Tanto la sventura è orrenda quanto l'espressione autentica della sventura è sovranamente bella. Si possono citare come esempi, anche in secoli recenti, Fedra, La scuola delle mogli, Re Lear, le poesie di Villon, ma ancor più le tragedie di Eschilo e di Sofocle; e ancor più l'Iliade, il libro di Giobbe, alcuni componimenti poetici popolari; e ancor più i racconti della Passione nei Vangeli. Lo splendore della bellezza viene diffuso sulla sventura dalla luce dello spirito di giustizia e amore, il solo che permette a un pensiero umano di guardare e riprodurre la sventura quale è.
E ogni qualvolta un frammento di verità inesprimibile si traduce in parole che, pur non potendo contenere la verità che le ha ispirate, hanno grazie alla loro disposizione una corrispondenza con questa talmente perfetta da fornire un supporto a ogni spirito desideroso di ritrovarla, ogni volta che è così, una fulgida bellezza si diffonde sulle parole.
Tutto ciò che procede dall'amore puro è illuminato dallo splendore della bellezza.
(Simone Weil; "La persona e il sacro")

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