giovedì 27 agosto 2015

Quando stamattina mi sono svegliata

Quando stamattina mi sono svegliata
nella stanza da letto buia e umida
al rumore della pioggia che batteva da ogni parte,
mi è sembrato di essere guarita.
Guarita dalle palpitazioni tremanti
che mi hanno afflitto in questi due giorni,
al punto che non riuscivo a pensare o a leggere
perché mi tenevo la mano sul cuore.
Un uccello selvatico mi pulsava nella gabbia di ossa,
pronto a spiccare il volo,
e mi scuoteva tutto il corpo con i suoi battiti.
Ho cominciato a desiderare di colpirmi il cuore, di bucarlo,
non foss'altro che per fermare quel ridicolo battito
con cui sembrava volermi balzar fuori dal petto
e andarsene per i fatti suoi.
Sto distesa, al caldo, la mano tra i seni, a godermi il risveglio
e il battito quieto, regolare, discreto del mio cuore in pace.
Mi sono alzata,
aspettandomi una scossa da un momento all'altro,
ma non ce ne sono state...


(Sylvia Plath; "Diari")

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