sabato 23 luglio 2022

Il Grande Mattino

il Grande Mattino
tra i pini soffiano
venti antichi

-----

oashita
mukashi fukinishi
matsu no kaze


(Uejima Onitsura)

Fresche di fiumi in sonno

Ti trovo nei felici approdi, 
della notte consorte, 
ora dissepolta
quasi tepore d'una nuova gioia, 
grazia amara del viver senza foce.

Vergini strade oscillano 
fresche di fiumi in sonno:

E ancora sono il prodigo che ascolta
dal silenzio il suo nome
quando chiamano i morti.

Ed è morte
uno spazio nel cuore.


(Salvatore Quasimodo)

Brezza leggera

brezza leggera:
dentro il verde di mille montagne
un tempio solo

-----

kunpu ya
senzen no midori
tera hitotsu


(Masaoka Shiki)

...forse la visuale fisiognomica più imponente

(...) forse la visuale fisiognomica più imponente che si possa avere del capodoglio è quella completamente di faccia. Questo suo aspetto è sublime. 
Immersa nei pensieri, una bella fronte umana è come l'Oriente quando lo travaglia il mattino. Nella quiete del pascolo, la fronte arricciata del toro ha in sé un che di grandioso. Quando spinge pesanti cannoni su per le gole montane, la fronte dell'elefante è maestosa. D'uomo o d'animale, la fronte misteriosa è come quel gran sigillo d'oro imposto dagli imperatori tedeschi ai loro decreti. Vuol dire: "Dio: fatto oggi di mio pugno". Ma nella maggior parte delle creature, anzi nell'uomo stesso, molto spesso la fronte non è che una mera striscia di terra alpina che si stende lungo la linea delle nevi. Poche sono le fronti che come quella di Shakespeare o di Melantone si elevano tanto sublimi e penetrano tanto in profondità che gli occhi stessi sembrano chiari, eterni, immoti laghi montani; e al di sopra di essi, nelle rughe della fronte, vi par di seguire la traccia dei pensieri dalle grandi corna ramose che vi discendono ad abbeverarsi, così come i cacciatori degli Altipiani seguono sulla neve la traccia dei cervi. Ma nel grande capodoglio questa alta e possente dignità divina insita nella fronte è tanto immensamente ampliata che mirandolo in piena faccia si avvertono la divinità e le tremende potenze con più forza che se si contemplasse un qualsiasi altro oggetto della natura viva. Non si vede infatti nessun punto preciso; nessun lineamento distinto si rivela, né naso, né occhi, né orecchie, né bocca; e nemmeno faccia, poiché non ne ha una vera e propria; niente, tranne quell'unico firmamento vasto di una fonte pieghettata di enigmi, che il fato di lance, e di navi, e di uomini tien chiuso nel suo muto cipiglio. E nemmeno di profilo questa fronte mirabile s'immiserisce; anche se in questa prospettiva la sua grandiosità non pare più della stessa imponenza. Di profilo, in mezzo alla fronte si nota chiaramente quella depressione orizzontale e lunata che nell'uomo è l'impronta lavateriana del genio.
Come? Genio in un capodoglio? Ha mai scritto un libro, il capodoglio, o pronunciato un discorso? No, il suo grande genio è reso manifesto dal fatto che egli non fa niente di speciale per provarlo. Vieppiù manifesto lo rende il suo silenzio di piramide. E questo mi fa venire in mente che se il grande capodoglio fosse stato noto all'Oriente nella sua prima età, sarebbe stato divinizzato dalla magia fanciulla dei loro pensieri. Essi divinizzarono il coccodrillo del Nilo, perché il coccodrillo non ha lingua, o per lo meno ce l'ha tanto straordinariamente piccola che non può tirarla fuori. Se in avvenire qualche popolo fornito di alta cultura e aperto alla poesia saprà riportare al loro diritto di primogenitura le antiche divinità liete del Calendimaggio, e le rimetterà vive sul trono nel cielo ora fatto d'egoismo, sulla montagna ora deserta, siate certi che allora il gran capodoglio, innalzato all'alto seggio di Giove, sarà fatto re.
Champollion decifrò i geroglifici rugosi di granito. Ma non esiste Champollion che possa decifrare quell'Egitto che è il volto d'ogni uomo e d'ogni creatura. La fisiognomica, come ogni altra scienza umana, non è che labile favola. Se dunque Sir William Jones, che leggeva trenta lingue, non sapeva leggere il viso del più semplice contadino nei suoi significati più profondi e sottili, come può sperare l'illetterato Ismaele di leggere il pauroso caldaico della fronte del capodoglio? Mi limito a mettervela davanti, questa fronte. Leggetela, se vi riesce.


