lunedì 12 febbraio 2018

Tutto dipendeva dal riuscire a tenere in vita questa piccola luce

A quell'epoca, all'incirca, feci un sogno che m'intimorì e mi incoraggiò al tempo stesso. Era notte, in un posto sconosciuto, e camminavo lentamente e con fatica contro un forte vento. Dappertutto intorno v'era una fitta nebbia. Con le mani facevo schermo a un fievole lume che minacciava di spegnersi a ogni momento: tutto dipendeva dal riuscire a tenere in vita questa piccola luce. Improvvisamente avevo la sensazione che qualcuno stava sopraggiungendo alle mie spalle, mi voltavo, e vedevo una figura nera, gigantesca, che mi seguiva. Ma al momento stesso avevo coscienza, nonostante il mio terrore, di dover salvare la piccola luce tutta la notte e nel vento, senza badare al pericolo. Quando mi svegliai capii subito di aver visto uno "spettro del Brocken", la mia propria ombra nel turbinio della nebbia, evocata dalla piccola luce che portavo; mi resi conto, anche, che questa piccola luce era la mia coscienza, la sola luce che avessi. La mia coscienza è l'unico tesoro che posseggo, e il più grande: per quanto piccolo e fragile di fronte ai poteri delle tenebre, è tuttavia una luce, la mia sola luce.
 
 
(Carl Gustav Jung; "Ricordi, sogni, riflessioni")

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