domenica 13 novembre 2016

Riprender contatto con un frammento d'eternità...

- Venerdì mattina, le nove.

Mi sento come uno che si stia rimettendo da una grave malattia.
Con la testa abbastanza leggera e con le gambe ancora un po' incerte.
Era proprio brutto ieri.
Non vivo abbastanza semplicemente.
Mi abbandono troppo a "sfrenatezze", a baccanali dello spirito.
E forse m'identifico troppo con quel che leggo e studio:
Dostoevskij mi distrugge ancora, in un modo o nell'altro.
Devo proprio diventare più semplice. Lasciarmi vivere un po' di più.
Non pretendere di vedere già dei risultati.
Ora conosco la mia cura:
accoccolarmi in un angolino e ascoltare quel che ho dentro,
ben raccolta in me stessa.
Tanto, col pensiero non ci arriverò mai.
Pensare è una bella, una superba occupazione quando studi,
ma non puoi "pensarti fuori" da uno stato d'animo penoso.
Allora devi fare altro, farti passiva e ascoltare,
riprender contatto con un frammento d'eternità...


(Etty Hillesum; "Diario")

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