domenica 23 ottobre 2011

25 febbraio 1956, Sabato

Allora ci siamo strigliate, i capelli appena lavati,
sentendoci sventrate e stordite;
è passata una crisi.
Raccogliamo le forze,
schieriamo un duro battaglione di ottimismo
e riprendiamo la marcia.


(Sylvia Plath; Diari)

2 commenti:

  1. "...Ecco, volevo scrivere di donne, di questa maledetta benedizione che mi accompagna, mi mette al mondo tenendomi al sicuro e attirandomi come una vertigine senza fondo.
    Donne che mi sono appartenute e alle quali da sempre appartengo, luce e ombra, la faccia più nascosta di me, mistero ed evidenza.
    Donne che ridono e piangono, trattengono il fiato e tirano avanti in un mondo di maschili apparenze dove per gli uomini tutto è un poco più semplice. Donne che forse per questo vogliono assomigliare sempre più a noi e a forza di provarci diventano strani feticci. Donne che hanno la forza del vento che soffia, che piangono lacrime amare. Donne speciali soltanto per il loro essere donne, senza bisogno di altro, di stupidi orpelli e stereotipi idioti. Le guardiamo con un po’ di sospetto, sono madri, sorelle, figlie, spose; proiettate verso il domani perché il futuro è la loro dimensione e questo ci lascia un po’ impauriti, noi patriarchi codardi legati al passato.
    Volevo scrivere di voi e invece mi ritrovo a parlare di te, la prima ad avere abitato la mia giovinezza ovunque essa sia.
    Ovunque tu sia."

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  2. Ciao Guido,
    grazie per avermi lasciato un tuo pensiero...

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