sabato 4 agosto 2012

Del resto, si sa

Del resto, si sa che i malati e gli innamorati,
manifestano gli stessi sintomi di deperimento:
tremendo pallore,
occhi cerchiati,
ginocchia molli,
sonno difficile,
respiro lento e affannoso.
Si poteva credere che soffrisse per l'avvampare della febbre,
non fosse stato che piangeva sempre.
O ignoranza dei medici!
Ma che può voler dire
il polso che batte,
il colorito che continua a cambiare,
il respiro affannoso,
e il continuo rigirarsi da una parte all'altra?
Oh dèi!
Non occorre essere medici per capirlo!
Basta aver conosciuto la passione dell'amore,
per sapere cosa vuol dire
quando uno brucia
e non ha la febbre!

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Iam cetera salutis vultusque detrimenta et aegris
et amantibus examussim convenire nemo qui nesciat:
pallor deformis,
marcentes oculi,
lassa genua,
quies turbida,
et suspiritus cruciatu tarditate vehementior.
Crederes et illam fluctuare tantum
vaporibus febrium, nisi quod et flebat.
Heu medicorum ignarae mentes,
quid venae pulsus,
quid coloris intemperantia,
quid fatigatus anhelitus et utrimquesecus iactatae
crebriter laterum
mutuae vicissitudines!
Dii boni,
quam facilis licet non artifici medico,
cuivis tamen docto Veneriae cupidinis comprehensio,
cum videas aliquem
sine corporis calore flagrantem!


(Apuleio; "Metamorfosi" - II sec. d.C)

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