(Herman Melville; "Moby Dick")

mercoledì 29 giugno 2022

Vicolo

Mi richiama talvolta la tua voce,
e non so che cieli ed acque
mi si svegliano dentro:
una rete di sole che si smaglia
sui tuoi muri ch’erano a sera
un dondolio di lampade
dalle botteghe tarde
piene di vento e di tristezza.

Altro tempo: un telaio batteva nel cortile
E s’udiva la notte un pianto
Di cuccioli e di bambini.

Vicolo: una croce di case
Che si chiamano piano,
e non sanno ch’ è paura
di restare sole nel buio.


(Salvatore Quasimodo)

lunedì 27 giugno 2022

Alla luna

Sei pallida perché 
sei stanca di scalare il cielo
e fissare la terra
tu che ti aggiri senza compagnia 
tra le stelle che hanno una differente
nascita, tu che cambi
sempre come un occhio senza gioia 
che non trova un oggetto degno della 
sua costanza?

-----

Art thou pale for weariness 
Of climbing heaven, 
And gazing on the earth,
Wandering companionless
Among the stars that have a different birth, 
And ever-changing,
Like a joyless eye
That finds no object
worth its constancy?


(Percy Bysshe Shelley)

Lirica antica

Caro, dammi parole di fiducia
per te, mio uomo, l'unico che amassi 
in lunghi anni di stupido terrore,
fa che le mani m'escano dal buio
incantesimo amaro che non frutta... 
Sono gioielli, vedi, le mie mani,
sono un linguaggio per l'amore vivo
ma una fosca catena le ha ben chiuse
ben legate ad un ceppo. Amore mio 
ho sognato di te come si sogna 
della rosa e del vento,
sei purissimo, vivo, un equilibrio 
astrale, ma io sono nella notte
e non posso ospitarti. Io vorrei
che tu gustassi i pascoli che in dono 
ho sortiti da Dio, ma la paura
mi trattiene nemica; oso parole, 
solamente parole e se tu ascolti 
fiducioso il mio canto, veramente
so che ti esalterai delle mie pene.


(Alda Merini)

venerdì 27 maggio 2022

8 febbraio 1857

La mia vita è come un fiume che è stato improvvisamente arginato e non ha più sbocchi, ma al contempo monta di volume, tra le colline che lo contenevano, per dar vita a un lago profondo e silenzioso.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

Le stelle sono i sogni di Dio

Le stelle sono i sogni di Dio, pensieri ricordati nel silenzio del suo sonno.


(Henry David Thoreau; "Io cammino da solo")

...e scivolavo nella sua voce bassa come un pozzo

Tutti i pomeriggi andavo dalla signora Melissa e scivolavo nella sua voce bassa come un pozzo, con tale intensità che - per lo sforzo o perché lei aveva quel profumo dolce delle chiese - mi girava la testa.


(Goliarda Sapienza; "Lettera aperta")

Tempio di Segesta, 1870

giovedì 26 maggio 2022

Il mio cuore è la selva inabitata

Il mio cuore è la selva inabitata, 
vergine, fitta d'ombre e di sottili
rumori, di fugaci apparizioni,
di più fugaci corse.


(Alda Merini)

In cinque o sei

in cinque o sei
piangendo si intrecciano
i salici

-----

goroppon
yorite
shidaruru
yanagi kana


(Mukai Kyorai)

Sul cane addormentato

sul cane addormentato 
la leggera corona
di una foglia

-----

neta inu ni
fuwa to kabusaru
hito ha kana


(Kobayashi Issa)

All'uomo solo

all'uomo solo,
ancora più amica,
la luna

-----

nakanaka ni 
hitori areba zo 
tsuki wo tomo


(Yosa Buson)