lunedì 30 novembre 2015

...e la sua immagine vivente ha colmato la mia anima in eterno

È la pura verità:
mi smarrisco e, forse, in seguito le cose andranno ancor peggio.
E, certamente, accadrà ancora numerose volte
che mi smarrisca prima che trovi il modo giusto di predicare,
ossia con quali parole e con quali atti,
poiché questo è un compito assai difficile da eseguire.
Tutto ciò lo vedo bene fin da adesso, ma sentite:
chi non si smarrisce?
Eppure tutti (non è vero?) vanno verso una stessa meta,
o per lo meno tendono verso una stessa meta,
dal saggio all'ultimo dei malandrini, solo per vie differenti.
Questa è una vecchia verità, ma c’è però una novità:
io non posso smarrirmi molto.
Perché io ho visto la verità
e ho visto e so che gli uomini possono essere belli e felici
senza perdere la capacità di vivere sulla Terra.
Io non voglio e non posso credere
che il male sia la condizione normale degli uomini.
Eppure tutti loro non fanno che ridere di questa mia fede.
Ma come faccio a non crederci: io ho visto la verità,
non l’ho escogitata col mio cervello, ma l’ho vista,
l’ho vista, e la sua immagine vivente ha colmato la mia anima in eterno.
L’ho vista in una tale compiuta interezza
che non posso credere che essa non possa esistere tra gli uomini.
E così, come posso smarrirmi?
Devierò, si capisce, e anche più di una volta,
e forse parlerò persino con parole altrui, ma non a lungo:
l’immagine vivente di ciò che ho veduto mi accompagnerà sempre,
correggendomi e indicandomi la strada.
Oh, io sono fresco e vigoroso, e cammino, cammino, 
foss'anche per mille anni.
Sapete, dapprima volevo perfino sottacere che li avevo corrotti,
ma era un errore: ecco già il primo errore!
Ma la verità mi ha sussurrato che mentivo,
mi ha protetto e mi ha indicato la strada.
Ma come edificare il paradiso, io non lo so,
perché non sono capace di esprimerlo a parole.


(Fëdor Dostoevskij)

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