sabato 3 ottobre 2015

Quei piaceri d'amor che abbiamo gustato insieme

Quei piaceri d'amor che abbiamo gustato insieme
sono stati così dolci per me,
che non posso pentirmene e nemmeno cancellarne il ricordo.
Da qualunque parte mi volga mi sono sempre davanti agli occhi
con tutta la forza della loro attrazione.
Anche quando dormo mi perseguitano le loro illusioni;
perfino nei momenti solenni della messa,
quando la preghiera deve essere più pura,
le immagini oscene di questi piaceri
si impadroniscono talmente della mia povera anima
che mi abbandono più a queste turpitudini che alla preghiera.
Io, che dovrei piangere su quello che ho fatto,
sospiro invece per ciò che ho perduto,
e non solo quello che abbiamo fatto insieme,
ma i luoghi, i momenti in cui l'abbiamo fatto
sono talmente impressi nel mio cuore
che li rivedo con te in tutti i particolari e non me ne libero
nemmeno durante il sonno.
Talvolta anche i movimenti del corpo rivelano i pensieri dell'anima
ed esse si tradiscono con parole involontarie.
Come sono infelice e come ho diritto
di ripetere quel lamento di un'anima gemente:
"Me sventurata chi mi libererà da questo corpo di morte?".


(Lettera di Eloisa per Abelardo)

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