giovedì 10 agosto 2017

Alfine mi riconquistavo

Egli mi chiedeva ansioso che cosa avessi:
lo rassicurai con un gesto,
mentre le lagrime tornavano a sgorgare copiose, liberatrici.
Benedette, benedette!
Alfine mi riconquistavo,
alfine accettavo nella mia anima il rude impegno
di camminar sola, di lottare sola,
di trarre alla luce tutto quanto in me giaceva di forte,
d'incontaminato, di bello;
alfine arrossivo dei miei inutili rimorsi,
della mia lunga sofferenza sterile,
dell'abbandono in cui avevo lasciata la mia anima, quasi odiandola.
Alfine risentivo il sapore della vita, come a quindici anni.


(Sibilla Aleramo; "Una donna") 

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