facoltà creativa altamente sviluppata tra le donne. La donna entra nella stanza - ma qui le risorse della lingua inglese dovrebbero potersi espandere fino all'inverosimile e interi sciami di parole venire alla luce illegittimamente dispiegando le loro ali prima che una donna possa dire cosa accade quando entra in una stanza. Le stanze sono completamente diverse; sono tranquille o fragorose; con le finestre aperte sul mare o, al contrario, chiuse sul cortile di una prigione; con i panni stesi ad asciugare; o splendenti di opali e sete; sono dure come crine di cavallo o soffici come piume - basta entrare in una qualunque stanza di una qualunque strada per essere sfidati da quella forza estremamente complessa della femminilità.
 
 
(Virginia Woolf; "Una stanza tutta per sé")

sabato 22 dicembre 2018

E io mi cerco sempre un paio di parole

A volte vorrei rifugiarmi con tutto quel che ho dentro un paio di parole. Ma non esistono ancora parole che mi vogliano ospitare. È proprio così. Io sto cercando un tetto che mi ripari ma dovrò costruirmi una casa, pietra su pietra. E così ognuno cerca una casa, un rifugio per sé. E io mi cerco sempre un paio di parole.


A volte mi sembra che ogni parola che vien detta, e ogni gesto che vien fatto, accrescano il grande equivoco. Allora vorrei sprofondarmi in un gran silenzio e vorrei anche imporre questo silenzio agli altri. Sì, a volte qualunque parola accresce i malintesi su questa terra troppo loquace.
 
 
(Etty Hillesum; "Diario")

Luglio 1942

Possono benissimo accorgersi che sono triste e indifesa nei loro confronti. Non ho nessun bisogno di fare una figura coraggiosa, ho la mia forza interiore e questo mi basta, il resto è irrilevante.
 
 
(Etty Hillesum; "Diario")

domenica 2 dicembre 2018

Devo accostarmi all'anima mia

Devo accostarmi all'anima mia come uno stanco viandante, che nulla ha cercato nel mondo all'infuori di lei. Devo imparare che dietro a ogni cosa da ultimo c'è l'anima mia, e se viaggio per il mondo ciò accade in fondo per trovare la mia anima. Perfino le persone più care non sono la meta e il fine della ricerca d'amore, ma simboli della nostra anima.
 
 
(Carl Gustav Jung; "Il libro rosso")

lunedì 26 novembre 2018

La notte bianca

Un'epoca lontana in sogno mi riappare,
la casa nel quartiere Pietroburgo.
Figlia d'una modesta proprietaria della steppa
tu sei all'istituto, tu, nativa di Kursk.
 
Sei carina e hai molti ammiratori.
In questa notte bianca noi due insieme,
rincantucciati sul tuo davanzale,
guardiamo giù da questo grattacielo.
 
Il mattino ha lambito col suo primo tremito
i lampioni, come farfalle di gas.
Ciò che sottovoce vado raccontandoti
somiglia tanto alle lontananze addormentate.
 
E noi siamo in preda a una medesima
trepidante dedizione al mistero,
come Pietroburgo col suo panorama
che si stende oltre la Neva sconfinata.
 
Laggiù, lontano, dietro impenetrabili confini,
in questa notte bianca di primavera,
con uno strepito d'inni gli usignoli
fanno echeggiare i limiti dei boschi.
 
Il frenetico trillo dilaga.
La voce del minuto, gracile uccellino
eccita all'entusiasmo e allo scompiglio
nella profondità della foresta incantata.
 
In quei posti, scalza viandante,
penetra la notte lungo lo steccato,
e dietro lei dal davanzale si trascina
l'orma del discorso origliato.
 
Fra gli echi di quel discorso sorpreso,
nei giardini recinti d'assicelle
i rami dei meli e dei ciliegi
si vestono d'un colore bianchiccio.
 
E, come fantasmi, gli alberi
si riversano bianchi in folla sulla strada,
facendo come cenni d'addio
alla notte bianca che così tanto ha visto.
 
 
(Boris Pasternak)

domenica 11 novembre 2018

Mai davvero felice e mai del tutto

Mai davvero felice e mai del tutto
infelice - oh, l'ho capito; e mi regolo.
Ma pensare la gioia, almeno quello:
pensarla! e qualche volta, senza farsi
troppe idee, senza montarsi la testa,
annusarla, sfiorarla con le dita
come se fosse (non lo è?) l'avanzo
della vita d'un santo, una reliquia…
 
 
(Giovanni Raboni)

Tanto difficile da immaginare

Tanto difficile da immaginare,
davvero, il paradiso? Ma se basta
chiudere gli occhi per vederlo, sta
lì dietro, dietro le palpebre, pare
 
che aspetti noi, noi e nessun altro, festa
mattutina, gloria crepuscolare
sulla città invulnerata, sul mare
di prima della diaspora – e si desta
 
allora, non la senti? una lontana
voce, lontana e più vicina come
se non l’orecchio ne vibrasse ma
 
un altro labirinto, una membrana
segreta, tesa nel buio a metà
fra il niente e il cuore, fra il silenzio e il nome…
 
 
(Giovanni Raboni)

Diana