sabato 9 marzo 2013

Por Osmar

Amo sviluppare la mia Coscienza per capire perché sono vivo,
cos’è il mio corpo e cosa devo fare per cooperare con i Disegni dell’Universo.

Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili
e si crea false forme di comportamenti, plagiata da Personalità importanti.

Mi piace rispettare gli altri, 
non per via delle deviazioni narcisistiche delle loro personalità,
ma per come si sono evolute interiormente.

Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio,
il cui cuore critica gli altri senza sosta,
la cui sessualità è permanentemente insoddisfatta,
il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivo.

Ogni secondo di vita è un regalo sublime.

Mi piace invecchiare,
perché il tempo dissolve il superfluo e conserva l’essenziale.

Non mi piace chi, per retaggi infantili,
trasforma le bugie in superstizioni.

Non mi piace un Papa che predica
senza condividere la sua Anima con una Papessa.

Non mi piace che la Religione
sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.

Amo collaborare e non competere.

Mi piace scoprire in ogni Essere
quella gioia perenne che potremmo chiamare Dio Interiore.

Non mi piace l’Arte che serve solo a celebrare il suo Autore,
mi piace l’Arte utile per guarire.

Non mi piacciono le persone eccessivamente stupide.

Mi piace tutto ciò che provoca il sorriso.

Amo affrontare volontariamente la mia sofferenza
con l’obiettivo di espandere la mia Coscienza.


(Alejandro Jodorowsky)

Lettera dal balcone

Ti scrivo dal balcone
dove resto ancora un poco questa sera
a guardare l'orto al sole di settembre
a mangiare pane e olio e foglie piccole
di basilico
ti scrivo meno fiera di quello che vorresti
sono una donna forte sì
ma con anche continue tentazioni di non esserlo
di lasciarmi sciogliere d'amore al sole
e carezzarti e baciarti un po' di più di quello che tu vuoi
ti scrivo dal balcone
guardando il fico pieno di frutti
e il pero con le foglie malate
ho qualche pensiero triste
e due o tre sereni.


(Vivian Lamarque)

Non so nulla con certezza

Per quanto mi riguarda, non so nulla con certezza, ma la vista delle stelle mi fa sognare.


(Vincent Van Gogh)

giovedì 21 febbraio 2013

La vita – è il solo modo

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;
essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;
distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;
stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.
Un'occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;
e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l'erba;
e seguire con gli occhi una scintilla di vento;
e persistere nel non sapere
qualcosa d'importante.


(Wislawa Szymborska)

Ho colto questo paesaggio magico

Ho colto questo paesaggio magico ed è il suo fascino che sono così impaziente di rendere. Naturalmente molti protesteranno che è del tutto irreale, ma peggio per loro.


(Claude Monet)

Veder cadere le foglie mi lacera dentro

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno,
una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno,
non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno,
che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno
mi sento d'accordo
con gli uomini e con me stesso.
Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
dei viali d'ippocastani.

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Elli bin şiir roman filan okudum yaprak dökümünü anlatır
elli bin filim seyrettim yaprakların dökümünü gösterir
elli bin kere gördüm yaprak dökümünü
düşüşlerini sürünüşlerini çürüyüşlerini yaprakların
elli bin kere duydum ölü hışırtılarını kunduramın altında
avucumda ve parmaklarımın ucunda
ama yaprak dökümüne rastlamak yine de burar içimi
hele bulvarlarda yaprak dökümüne
hele kestaneyseler
hele çocuklar geçiyorsa oralardan
hele güneşliyse hava
hele iyi bir haber almışsam o gün dostluk üstüne
hele o gün sancımıyorsa yüreğim
hele sevdiğimin beni sevdiğine inanıyorsam o gün
hele o gün insanlarla ve kendimle aram iyiyse yaprak
dökümüne rastlamak burar içimi
hele bulvarlarla yaprak dökümüne
hele kestaneyseler.


(Nazim Hikmet)

martedì 19 febbraio 2013

Questa è la mia idea di felicità

(...) e poi riposo, natura, libri, musica, amore per il prossimo. Questa è la mia idea di felicità. E poi, al di sopra di tutto, tu per compagna, e dei figli forse. Cosa può desiderare di più il cuore di un uomo?


(Lev Tolstoj; "La felicità domestica" - 1859)


lunedì 18 febbraio 2013

Nulla due volte

Nulla due volte accade
né accadrà. Per tale ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa?  Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora,
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e qui sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

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Nic dwa razy się nie zdarza
i nie zdarzy. Z tej przyczyny
zrodziliśmy się bez wprawy
i pomrzemy bez rutyny.

Choćbyśmy uczniami byli
najtępszymi w szkole świata,
nie będziemy repetować
żadnej zimy ani lata.

Żaden dzień się nie powtórzy,
nie ma dwóch podobnych nocy,
dwóch tych samych pocałunków,
dwóch jednakich spojrzeń w oczy.

