venerdì 1 maggio 2015

Deve essere qualcosa di nascosto nella mia natura

Papà e mamma, carissimi,
non mai tanto cari come oggi,
voi dovete pensare che questo è il meglio.
Ho tanto sofferto...
Deve essere qualcosa di nascosto nella mia natura,
un male dei nervi
che mi toglie ogni forza di resistenza
e mi impedisce di vedere equilibrate le cose della vita...
Ciò che mi è mancato è stato un affetto fermo, costante, fedele,
che diventasse lo scopo e riempisse tutta la mia vita.
Anche i miei bambini, che l'anno scorso bastavano,
ora non bastano più.
I loro occhi che mi guardano mi fanno piangere...
Fa parte di questa disperazione mortale
anche la crudele oppressione
che si esercita sulle nostre giovinezze sfiorite...
Direte alla Nena che è stato un male improvviso,
e che l'aspetto.
Desidero di essere sepolta a Pasturo,
sotto un masso della Grigna, fra cespi di rododendro.
Mi ritroverete in tutti i fossi che ho tanto amato.
E non piangete, perché ora io sono in pace.
La Vostra Antonia


(Antonia Pozzi; Ultima Lettera - 3 Dicembre 1938)

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