sabato 10 agosto 2013

...quanti utili progressi ogni giorno mi arreca

Mi accorgo, o Lucilio, non solo di migliorare,
ma addirittura di trasformarmi;
non garantisco, o spero fin d'ora, che non rimanga in me più nulla da modificare.
E come non dovrei avere nel mio animo molte componenti
che devono essere o rafforzate o attenuate
o collocate su un piano più alto?
E la prova stessa che il mio animo è disposto al meglio
consiste nell'essere in grado di vedere i difetti che finora ignorava.
Esiste una categoria di ammalati che meritano le nostre congratulazioni
perchè hanno preso coscienza del proprio male.
(...)
Non riesci neppure a immaginarti
quanti utili progressi ogni giorno mi arreca.
"Manda" tu dici
"anche a un uomo quale io sono codesti mezzi che hai trovato così efficaci."
Ebbene, voglio trasfonderli nel tuo animo
ed è per me una gioia imparare qualcosa per poi insegnarla;
nulla, sia pure di eccelso e di salutare, mi farà piacere,
se l'avrò appresa soltanto per me stesso.
Se la saggezza mi venisse data
alla condizione esclusiva di tenerla racchiusa in me
e di non poterla esprimere, la rifiuterei:
senza un compagno, nessun bene è un possesso piacevole.
Dunque ti invierò addirittura quei libri
e perché tu non abbia a faticare troppo nel cercare qua e là i punti che ti servono,
includerò diversi segni,
così troverai subito i passaggi che approvo e ammiro.
(...)
Nel frattempo, essendoti debitore della piccola ricompensa quotidiana,
ti dirò quel che oggi ho trovato di accattivante in Ecatone.
"Mi chiedi" egli dice
"quali siano i miei progressi? Ho cominciato a essere amico di me stesso."
Fece davvero un bel progresso: non sarebbe stato mai solo.
Sappi che un amico di questo genere è accessibile a tutti.
Stammi bene.


(Seneca, "Lettere a Lucilio")

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