Wczoraj, kiedy twoje imię
ktoś wymówił przy mnie głośno,
tak mi było, jakby róża
przez otwarte wpadła okno.

Dziś, kiedy jesteśmy razem,
odwróciłam twarz ku ścianie.
Róża? Jak wygląda róża?
Czy to kwiat? A może kamień?

Czemu ty się, zła godzino,
z niepotrzebnym mieszasz lękiem?
Jesteś – a więc musisz minąć.
Miniesz – a więc to jest piękne.

Uśmiechnięci, współobjęci
spróbujemy szukać zgody,
choć różnimy się od siebie
jak dwie krople czystej wody.


(Wislawa Szymborska; 1957)

Vermeer

Finchè quella donna del Rijksmuseum
nel silenzio dipinto e in raccoglimento
giorno dopo giorno versa
il latte dalla brocca nella scodella,
il Mondo non merita
la fine del mondo.


(Wislawa Szymborska)

venerdì 15 febbraio 2013

Pudore

Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.


(Antonia Pozzi; 1 Febbraio 1933)

Villeggiatura

Sono venuto qua per riposare,
ma ho scordato di lasciarmi a casa.
Ho portato con me la spina essenziale di essere cosciente,
la vaga nausea, il morbo incerto di sentirmi.
Sempre quest'inquietudine masticata a bocconi
come pane rado e scuro che si sbriciola cadendo.
Sempre questo malessere buttato giù in fretta
come un vino d'ubriaco che neppure la nausea ostacola.
Sempre, sempre, sempre
questo difetto di circolazione nell'anima,
questa lipotimia delle sensazioni,
sempre...


(Fernando Pessoa)

mercoledì 13 febbraio 2013

Primo amore

Un tempo quando avevo 16 anni
c'era solo qualche scrittore a darmi speranza e conforto.

A mio padre non piacevano i libri
e a mia madre neppure
perché non piacevano al babbo
specie i libri che prendevo io in biblioteca:
D.H. Lawrence, Dostoevskij, Turgenev,
Gorkij, A. Huxley, Sinclair Lewis, e altri.

Avevo la mia camera da letto
ma alle 8 di sera bisognava filare tutti a nanna:
il mattino ha l'oro in bocca, diceva mio padre poi gridava:
"Luci spente!".

Allora mettevo la lampada sotto le coperte
e continuavo a leggere sotto la luce calda e nascosta:
Ibsen, Shakespeare, Cechov,  Jeffers, Thurber, Conrad Aiken e altri.

Mi offrivano una opportunità e qualche speranza
in un posto senza opportunità
speranza, sentimento. Me la guadagnavo.
Faceva caldo sotto le coperte.
Qualche volta fumavano le lenzuola
allora spegnevo la lampada,
la tenevo fuori per raffreddarla.

Senza quei libri non sono del tutto sicuro
di cosa sarei diventato:
delirante; parricida; idiota; buonannulla.

Quando mio padre gridava
"Luci spente!"
son sicuro che lo terrorizzava
la parola ben tornita e immortalata
una volta per tutte nelle pagine migliori
della nostra più bella letteratura.

Ed essa era lì, per me,
 vicina a me sotto le coperte
più donna di una donna, più uomo di un uomo.

Era tutta per me,
 e io la presi.


(Charles Bukowski)

L'anima libera

L'anima libera è rara,
ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perchè provi un senso di benessere
quando gli sei vicino.


(Charles Bukowski)

sabato 9 febbraio 2013

Difesa dell'allegria

Difendere l'allegria come una trincea
difenderla dallo scandalo e dalla routine
dalla miseria e dai miserabili
dalle assenze transitorie
e da quelle definitive

difendere l'allegria come un principio
difenderla dallo sbalordimento e dagli incubi
dai neutrali e dai neutroni
dalle dolci infamie
e dalle gravi diagnosi

difendere l'allegria come una bandiera
difenderla dal fulmine e dalla malinconia
dagli ingenui e dalle canaglie
dalla retorica e dagli arresti cardiaci
dalle endemie e dalle accademie

difendere l'allegria come un destino
difenderla dal fuoco e dai pompieri
dai suicidi e dagli omicidi
dalle vacanze e dalla fatica
dall'obbligo di essere allegri

difendere l'allegria come una certezza
difenderla dall'ossido e dal sudiciume
dalla famosa patina del tempo
dalla rugiada e dall'opportunismo
dai prosseneti della risata

difendere l'allegria come un diritto
difenderla da Dio e dall'inverno
dalle maiuscole e dalla morte
dai cognomi e dalle pene
dal caso
e anche dall'allegria


(Mario Benedetti)

L’art, mes enfants

L'arte,
ragazzi miei,
sta nell'essere sé stessi
fino in fondo.

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L’art,
mes enfants,
c’est d’être absolument soi-même.


(Paul Verlaine)